Pina Della Rossa

Pina Della Rossa al Sphinx Festival Thebe

Pina Della RossaFino a venerdì 30 novembre nella città di Tebe in Grecia si potrà ammirare lo Sphinx Festival Thebe. Il Festival è patrocinato dal Ministero della Cultura, dell’Istruzione e dello Spettacolo di Atene, dell’Accademia di Belle Arti di Atene, dalle Università, dal Museo Nazionale di Tebe e dal Comune di Tebe.

Il Festival è un progetto artistico nello spazio urbano e sociale  della città di Tebe, dove artisti, scrittori, scienziati, architetti e personaggi della cultura internazionali si incontrano e interagiscono con la città, proponendo idee e soluzioni per la creazione della città del futuro, cioè lo spazio dove si vuole vivere. L’argomento del Festival è l’enigma  che pone la Sfinge ad  Edipo: «Qual è l’animale che al mattino ha quattro zampe, a mezzogiorno ne ha solo due e alla sera tre?» La risposta è l’essere umano, concetto che qui viene rielaborato attraverso la sua posizione nello spazio, nel tempo, nella storia, nei valori, nelle sfide, con argomenti sul ruolo della tecnologia, sulla comunicazione, sulla coscienza e intelligenza artificiale e via dicendo. In questo contesto nasce il progetto curato Dores & Rosa Sacquagna della Primo Piano LivinGallery di Lecce, presenti con la rassegna “ Una città fertile: ovvero il quesito della Sfinge”, articolata in tre distinte sessioni (CRYPTOGRAPHIE, LANDGRAPHIE, GREEK WAVES, ) sul mito, l’identità e l’utopia, con la partecipazione di noti artisti internazionali e registi greci.

La sessione CRYPTOGRAPHIE è composta da opere di VISUAL ART ( pittura, fotografia, video-installazione, digital art, collage, installazione sonora e live performance)  e indaga i paesaggi ibridi dell’era tecnologica tra MITO, IDENTITA’ e UTOPIA con i seguenti artisti italiani: Pina Della Rossa, Gino Fossali, Maria Luisa Imperiali, Giovanni Lamorgese, Marta Mancini, Vito Sardano, Antonella Zito e Dores Sacquegna (nella veste anche di curatore) e gli stranieri Xavi De Juan-Creix(Spagna), Cor Fafiani (Olanda), Marthe Keller (Usa).    La sessione LANDGRAPHIE presenta video-documentari di alcuni tra i maggiori artisti internazionali della LAND ART che operano con grandi installazioni, azioni e performance  temporanee nel paesaggio di cui: Grimanesa Amoros (Usa), Ulrike Arnold  (Germania), Richard Ashrowan (Scozia), Gilles Bruni (Francia), Christo & Jeanne-Claude (Usa),  Andrea Juan (Argentina),  Pam Longobardi (Usa). GREEK WAVES è una rassegna di opere cinematografiche realizzate in Grecia da registi greci. Il filo conduttore che unisce queste presenze in mostra è il MITO, quella forza culturale e sociologica che si è manifestata senza precedenti in Grecia considerata la culla del mondo. In mostra i seguenti registi:Theo Angeloupolos, Stathis Athanasiou, Anastasia Christoforidou, Ifigenia Dimitriou, Dimitris Kollatos, Nikos Kornilios, Panayotis Kravvaris, Maria Lafi, Thanasis Neofotistos, Eirini Steirou & Eliza Alexandropoulou, Thanasis Tsimpinis, George Tsirogiannis. L’ artista Pina Della Rossa partecipa con l’opera Inabitabile dopo il Festival resterà nella collezione permanente del Museo Nazionale di Tebe.

Già dal settembre 2014 un’altra opera dell’artista “L’Impossibile Spazio dei Riflessi” che fa parte della collezione permanente del Museo Allotropya Antikyra Grecia. Nel flusso vitale della vita , nell’incontro – scontro tra pittura e fotografia Pina Della Rossa sembra riattualizzarsi alla figura mitica e simbolica del viandante , inserita in contesto vario, polimorfo, e ridondante di vivacità cromatiche, da cui sembra addirittura diramarsi una tessitura sonora, sprigionata dall’effluvio di colori e di immagini in movimento.  Il viandante, metafora della coscienza che ricerca un approdo di conoscenza e di disvelamento, in un itinerario inesausto tutto scandito nel tempo dell’interiorità, in realtà, attraverso lo sguardo ermeneutico di chi fissa con il mezzo fotografico un frammento di vita, è soltanto una figura su uno sfondo, appiattita per consonanze cromatiche e geometriche sulla scenografia del gran teatro del mondo. Il tempo risucchia tutti nel suo vortice, realtà materiale e uomini, rivelando l’inconsistenza e l’irrealtà del nostro affannarci quotidiano. Siamo segni e colori, null’altro, come le cifre sul muro, inizialmente brillanti, ma destinate inesorabilmente a svanire. Vi è solo una coscienza che permane in modo residuale, pronta a operare nel tempo, sfidandolo, al fine di cogliere il momento giusto  il Kairòs dei greci -. E’ la soggettività dell’autore delle sue opere che considera, prefigura, e nell’istante preciso dello scatto conferisce senso estetico, magia e incanto al nostro inutile muoverci, girovagare, o restare assorti nel vuoto. Come ci dice Assunta Pagliuca nel suo testo critico : “Inabitabile, tratto dalla collezione Dopo la battaglia, è un’opera con la quale Pina Della Rossa costruisce con una pratica che dilata il realismo fotografico, in una realizzazione metafisica ed autentica, un lavoro di riflessione e di analisi. L’opera diventa il luogo consapevole dell’esistenza stessa, che si apre ad un fondamento originario in cui si impone rifratta la forza della vita. “Inabitabile” è la negazione del sensibile a favore di una rinascita cosmogonica che fonda la sua esistenza sulle ragioni ultime che l’individuo ha dato di sé e del mondo.  Un’incessante necessità di trovare risposta agli eterni perché dell’uomo e della vita. L’inabitabile esperienza di un universo chiuso dalle catene dell’esistenza imprigiona e nega la naturale armonia cosmica. E se la città di Thebes rivive il suo mito, sul piano artistico-culturale, aprendo spazi di modernità e di interazione tra natura e uomo, che con la sua azione sceglie di procurare rinascita o distruzione, è proprio qui che lo spazio inabitato  si anima necessariamente del suo principio. “Inabitabile” è il tentativo del ritorno alla prima realtà materiale della creazione, Madre Terra. Gea che riproduce grazie a suo figlio Crono, il Tempo dal quale hanno inizio i regni, di cui quello dello Spirito dell’uomo. L’ Uomo, un’ acuta risposta all’enigma della Sfinge,  l’Uomo che assume in sé tutti i significati e le essenze  del mondo, attraverso una contaminazione che solo l’arte sa riprodurre. Ed è questa forza propulsiva che l’artista Pina Della Rossa ricerca nelle sue creazioni e  realizza con sagace abilità tecnica e ricerca di sperimentazioni sempre nuove”.

Autore: Giovanni Cardone

Saggista, storico dell’arte e critico d’arte, docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea presso istituzioni universitarie e di alta formazione.

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