Isabell Russinova
Isabell Russinova

Isabell Russinova: la mia vita, un sogno ad occhi aperti

Nata a Sofia e cresciuta a Trieste, Isabell Russinova è un’artista in piena regola, nonché giornalista pubblicista, scrittrice e fondatrice di alcune società di produzione. Una carriera legata all’ambito televisivo, teatrale e cinematografico, al suo essere anche una modella.

Un vissuto ricco di soddisfazioni e di doverosi riconoscimenti. Una vita, quella di Isabell Russinova, legata anche al sociale, alle pari opportunità e, da sempre, in difesa delle donne. Una donna che ama fortemente ogni sfumatura del suo lavoro, ogni minimo ruolo interpretato.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Isabell Russinova. Ti andrebbe di affrontare un breve excursus legato al tuo percorso artistico che ti ha poi portato ad essere attrice, regista e non solo?

Non vorrei elencare le mia attività in quarant’anni di carriera, per questo ci sono i curriculum, ma potrei sintetizzare dicendo che sono sempre stata una persona molto curiosa, coraggiosa e armata di grande volontà e fantasia. Queste le caratteristiche che mi riconosco fin da bambina, quando già si distinguevano nette le mie attitudini artistiche. Ho sempre cercato di inseguire il risultato di un percorso costruito con fatica e pazienza. Non sono mai stata interessata alla superficialità dell’apparenza. Ho sempre inseguito la sostanza delle cose. Ho vissuto tante vite, sempre sostenuta dalla mia volontà e curiosità e tanta applicazione e studio, partecipando ad audizioni, provini, proponendomi a casting e cosi sono stata modella e ho conosciuto grandi fotografi e redattrici. Ho condotto programmi televisivi di grande successo, sono stata accolta dal cinema lavorando con i maestri e cosi sono approdata al teatro. Tante esperienze e bellissimi ricordi che mi hanno formato accrescendo la mia curiosità e volontà di imparare sempre di più, di misurarmi sempre con sfide più difficili e importanti.

Nel tuo passato vi è anche l’essere stata modella. Che ricordo hai di quel periodo?

Erano gli anni ’80 e la moda stava attraversando un momento magico. Ho avuto la fortuna di conoscere tutto ciò entrando dalla porta principale: Parigi, Milano, New York. Le grandi capitali splendevano anche della spettacolarità dello stile, della creatività del mondo della moda e dei suoi protagonisti. Ho lavorato e conosciuto: Franca Sozzani, indimenticata direttrice di Vogue Italia, Peppone Della Schiva, anima di Harper Bazar Italia, Jerry Hall, Gia Carangi, Gianni Versace, Enrico Coveri e potrei continuare ancora citando nomi illustri.

Tra i tanti ruoli svolti, quale ricordi con maggiore attenzione?

Sono affezionata ed orgogliosa di ogni frammento della mia carriera e amo ricordare tutti i miei personaggi. Devo tanto ad ognuno di loro perché ho dato loro il mio studio e la mia energia incondizionata. Li amo tutti!

Il teatro ha sempre fatto parte del tuo vissuto. Quali sensazioni sono legate alle tavole del palcoscenico?

Il teatro è una condizione essenziale per me! Posso dire di provare una sorta di astinenza dolorosa quando ne sono lontana. Solcare il palcoscenico, animando un personaggio da offrire al pubblico, è per me vitale.

Esiste un ruolo che non hai ancora avuto modo di impersonare e che, ancora oggi, ti piacerebbe poter portare in scena?

Non ho ancora vissuto i personaggi Shakesperiani, chissà in futuro…

Attualmente sei in teatro con “Il Re muore”, insieme ad Edoardo Siravo. Quale ruolo ricopri e dove potremo applaudirti prossimamente?

Si, sono in scena con “Il re muore” di E.Ionesco, per la regia di Maurizio Scaparro, dove interpreto la Regina Marguerite. Amo il teatro di Ionesco, la sua triste allegria, la sua profondità di pensiero, il suo riflettere sulla ragione della vita e della morte. Mi hanno sempre affascinato tali aspetti, così come il suo teatro sempre sorprendente. Un teatro esaltante per un attore in scena ma anche magnifico da leggere, perché non finisce mai di svelarti qualcosa di nuovo, tra le righe del suo pensiero. Lo spettacolo, nell’allestimento del maestro Scaparro, ha ottenuto molto successo e favore da parte del pubblico che, fino ad ora, abbiamo incontrato nel corso della nostra tournée che si muoverà almeno per un’altra stagione. Questo, naturalmente, mi riempie di soddisfazione. Ora sono in procinto di partire per la Sicilia, che ci terra occupati per un po’. Ad aprile saremo al teatro la Pergola, a Firenze.

Che ricordo hai di “Discoring”, che hai avuto modo di presentare, nel 1982?

Quando ho partecipato alle audizioni per il programma, non avrei mai immaginato il grande successo che avrebbe incontrato. Potrei dire lo stesso di tutte noi conduttrici. Ricordo con grande tenerezza e felicità quegli anni, quella musica, quell’Italia e anche la bella sintonia che c’era con le mie compagne di lavoro e con tutto lo staff.

Non molto tempo fa abbiamo perso una star internazionale, cara a tutti noi, Raffaella Carrà. Nel 1983 hai avuto modo di essere sua ospite in “Pronto Raffaella?”. Che ricordo hai di lei, di quel magico incontro?

