Buk Fest 2014

BUK FEST: 10.000 visitatori per la prima edizione catanese

Buk Fest 2014

La prima edizione catanese del Buk Festival si è conclusa con una serata finale all’insegna del Teatro Stabile di Catania, con la prima tappa del ciclo “L’alfabeto della memoria” ideato dal presidente dello Stabile Nino Milazzo e inaugurato dall’incontro sul tema ‘A come Amicizia’, che ha visto protagonisti due grandi attori come Pippo Pattavina e Tuccio Musumeci.
Circa 10.000 persone, dal 26 al 28 settembre, nei tre giorni dell’evento, si sono avvicendate fra gli stand del chiostro di Palazzo Platamone: certamente un successo di pubblico per questa esposizione curata da Francesco Zarzana che da otto anni dirige anche il Buk Modena.
“Siamo molto contenti di come sia andato questo primo ‘esperimento’ in terra etnea- ha detto lo stesso Zarzana al termine della tre giorni di reading, spettacoli, concerti e cultura- e speriamo che come in questa edizione, anche nella prossima saremo supportati dal Comune di Catania e dal Teatro Stabile, che si è dimostrato molto sensibile anche a diversificare le attività culturali dell’Ente.”
Un programma fitto di incontri con gli scrittori, con i giornalisti e gli addetti ai lavori, ma non solo: anche spettacoli serali ed il concerto della famosissima violinista francese Estelle Goldfarb in prima nazionale assoluta.
Domenica sera anche una ‘chiacchierata’ sul palco con la giornalista di guerra Barbara Schiavulli, che ha emozionato il pubblico presente con i suoi attuali racconti da inviata sul fronte in Medioriente.
Nei giorni precedenti al Buk festival erano state celebrate ‘le donne’, come con il premio consegnato dal direttore del Teatro Stabile Giuseppe Dipasquale alla giornalista catanese Emma D’Aquino, volto noto del TG1 delle 20; o con la lettura scenica di alcuni passi di ‘Quattro etti d’amore, grazie’, best seller di Chiara Gamberale, interpretato dalle bravissime attrici Annalisa Canfora e Valeria Contadino, che hanno dato voce alle due protagoniste del romanzo, impegnate in un gioco di specchi reciproco, sotto gli occhi attenti del pubblico serale e dell’assessore comunale alla Cultura, Orazio Licandro. E di donne, nella serata di venerdì, nello spazio Oi Dialogoi, il direttore del Festival Francesco Zarzana ha conversato amabilmente con l’autrice coreana, naturalizzata svizzera, Laure Mi Hyun Croset (Prix Accademie Romande) e con Laura Efrikian, indimenticata protagonista degli anni ’60, autrice del libro ‘La vita non ha età, che ha animato la serata con la sua simpatia ed il suo charme, raccontando al pubblico la sua storia d’amore con Gianni Morandi e tanti altri aneddoti legati alla sua vita professionale e privata.
“Perché la società migliora e cresce se si pensa sopratutto alla cultura in generale e non soltanto all’articolo 18”. Con questa frase Nino Milazzo, presidente del Teatro Stabile di Catania, aveva inaugurato il festival e così certamente è stato. Zarzana ha ringraziato l’ospitalità della città, patria di scrittori come Verga, Brancati e Capuana, ed ha sottolineato come molte delle case editrici presenti provenissero sopratutto dal sud Italia, segno di una rinascita imprenditoriale che deve partire sopratutto da questi temi.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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