Anche i fedeli della Chiesa pagano le tasse

Teodosio Petrara, avvocato di spicco del libero foro di Pavia, nonché legale per il patrocinio delle cause di nullità matrimoniale, presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo, ha lanciato sul mercato la sua ultima fatica dedicata al sistema tributario canonico.

Teodosio Petrara. Foto da Ufficio Stampa
Teodosio Petrara. Foto da Ufficio Stampa

Nel volume l’autore valuta l’ipotesi dei tributi da due punti di vista: se la Chiesa, come qualsivoglia altro ordinamento, ha il diritto di esigere dal proprio popolo di Dio e quindi attingere per diritto nativo ai beni temporali per le finalità proprie; e se i fedeli hanno l’obbligo corrispondente, ossia, in quanto battezzati nella Chiesa Cattolica, di contribuire alle necessità che questa ha.

A cura di Veronica Otranto Godano

Come nasce la passione per le tematiche legate alla Chiesa?

La passione è nata prima come teologo e poi come giurista (anche se non ho conseguito il baccalaureato in Teologia). Durante il percorso dei due anni propedeutici, peraltro, necessari per accedere alla Facoltà di diritto canonico, ho maturato la decisione di conseguire la licenza e poi il dottorato, anche al fine di conseguire l’abilitazione a difendere le cause di nullità matrimoniali presso i Tribunali Ecclesiasti Regionali e Diocesani. Tutto questo, ovviamente, dopo la laurea in giurisprudenza e la qualifica di avvocato. In primis, tutto è dipeso dalla ricerca, durante il percorso di dottorato, dove, trattando i diversi temi ho maturato l’idea di portare un contributo, prima sugli effetti dei provvedimenti del Vescovo diocesano nel diritto civile e poi sulla materia tributaria, tematica questa poco conosciuta. In genere si discute se la scienza teologica è una scienza giuridica o se il diritto canonico è una scienza teologica poiché quello che si canonizza a volte è anche e soprattutto la scienza teologica. La Liturgia nella sua funzione santificante ha un grosso spessore teologico nel quale vi sono pure contenuti rilevanti aspetti giuridici (can. 834).

Il rapporto tra i fedeli e la Chiesa com’è regolato?

Il rapporto tra fedeli e fedeli laici prima del Codice di Diritto canonico del 1983 era regolamentato dal Codex Iuris Canonici del 1917. Con la riforma del Concilio Vaticano II convocato da Papa Giovanni XIII il rapporto è disciplinato dal codice del 1983 i quali canoni riguardano la sola Chiesa latina, la Chiesa orientale è disciplinata dal Codice dei Canoni Delle Chiese Orientali che è stato portato a termine e promulgato il 18 ottobre del 1990, i lavori della codificazione ebbero inizio nel 1927. I canoni 1 e 11 del Codice del 1983 sono significativi poiché il primo stabilisce che i canoni riguardano la sola Chiesa latina il canone 11 invece precisa che alle leggi ecclesiastiche sono tenuti i battezzati nella Chiesa Cattolica o in essa accolti, a meno che non sia disposto altro dal diritto e che hanno compiuto il settimo anno. Dunque è il sacramento del battesimo che fa discendere l’obbligo di osservare le leggi.

Quali sono le principali tasse e imposte canoniche?

Le imposte nel sistema tributario canonico sono da ritenere solo quelle disciplinate dal can. 1263: tributo ordinario e straordinario, quest’ultimo solo in caso di grave necessità e dovrà essere moderato. Sono imposte quelle che hanno il carattere in comune, essere tributi vescovili, la cui effettiva imposizione spetta al Vescovo diocesano che dovrà legiferare, e diocesani in quanto la determinazione, i soggetti, la riscossione e le finalità sono circoscritte all’ambito territoriale. Sono di tipo ordinario e straordinario obbligatori, distinti in tributi e tasse, sono moderati e proporzionati alla capacità contributiva ed economica del soggetto passivo. Si potrebbero forse annoverare tra le imposte per i fedeli la scelta dell’otto per mille del gettito IRPEF, secondo le disposizioni dell’art. 47 della legge 222/1985, in sede di dichiarazione annuale, di destinare la quota alla Chiesa Cattolica per il culto, per il sostentamento del clero e per le opere caritative a favore della collettività. Le tasse vengono imposte ai fedeli in occasione della concessione di grazia o dell’esercizio del ministero in favore degli stessi (cann.1264 e 1649), e il tributo che, come abbiamo visto, viene richiesto secondo quanto previsto dal codice di diritto canonico e che comunque in entrambi casi si annoverano tra la categoria più in generale delle entrate ecclesiastiche. Il can. 1649, invece, stabilisce che è il Vescovo, al quale spetta dirigere il tribunale, a stabilire le norme sulle spese giudiziarie e gratuito patrocinio e più in particolare:
-tasse giudiziali, dovute ai tribunali ecclesiastici per le spese di causa. Sul punto occorre avvertire che la disciplina di questa materia è stata rimandata al diritto particolare, attribuendo al Vescovo, moderatore di ogni singolo tribunale, la relativa potestà legislativa;

