Valentina Ghetti. Foto di Paolo Stucchi.
Valentina Ghetti. Foto di Paolo Stucchi.

Valentina Ghetti, ogni film è un viaggio

A tu per tu con Valentina Ghetti

Valentina Ghetti arriva al Cinema nel film Girotondo di Tonino Abballe. Al cinema dal 22 giugno, Valentina interpreta il ruolo di Valentina accanto all’attrice Erika Marconi. Questo è un ritorno lampo al Cinema per Valentina che pochi mesi fa era al cinema con il film di successo Classe Z nei panni della professoressa Bonelli.

La Gazzetta dello Spettacolo incontra la bella attrice in occasione della presentazione del nuovo film.

Valentina, benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo. Sei al cinema con il film Girotondo. Mi parli del tuo personaggio?

Girotondo è un film corale, un ingranaggio circolare. Il Perno delle vicende è la donna ( rappresentata nel  ruolo di Erika), con tutte le sue sfumature, caratteristiche, pregi e difetti. Io interpreto Valentina, lesbica e  compagna della protagonista da tre anni ma, purtroppo, non particolarmente fortunata. La famiglia dovrebbe essere il rifugio protettivo per ogni figlio, ma nel caso di Valentina non è così: la paura dell’onta , del giudizio  degli altri, porta i suoi genitori a non accettare la sua natura e, per questo, l’ unica soluzione per lei sarà rifugiarsi nell’amore della compagna che però non si rivelerà essere così vero come lei credeva!

Che esperienza è stata per te questa?

Sono stata davvero orgogliosa di poter affrontare col mio personaggio le tematiche di genere e la diversità: sin da piccola, a causa del mio carattere ed esuberanza, venivo esclusa e dal momento in cui ho deciso di fare l’attrice la sensazione che per anni ho sentito sulla mia pelle era quella di esser un animale esotico: bello ma pur sempre diverso!

Per questo son stata davvero contenta di poter esprimere, attraverso questo ruolo, il dolore di tutte le persone escluse e di esser un personaggio omosessuale: per me non esistono differenze di genere, siamo solo anime.

Quale messaggio speri arrivi al pubblico che andrà al cinema?

Mi auguro che il pubblico che vedrà Girotondo ne comprenda la sua struttura onirica e si emozioni come mi son emozionata io lavorando sull’ amore e sul dolore. Ogni film è come un viaggio: per noi attori significa salpare su una nave che non sai bene verso quale riva approderà.

Mentre sei reduce dal successo del film Classe Z, come è stato interpretare la professoressa Bonelli?

Lo stesso è accaduto con Classe z, dove ho avuto l’onore di esser diretta da un grande regista come Guido Chiesa e di lavorare su un personaggio completamente differente: la temutissima professoressa Bonelli.  Per costruire  questo personaggio mi son ispirata a ricordi scolastici e a personaggi dispotici. Mi capita spesso d’ insegnare recitazione alle classi dei licei e vi assicuro che mi faccio ben volere!!!  Condivido  con la Bonelli l’idea che sia molto importante lo studio e il rigore purché esso però sia supportato sempre dalla gioia di fare le cose.

Valentina, descriviti ai lettori.

Sono un’attrice versatile, amo passare dal comico al drammatico perché dentro il mio animo esistono tantissime sfumature e solo attraverso il mestiere riesco ad esprimerle. Tra i miei principali interessi vi sono  la musica, l’arte figurativa (vado sempre a concerti e mostre appena mi è possibile) e credo fortemente nel potere del’ energia come metodo di guarigione sia fisico che mentale.

C’è un ruolo che adesso vorresti ottenere?

Mi auguro che il futuro abbia in serbo per me  un personaggio femminile forte e guerriero ma al contempo dolce, magari in costume come quelle eroine romantiche dei libri che amavo leggere da ragazzina.

Progetti futuri…

Al momento ho appena terminato uno spettacolo teatrale “Le lacrime amare di Petra von Kant” per la regia di Luca Gaeta e ho moltissimi progetti in cantiere tra cui un testo teatrale  scritti da me, ma anche TV …per scaramanzia però preferisco non dire nulla!

Allora, salutiamo i lettori de La Gazzetta dello Spettacolo e invitiamoli ad andare al Cinema…

Invito tutti i lettori ad andare al  cinema, uno dei tanti strumenti che aiuta a vivere  le  emozioni grazie alle quali ci si può ancora definire  persone libere. Per cui piangete, ridete a crepapelle, baciatevi al tramonto e respirate profondamente e Buona estate a tutti!

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