Megatube: ecco il bollino di qualità Silver Star

Luca Argentero

MegaTube presenta la “SILVER STAR”, un logo che campeggerà su tutte le produzioni web native riconosciute dal Direttore Artistico Luca Argentero come eccellenza nel settore.

“Un modo ironico ma anche d’impatto per far risaltare quello che penso sia una webserie/documentario/prodotto con caratteristiche superiori alla media nel mare magno di YouTube” dichiara Argentero.
“Siamo giunti ad una fase cruciale per le opere web native: MegaTube ha giocato un ruolo chiave nello sbarco in televisione di una web serie molto importante come i The Pills, passo cruciale nella trasformazione di una web serie dallo stadio di esperimento/gioco fra amici a prodotto di intrattenimento riconosciuto a livello nazionale. Oggi come oggi il livello generale dei prodotti web seriali presentati comincia a mostrare i segni di quella maturità auspicata da tempo. La Silver Star è un altro passo importante per indicare ad un pubblico sempre più attento quei lavori frutto di professionalità e passione che meritano di essere visti” asserisce Luca De Dominicis, amministratore delegato di MegaTube.

Ai blocchi di partenza per Novembre i primi due lavori che si fregeranno del bollino di qualità MegaTube sono una web serie in 8 episodi derivata dal lungometraggio Evil Things, prodotto dalla Inside Productions, e Space Metropoliz, film documentario sulla nascita del MAAM: il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz.

EVIL THINGS (COSE CATTIVE) è un horror contemporaneo. Una metafora sul voyeurismo e sul significato del castigo. Sul cinismo che porta a spettacolarizzare tutto, anche la violenza più gratuita. Una storia che nasce da un messaggio, un blog: quattro ragazzi entrano a far parte di un gioco perverso gestito da un carnefice, il Master del blog. Quattro vittime nessuna veramente innocente. Quattro protagonisti della generazione virale e della solitudine tecnologica, che trovano il loro senso immediato nella violenza gratuita, in una vita che sia un’arancia meccanica spinta oltre i limiti del lecito e dell’intimo, sotto i riflettori sempre accesi del web. Chi si salverà dal “premio” del Master, se qualcuno realmente si salverà? Il gioco e il processo virtuale hanno inizio e i ragazzi saranno puniti in diretta web per le COSE CATTIVE che hanno commesso, con espiazioni proporzionali alla propria spietatezza. Ma chi muove le fila di tutto, il Master, ha già scelto Nina, l’unica che le COSE CATTIVE le fa a sé stessa, non agli altri. L’unica che, forse, riuscirà a sopravvivere.
SPACE METROPOLIZ è il film documentario che racconta la nascita del MAAM avvenuta nel 2012, al termine del cantiere etnografico, cinematografico e d’arte chiamato per l’appunto Space Metropoliz. Il MAAM è un progetto di Giorgio de Finis, in collaborazione con i Blocchi Precari Metropolitani e gli abitanti di Metropoliz.
Il risultato del progetto, a cura di Silvia Litardi, è un film ispirato al “Voyage dans la lune” di Georges Méliés, ma anche “Miracolo a Milano” di Vittorio De Sica. “Space Metropoliz” è stato invitato a partecipare a numerosi festival, dal Salento a Taormina, da roma a Milano.
Una voce rassicurante e sognatrice ci racconta una storia, come quando da bambini ascoltavamo le favole. Questa però sembra quasi una storia di fantascienza. Ma anche di convivenza e condivisione, di provocazione artistica e impegno politico. Quella che andiamo a raccontare è la storia di un’occupazione. Di un’astronave. O di un museo. Ma iniziamo dal principio: il Metropoliz era una fabbrica di salami, abbandonata in una periferia Romana, quadrante stellare di Tor Sapienza. Uno di quei posti dimenticati che sembrano usciti da un film di Pasolini. Due registi-antropologi e curatori di mostre, un giorno, scoprono questo angolo nascosto di Roma e decidono di realizzare un film che racconti questa meravigliosa storia: il Metropoliz è stato l’unica occupazione a scopo abitativo sul territorio italiano ad integrare i Rom in un progetto di cohousing.

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