Giuseppe Peronace ci racconta Sarcophaga

Oggi incontriamo il regista di  ”Sarcophaga”. L’horror diretto da Giuseppe Peronace e scritto da L.Filippo Santaniello, è distribuito da Vivi Distribution. Gli effetti speciali sono curati dall’effettista e regista Sergio Stivaletti, un grande professionista del cinema italiano che ha collaborato con registi come Dario Argento, Roberto Benigni e Gabriele Salvadores.
”Sarcophaga” sarà trasmesso sulla piattaforma Hodtv, dove il progetto sarà trasmesso On Demand. Il corto racconta un’incredibile storia d’amore tra una mosca ed una giovane ragazza, in pericolo. Riuscirà la mosca a salvare il suo amore?

Scatto di scena di Sarcophaga. Foto di Eric Mansuell
Scatto di scena di Sarcophaga. Foto di Eric Mansuell

Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo Giuseppe Peronace, come nasce l’idea di creare questo corto?

Il concept diSarcophagarisale ai tempi in cui frequentavo una scuola di cinema a Cinecittà. Volevo raccontare la storia di una mosca innamorata di una donna che viene rapita da unpervertito. Volevo sapere cosa avrebbe fatto la mosca per salvare la sua amata, e per saperlo ho dovuto immaginarlo, e ovviamente scriverlo.

Scrissi prima il soggetto e qualche anno dopo la sceneggiatura ,ma capii che era il momento di realizzarla solo quando conobbi Giuseppe Peronace, un regista di grande talento al quale sono molto legato. 

In che modo descriveresti “Sarcophaga”?

Sarcophaga non è solo un cortometraggio horror. Racchiude un alto livello di sperimentazione in ogni reparto,e soprattutto il coraggio di raccontare una storia totalmente fuori dagli schemi.

Il regista Giuseppe Peronace sul set di Sarcophaga. Foto di Eric Mansuell
Il regista Giuseppe Peronace sul set di Sarcophaga. Foto di Eric Mansuell

Quale è il messaggio fondamentale di questa storia?

Che l’amore smuove le montagne, e più si è piccoli, più si ha un cuore grande. Ne dà prova esemplare la nostra piccola protagonista.

Gli effetti di “Sarcophaga” sono creati da Sergio Stivaletti, un grande effettista e regista che ha collaborato con registi come Dario Argento, Gabriele Salvatores. Come è nata la collaborazione con Stivaletti?

Per realizzare l’opera avevamo bisogno di qualcuno che si occupasse degli effetti speciali e abbiamo pensato: perché non affidarci all’eccellenza? Siamo andati a trovare Sergio alla sua scuola romana di effetti visivi, ci siamo presentati e lui ci ha accolto con grande simpatia e umiltà nonostante sia un pezzo da novanta del cinema fantastico italiano. Gli abbiamo lasciato la sceneggiatura e nel giro di pochi giorni abbiamo ricevuto risposta positiva. Siamo molto contenti che abbia curato lui, insieme alla make-upartist Federica Di Valerio, gli effetti di Sarcophaga.

Il genere è Horror. In che modo ti sei avvicinato a questo stile e perché scegli proprio l’Horror per raccontare questa storia?

Non solo horror. C’è anche il dramma, la vendetta, ma soprattutto c’è una folle storia d’amore. L’horror è un cocktail delicato, i suoi ingredienti vanno dosati con cura per non sbilanciarlo. Come genereè entrato nella mia vita da bambino. Leggevo King, scoprivo Sam Raimi, scandagliavo i palinsesti televisivi per registrare gli horror a notte fonda, e mi sono sentito in paradiso quando ho potuto iniziare ad affittare tutte leVHS che volessi.Scrivevo storie dell’orrore già alle elementarie non ho più smesso.

Quale è il tuo rapporto con la paura?

Odio avere paura. C’è chi la cerca, come i tossici dell’adrenalina. Io invece cerco di starle il più lontano possibile. Ho paura di avere paura, e forse è un vantaggio, perchéper poterla raccontare bene bisogna essere un po’fifoni. 

Che significato dai alla parola “male”?

Male è dolore, sofferenza, negatività. Il male peggiore è quando una tua azione reca sofferenza a un’altra persona.

Progetti futuri?

Stanno per essere distribuiti due film prodotti da mie sceneggiature: “Succubus” e “Charlotte”. E ho terminato la stesura di altre sceneggiature che spero di veder realizzate.Per passione scrivo anche narrativa. Se avete piacere di leggere qualcosa, vi segnalo un mio ebook horror da poco pubblicato da Nero Press: “Cinerama Holocaust”, una storia che prima o poi sceneggerò per darle vita attraverso le immagini, che sono tutto ciò che cerco quando scrivo.

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