  • tasse per atti di volontaria giurisdizione, dovute per indulti, licenze, dispense, privilegi, certificazioni, onorificenze concesse dalla Santa Sede o permessi rilasciati dai Vescovi (come nel caso di battesimi celebrati in casa).

Questo non è il suo primo libro. Come è stato calarsi nelle vesti di scrittore rispetto alla sua attuale professione?

Direi che per me è stata una esperienza grandiosa perché ho trovato la forza di realizzare un libro che definirei tecnico-giuridico e che nessun autore ha mai trattato, ma la questione non è scrivere un libro. Il messaggio che deve arrivare è che: chi ha ricevuto il dono di comprendere alcune tematiche di carattere generale e, quindi, anche per la comunità, ha il dovere di trasmettere agli altri questi temi e non tenerseli per sé. Ho pensato che la questione tributi potesse essere importante sia per la Chiesa sia per i fedeli per comprendere al meglio con quali mezzi la Chiesa si finanzia al fine di poter erogare i servizi ai fedeli.

Chi sono i lettori del suo libro?

Ho voluto dare una struttura sistematica e organica per permettere agli studenti, che frequentano il corso di elementi di diritto tributario canonico, di avere una base e dei principi generali relativi a questa materia che è sconosciuta ai fedeli e a una parte del mondo clericale. I lettori potranno essere non solo chi affronta gli studi di diritto canonico in materia tributaria, ma anche i parroci, i fedeli e laici e gli studiosi della scienza canonica. La particolarità che presenta il contenuto risiede nella non condivisibilità delle conclusioni alle quali si giunge, in primis, sotto il profilo pastorale. Resta, però, il fatto che la questione prende corpo dal diritto vivente che non potrà essere ignorato neppure dal legislatore universale (Romano Pontefice) e particolare (Vescovo diocesano).

Pensa che sia un testo adatto ai contesti accademici?

Credo che non ci siano dubbi, a mio avviso, sotto il profilo esperienziale, per come è stato affrontato il percorso di indagine e per la struttura di collegamento data al tema. Questo tipo di corso (tributario canonico), però, credo che non sia stato preso in considerazione della maggior parte delle facoltà ecclesiastiche, non di meno da quelle laiche.

Che tipo d’indagine ha condotto per affermare che i fedeli debbano effettivamente sostenere la chiesa?

L’indagine è stata complessa, d’altro canto è un contributo che ritengo scientifico e che vorrebbe fare emergere quali sono le risorse con le quali si nutre la Chiesa, di che natura e con quale sistema, se sono solo offerte libere oppure vi sono leggi canoniche le quali impongono ai fedeli di contribuire alle spese pubbliche come in ogni altro ordinamento. Di qui l’indagine partendo dalla domanda se la Chiesa rappresentata dalla Santa Sede è un ente paragonabile a un ordinamento e, quindi, può imporre le tasse, i tributi, oltre ai contributi volontari e le offerte; quali le fonti che sorreggono la Chiesa insieme alla Santa Sede e lo Stato Vaticano, chi è il popolo di Dio e come si diventa cristiani nella Chiesa Cattolica; quali diritti e quali obblighi assume il soggetto con il battesimo e via dicendo.

Ha riscontrato difficoltà nella stesura del libro?

Non poche sono state le difficoltà se si tiene conto della consultazione di circa 90 testi bibliografici e 20 libri relativi alle fonti, ma devo dire che in tutta la struttura del libro vi è un filo conduttore giuridico che accomuna tutti gli istituti invocati. Era comunque questo il lavoro che mi ero proposto di svolgere al fine di dare una base sulla quale poggiare ogni questione relativa ai tributi canonici.

La coattività nel sistema tributario canonico

Genere: diritto
Prezzo: 18
Formato: A5
Pagine: 214
ISBN: 978-88-3300-087-9

Potrebbe interessarti

La Coattività Nel Sistema Tributario Canonico, di Teodosio Petrara

La Coattività Nel Sistema Tributario Canonico, il nuovo di Teodosio Petrara

Nella Chiesa cattolica vi è un sistema tributario simile a qualsiasi altro ordinamento laico? Se …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.