'O Zulu
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99 Posse: l’era 2.0

'O Zulu
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Sabato 13 giugno l’ Arenile Reload ha aperto i cancelli al popolo dei centri sociali, ai loro fratelli più piccoli, a chi si avvicina ora alla musica dei 99 Posse e alla loro storia, una vicenda che ha imposto al mondo discografico -in tempi non sospetti- ciò che oggi è una realtà riconosciuta e accettata.

Il dott. Persico è cresciuto ma la voce non è cambiata, e neanche la rabbia di ‘O Zulu lo è; la bandiera di Gaza campeggia in bella mostra sul palco a ricordarci che esistono guerre sconosciute nel villaggio globale e altre di cui non amiamo neppure sentir parlare. I fedelissimi della posse non lasciano certo deserto l’ Arenile, presenza beneaugurante per l’ inizio di questo “Non un passo indietro tour” della band e la voce di Simona Boo entra leggera e leggiadra su “Cattivi guagliuni” o “Stato d’ emergenza”; spiaggia, musica e un ritmo ragamuffin per far felici i compagni di strada di questa posse che comincia negli anni Novanta a fare pratica con strumenti che ora consideriamo persino preistorici e una “Stop the train” che parte dalla base di “O treno” (altre posse, altri giorni, un’ altra età e un modo di protestare con ironia che è parte integrante del cammino di questo gruppo) e che erroneamente qualcuno considera uno dei brani più disimpegnati nel percorso dei 99 Posse.

“Ripetutamente” viene riproposta una parte del repertorio che va da “‘O documento” a “University of Secondigliano”, e sempre in bilico tra l’ essere “Strano o straniero” JRM, Sakamoto, Marco Messina e Sacha Ricci verso le 23.30 capiscono che il pubblico è pronto per cantare “Pe dispietto” per tutti quelli che continuano a fare “Tarantelle pè campà”. Un saluto a Dario Jacobelli, poeta mai abbastanza rimpianto della Vesuwave, e il concerto chiude con “El pueblo unido” mentre Valerio Jovine, Jeko, Dj Uncino, Pepp-Oh, Rosario Dello Jacovo e i loro amici salutavano dal backstage.

Non c’ erano i 40.000 della Mostra d’ oltremare, l’ oceano di fans e militanti accorsi a settembre nell’ ambito di una manifestazione inserita nel Forum delle Culture;  il feudo bagnolese non ha più memoria di aver avuto la forza di far sentire la sua voce e la sua presenza in occasioni storicamente più significative e oggi, demotivato e deluso, è ancora alla ricerca di un Masaniello, di un uomo forte che cambi i destini di tutti. Non funziona così, e i 99 Posse ce lo hanno dimostrato anche in questa occasione. “La vida que viendra” la costruiamo noi.

photo: Arenile reload

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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