Vincenzo Bocciarelli: sogno un futuro a colori!

Incontriamo l’attore Vincenzo Bocciarelli, in un periodo di grande fermento, dopo il lockdown che ha segnato le nostre vite.

Vincenzo Bocciarelli

Un artista poliedrico, legato non solo alla recitazione, ma anche alla scrittura. Recentemente, tra l’altro, ha ricevuto svariati premi legati alla carriera, ai tanti traguardi raggiunti negli anni. Lo ricordiamo in fiction di successo come, Il bello delle donne 2, Incantesimo 5, Orgoglio e molto altro.

Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo a Vincenzo Bocciarelli. Come stai?

Sto bene e sono felice di sentirmi “felicemente stanco”! Nel giro di un mese ho ricevuto molti riconoscimenti legati alla mia carriera. Vivere nel bene, nel giusto, ripaga e questo mi rasserena. Recentemente, tra l’altro, vi è stato il debutto dello short movie, “Lockdown Love.it”, per la regia di Anna Marcello, al Terra di Siena Film Festival 2021. In quell’occasione, ho ricevuto la menzione come miglior attore e Anna come miglior attrice. Tra l’altro, a fine novembre, saremo in concorso al Fort Lauderdale Film Festival, in Florida. Si vola, dunque, in America! Al contempo, ho ritirato il Premio Eccellenza Italiana 2020/2021 e il Premio delle Arti a Nettuno, giunto alla seconda edizione. Un periodo davvero pieno, ricco, in cui ho avuto anche modo di condurre le selezioni di “Una ragazza per il Cinema”, in Umbria, e il concorso internazionale di Musica Sacra che andrà a breve in onda in mondovisione, insieme al concorso “Circeo Musica”, lo scorso agosto. Ho anche debuttato alla Valle dei Templi, ad Agrigento, nello spettacolo, “Senza Limite”, scritto da Serenella Bianchini. Un progetto che, a breve, diverrà un film!

Sappiamo che, tramite il nostro canale, vorresti lanciare una notizia..

Esattamente! È questione di pochi giorni e verranno lanciate, sul mercato, le mie t-shirt, “Agape”. Il tutto nasce in collaborazione con un’azienda importante di Milano, proprietà di Riccardo Chiruzzi, e prende spunto dalle dirette che ho realizzato durante il lockdown, il “Bocciarelli Art Home Theatre”. Mi rende felice l’idea che, ragazzi e ragazze, possano indossare qualcosa di mio, presente in ogni città, in ogni dove, raffigurante i quadri realizzati in quel periodo storico.

Affrontiamo un breve excursus: come ti sei avvicinato alla recitazione?

Ho mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo proprio nella città di Siena, il luogo in cui sono stato designato di un premio, recentemente. Avevo addosso una smania di conoscenza, di girare il mondo, di affermarmi in questo settore. Ricordo le mie fughe in Calabria, dove vinsi una borsa di studio nella scuola di Alvaro Piccardi, per poi approdare a Milano, ai provini per Strehler, con cui poi mi sono diplomato. Dopo aver frequentato la sua scuola di Teatro del Piccolo, ho preso parte alla compagnia di Glauco Mauri, per poi passare a calcare il palcoscenico, sino al 1999/2000, anno in cui presi parte a “Nebbia in Valpadana”, con Cochi e Renato. L’incontro con Perrone, mi ha portato ad affrontare ruoli importanti, ma resto comunque un ragazzo spensierato, pronto a stupirsi della vita, di ogni cosa bella che potrà riservarmi. Ricordo che, da ragazzo, ho avuto modo di essere nel cast di un film in cui erano presenti attori del calibro di Helen Mirren. Un’esperienza pazzesca, che ha reso in me ancora più curiosità verso questo ambiente, portandomi fin qui.

Hai scritto un libro, “Sulle ali dell’arte”. Ti andrebbe di parlarcene?

