Premio Roberto Daolio 2015

Premio Roberto Daolio all’Accademia Belle Arti di Bologna

Premio Roberto Daolio 2015Martedì 27 ottobre presso l’Aula Magna dell’Accademia di Bologna si è inaugurato il Premio Roberto Daolio sono intervenuti : il Direttore dell’Accademia di Bologna Enrico Fornaroli, Keita Nakasone e Natália Trejbalová (vincitori dell’edizione 2014) Alessandra Andrini, Maria Rita Bentini, Gino Gianuizzi, Rita Canarezza & Pier Paolo. Coro per il network Little Constellation, Eva Marisaldi, Roberto Pinto, Mili Romano.

Questo premio nato per ricordare Roberto Daolio, della sua raffinata e preziosa sensibilità di curatore e critico, della rara capacità di riconoscere e coltivare i segni del nuovo che ha fatto di lui una figura di assoluto rilievo a Bologna e nel panorama dell’arte italiana. Roberto Daolio, col suo appassionato lavoro di docente all’Accademia di Belle Arti, ha contribuito a far crescere moltissimi artisti, a promuoverli, a farli riconoscere nel sistema dell’arte e, infine, ha concentrato gran parte del suo impegno in Accademia nell’ambito della Public Art, privilegiandola come pratica formativa di lettura ed intervento negli spazi pubblici non deputati all’arte. Anche in questa seconda edizione del Premio, alla volontà della famiglia di offrire a un giovane artista studente dell’Accademia una generosa borsa di studio si è unita quella di Little Constellation della Repubblica di San Marino – il network internazionale col quale Roberto Daolio ha collaborato negli ultimi anni – arricchendo il Premio con una residenza d’artista in Islanda.

Per l’edizione 2015 il Bando ha voluto collegarsi con la realtà urbana in trasformazione di Bologna e per questo si è avvalso della collaborazione dell’Urban Center Bologna. Così gli allievi dell’Accademia hanno quest’anno presentato dei progetti d’intervento nel contesto urbano della nostra città in relazione con alcuni dei progetti urbanistici in atto in vari quartieri. I due giovani artisti vincitori sono:  al primo posto Gabriella Presutto, con Simona Paladino, Barbara, Baroncini, Laura Bisotti: il loro Viva Voce è un progetto partecipativo per la Croce del Biacco, un’area nella periferia nord-est di Bologna con l’obbiettivo di costruire una polifonia urbana. Mimì Enna ha invece presentato un progetto per via Fondazza legato all’esperienza di “Social Street” già attiva tra gli abitanti della strada, per accrescerne la dimensione di condivisione e di scambio (Che cos’è per voi l’abitare?).

Il primo premio in denaro offerto dalla famiglia, alla seconda una residenza di due settimane presso il centro SÍM Residency di Reykjavik per un’esperienza di crescita culturale ed artistica grazie allo scambio con altri artisti e con curatori del network /little constellation/ arte contemporanea nelle micro aree geo-culturali e piccoli Stati d’Europa. Questo incontro è stata un’occasione speciale per ricordare Roberto Daolio, per raccontare l’esperienza dei vincitori dello scorso anno, e per presentare la prossima edizione 2016 del Premio: che cos’è il Premio Roberto Daolio per l’arte pubblica “Plutôt la vie…Plutôt la ville”, che cosa offre, che cosa richiede, come partecipare. Per “nutrire” i nuovi progetti degli allievi che concorreranno al Premio, il 10 e l’11 dicembre all’Accademia di Belle Arti di Bologna si svolgerà un workshop legato alla pratica dell’arte pubblica con Marc Weis e Martin de Mattia, già docenti alla Peter Behrens School of Architecture, Düsseldorf, alla Hochschule für Gestaltung und Kunst (HGKZ), Zurich, alla Kunstakademie, München, la cui collaborazione artistica è nota come M+M .

Autore: Giovanni Cardone

Saggista, storico dell’arte e critico d’arte, docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea presso istituzioni universitarie e di alta formazione.

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