Il Premio Canoro Città di Pozzuoli

Giunge alla terza serata la selezione del Premio Canoro Città di Pozzuoli, svoltasi il 5 giugno c.a. presso “I Caraibi – La casa della musica” di Quarto (Napoli). Mino Monelli e Reika Inch, speakers di Radio Punto Zero, hanno fatto da mentori ai 12 concorrenti in gara: dieci donne, due uomini, per una serata di musica, dove gli aspiranti artisti hanno proposto delle covers esibendosi su delle basi.

Apre la serata Giusy Sarno (Dancing), seguita da Giusy Volpe (Notturno) e Susy Lauro (Vedrai vedrai); chiude il primo blocco Deborah Beba Ferrigno (Never, never gonna give you up) e la differenza tra queste voci è estremamente evidente, tra chi studia, chi lo fa per passione, chi pensa che la Musica sia l’unico mezzo per esprimere la propria personalità, chi canta da autodidatta e che lo fa dall’età di 19 anni, in una famiglia piena di donne e di musica. E’ un piacere per il pubblico ascoltare la voce “nera” di una sempre emozionatissima Beba Ferrigno e la sua capacità di tenere il palco con la preesenza scenica di una consumata artista soul; non altrettanto intensa è stata l’interpretazione di Dominique Russo (Chesta sera), il frutto più acerbo della serata, a cui auguriamo di partecipare a numerose manifestazioni di questo genere, per poter limare gli spigoli e vincere l’emotività che l’ha penalizzata.

La competizione è stata sospesa per permettere a due delle  guests presenti nella giuria di esibirsi: Stefania Di Francesco (Io ce credo) e Paolo Batà, che si è esibito con il suo gruppo in formazione ristretta, eseguendo una preghiera con dei tamburi liturgici di matrice afro-cubana detti appunto batà. E’ poi proseguita con la performance di Agnese Valerio (At last), che  esegue il brano egregiamente, con il cuore e con la tecnica che un mostro sacro come Etta James richiede. Purtroppo non è stato altrettanto vincente il confronto tra Ilenia Di Micco (Un’emozione da poco) e Anna Oxa, nonostante la voce potente e la voglia di rendere suo il brano sanremese. Invece ha stupito Iolanda Capasso (Contigo en la distancia), la sedicenne che ha saputo guadagnarsi un applauso a scena aperta per l’esecuzione del brano scelto. E poi Daniela Di Domenico (Insieme), Siria Lauro,  e finalmente gli unici due uomini della serata: Oreste Avolio (La libertà di cantare)e Silvestro Genovese (Momma Knows best), un animale da palcoscenico in erba, che riempie il palco come un professionista e lancia la voce senza alcuna esitazione.

Difficile il compito della giuria, che promuove Genovese, Capasso, Volpe e Valerio, ripescando Lauro e Sarno per il prossimo step del 12 giugno, nella stessa location. Sarà l’ultima volata, in previsione della serata finale che si terrà a Pozzuoli il 27 giugno, e nella quale verranno assegnati anche due premi speciali: uno per la presenza scenica, l’altro della critica, mirato a premiare la personalità dell’artista che si confronta con una cover e non con un suo brano.

Piccoli talenti crescono, ad majora.

ph: Achille Troise

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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