Il tutto nasce dall’assurda situazione che ci siamo trovati a vivere recentemente, la pandemia da Covid-19. In quel periodo, purtroppo, avrei dovuto dare inizio ad una tournée teatrale, “Amleto”. Costumi e teatri pazzeschi ad aspettarci, ma il tutto ha subito un brusco fermo. Come Vincenzo Bocciarelli, ho voluto, quindi, trasmettere da casa, tre giorni a settimana, alle sedici in punto, con la realizzazione dal vivo di un’opera d’arte. A mio modo, ho scritto una pagina importante del mio percorso professionale, imparando anche a vivere la mia solitudine, senza alcun set a cui prendere parte, alcuna festa ad aspettarmi.

Vincenzo Bocciarelli live

Quali consapevolezze ha apportato al tuo vissuto la pandemia da Covid-19?

Sono consapevole che bisogna affidarsi al cielo, a Dio. Credo non ci sia bisogno di legarsi ad oggetti materiali, a beni che, da un momento all’altro, potrebbero mancarci, perché i primi a mancare potremmo essere proprio noi. Penso sia fondamentale rispettare il prossimo, tutti coloro che ci sono intorno. Nel mio piccolo, attraverso il mio lavoro, cerco di portare un sorriso, insieme a tanta cultura, tanta emozione. Mi ripeterò, ma penso sia importante mettere Dio di fronte all’Io.

Non posso chiederti di scegliere tra il teatro e la televisione, ma posso chiederti quali sensazioni ti trasmettono..

Mi sono rivisto in Incantesimo 5, recentemente. Un prodotto di alta qualità con attori fantastici. Vi era tanta tecnica, tanta bravura anche da parte di chi era dietro la macchina da presa. Sono dell’idea che sia importante realizzare il tutto con professionalità e rigore, altrimenti si rischia di perdere di efficacia, di bellezza. Il gusto è scegliere una luce giusta, un protagonista credibile, storie incisive e forti. Avrei potuto fare di più, ma sono felice di tutto ciò che ho avuto modo di impersonare, perché è ben visibile e piacevole ancora oggi. Inoltre, penso sia importante conoscere il volere del pubblico, che è sovrano indiscusso, in tal caso.

C’è un ruolo o una regia che avresti piacere di poter impersonare o portare in scena?

Sono pronto ad affrontare ruoli sempre nuovi, anche perché sono cambiato fisicamente. Mi diverte molto il filone dei cattivi. Mi piace l’idea di poter esorcizzare tali ruoli, affrontando le loro spigolosità e fragilità. In questo momento sono in fase di elaborazione, appunto, preso da tanti copioni, da tante storie e romanzi che fungono da ispirazione per il futuro.

Chi è Vincenzo Bocciarelli nel privato?

Sono cambiato molto nell’ultimo periodo. Ho cercato di smussare molti difetti, approfondendo il mio dialogo con l’Io, con la mia spiritualità. Un tempo ero legato al vestire bene, oggi preferisco il casual, scegliendo le giuste persone intorno a me. Ho una propensione all’ascolto, all’amore incondizionato, così come nella linea di t-shirt di cui vi accennavo e di cui, di certo, vi parlerò più avanti.

Cosa ti auspichi per il futuro?

Un tempo pensavo tanto al futuro, a concretizzare cose a cui tenevo. Di certo, oggi, ti dico che mi piacerebbe realizzare un film di fantascienza. Sogno un futuro a colori, che sia legato alla scrittura, alla pittura o chissà a cosa. Mi auguro, comunque sia, di avere sempre la forza, la salute, nel potermi esprimere sempre al meglio. Mi affido alla provvidenza!

Progetti futuri di Vincenzo Bocciarelli?

Vi è un film in pre-produzione, “Senza limite”, e ben presto scriverò il mio prossimo libro. Il lancio delle t-shirt, successivamente, sarà un modo per affermare un messaggio su come amare il proprio corpo, in un’epoca presa d’assalto da eccessivi tatuaggi e quanto di simile. Inoltre, vi sono altri progetti importanti in ballo di cui, ben presto, vi parlerò.