Ho un bellissimo ricordo di Raffaella Carrà che ho frequentato anche privatamente e di cui serbo un’affettuosa memoria. Raffaella era una persona straordinaria e non poteva essere altrimenti. Proprio per tale motivo è entrata nel cuore di tutti. Seria, affettuosa, grande lavoratrice, intelligente, profonda, lontana da qualsiasi tipo di superficialità e sciocche ambizioni. D’altronde queste sono le caratteristiche dei grandi artisti.

Il 1983 è anche l’anno della tua conduzione a Sanremo. Quali ricordi porta con se di quel periodo Isabell Russinova?

Sanremo per me è stata una sorpresa. Avevo da poco debuttato in televisione e, non avendo mai condotto un programma, essere su quel palco così importante ha rappresentato un trampolino pazzesco, una sfida coraggiosa che ricordo con affetto e tenerezza.

Nel 1985 sei, invece, al fianco di Giuliano Gemma per “Tex e il signore degli abissi”. Che ricordo hai di quel ruolo e di Gemma?

Con Giuliano Gemma avevo da poco ho girato una serie per Rai2, in cui lui era “Il commissario Mattei”, che si batteva per difendere le opere d’arte del nostro grande patrimonio. Sono stata felice di lavorare con lui ancora una volta, diretta da uno dei grandi registi del nostro cinema di genere, Duccio Tessari. Girammo in Spagna e con noi, nel cast, vi era anche l’indimenticato Flavio Bucci, grandissimo attore e buon amico. Giuliano Gemma era una persona bellissima, gentile ed affettuoso, anche lui instancabile lavoratore. Il destino, poi, ci ha fatto essere anche vicini di casa. Sono sempre in contatto anche con le sue bellissime figlie, Giuliana e Vera, talentuosa e originale artista.

Hai avuto modo, in quegli anni, di prendere parte ad una delle prime fiction Mediaset legate alle vacanze estive, “Professione Vacanze”, con Jerry Calà a fungere da protagonista. Il tuo personaggio portava con sé un’aria di mistero ne, “La donna che sapeva troppo”. Parlaci di quella esperienza..

Della serie con protagonista Jerry Calà, altro caro amico, simpatico, geniale ed affettuoso, diretta da Vittorio De Sisti, ho un bel ricordo. Girammo in Puglia, per una sola estate, e risultò essere un’esperienza bella e gioiosa.

Isabell Russinova
Isabell Russinova

Tante anche le regie che, negli anni, hai avuto modo di realizzare quale ricordi con più piacere?

Quando scrivo un testo per il teatro o una sceneggiatura per il cinema, che sono sempre frutto della mia passione e della mia urgenza di animare storie e personaggi capaci di interessare e sensibilizzare il pubblico, mi confronto con il desiderio di lasciare qualcosa che possa far riflettere e questo mi appaga e mi rende felice. Credo sia questa la missione dei lavori che portano la mia firma. Sono rivolti ad approfondire tematiche sociali, come possibile.

Chi è Isabell nel quotidiano, quando non è impegnata nello svolgere il suo lavoro?

Amo la mia famiglia e il mio compagno, con il quale ho condiviso già trent’anni della mia vita. Inoltre, amo i miei figli, meravigliosi, la mia casa e il nostro cane, un cirneco dell’Etna simpaticissimo. Sono loro la mia vita!

Un sogno ancora inespresso di Isabell Russinova?

Ho sempre sognato ad occhi aperti per immaginare e creare i miei progetti e il mio sogno è quello di poter continuare ancora a sognare.

Un no di cui ti sei invece pentita con il senno di poi?

In generale, quando si è molto giovani non si da molta importanza alle varie proposte e possibilità che la vita ti pone davanti, perché credi di avere molto tempo e che le cose ripassano, ricapitano. Vi dirò, è anche normale che sia così, quando vivi la maturità dai più importanza alle opportunità. Tuttavia posso dire di non avere rimpianti e di essere felice di tutto ciò che la vita mi ha offerto.

Cosa puoi anticiparci sul futuro artistico di Isabell Russinova?

Sto programmando le presentazioni del mio ultimo libro, “Non svegliate Baba Roga”, edito da Armando Curcio Editore. Un romanzo al femminile ambientato nella dolorosa cornice della guerra che ha insanguinato l’ex Jugoslavia alla fine degli anno ‘90. Baba Roga è il genio del male secondo i popoli dell’est che, quando si sveglia, espande l’odio tra i popoli. Sto anche organizzando le presentazioni, come del precedente volume, tradotto in bulgaro, “La regina delle Rose”, sempre edito da Curcio Editore. La storia di Giovanna di Savoia e Zar Boris di Bulgaria. Intanto sto lavorando al mio nuovo romanzo, che per ora è top secret. Sarò poi a Malta dove porterò nuovamente in scena il mio testo, “Agatha”, dedicato ad Aghata Barbara, la prima presidente donna europea del nostro dopo guerra e la prima presidente donna di Malta. La piece sarà al teatro Manoel di LaValletta in occasione del centenario dalla nascita di Aghata Barbara. A Tirana, invece, arriverò con “Teuta”, un mio testo dedicato ad una grande regina albanese.

Autore: Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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