Ischia Art Street Gallery: a raccontarcela, Salvatore Iacono

E’ stato il primo evento social-street che si è svolto in Campania in pieno “lockdown” da CoronaVirus.

Autore “ribelle” dell’evento che si è svolto a Forio d’Ischia, il gallerista attivista Salvatore Iacono, ideatore e fondatore di Ischia Street Art Gallery, esibirsi in una interactive performance che ha dato vita all’urban exhibition dell’artivista Mimmo Di Caterino, presentata da un testo critico del celebre street artist inglese: Banksy.

L’exhibition

Nata dall’esigenza di denunciare il lockdown e il periodo di isolamento connesso al distanziamento sociale, ha voluto porre interrogativi sullo stato dell’arte e sul futuro degli artisti, in particolare degli street artist, in questo delicato momento storico, sottolineando come l’arte può resistere a ogni forma d’arresto imposto, rendendola fruibile, sempre e ovunque, attraverso una mostra, permanente nella sua effimera temporaneità, accessibile a tutti e in qualsiasi momento. La performance di Salvatore, documentata video-fotograficamente con la presenza di un drone, si è conclusa con successo, realizzando il posizionamento, lungo tutto il traforo di via Giacomo Genovino, dei pannelli di plastica dipinti da Di Caterino nel periodo di quarantena, quando l’artista, costretto a un isolamento forzato, ha dato vita a una serie di opere che sono alla base di Lockdown/Social.

I pannelli, incollati alla parete di cemento, non saranno più recuperati, lasciati al lavorio del tempo e alla naturale dissoluzione dei materiali, in uno spazio urbano che si trasforma continuamente, interagendo col tessuto culturale, sociale e tradizionale del posto. Il lavoro che da anni svolge Salvatore Iacono con Ischia Street Art Gallery, una “non-galleria”, una galleria a cielo aperto, centro d’arte e luogo multi-operativo, promulgatore di una cultura artistica e di rilancio del territorio, attrattiva turistica e snodo centrale di aggregazione sociale, è un lavoro più che significativo, essenziale per l’intera comunità dell’isola ma anche per tutti quegli artisti socialmente impegnati che trovano nella gallery un modo nuovo per esprimersi.

Per parlarne, abbiamo incontrato per voi Salvatore Iacono…

Salvatore Iacono. Foto da Ufficio Stampa
Salvatore Iacono. Foto da Ufficio Stampa

Ischia Street Art Gallery: una “non-galleria” nel cuore di Ischia. Com’è nata l’idea di una galleria d’arte, interattiva e sociale, primo modello in Italia, e forse anche nel mondo. Un modello unico nel suo genere?

Nasce da una esigenza primordiale, l’esigenza di ritornare ai linguaggi puri e naturali partiti dalle caverne 40/45 mila anni fa, l’esigenza di oltrepassare lo spazio, l’esigenza di vedere i visitatori non più come un’entità passiva ma interattiva e parte integrante di questo grande progetto sociale. E’ senza dubbio il primo modello di galleria interattiva e sociale al mondo per la creatività e i linguaggi urbani. Questa galleria non si occupa di mercato, ma è un amplificatore sociale dove gli artisti possono raccontare e rappresentare tematiche forti contemporanee senza essere censurati, in piena libertà, autonomia e spontaneità, il visitatore può lasciare il suo segno/impronta di passaggio con un contenuto, un disegno, una poesia, oppure una semplice tag. Unica nel suo genere, di solito nelle gallerie o musei ci sono i quadri alle pareti, le sculture sulle basi , il librone delle firme degli ospiti, ambienti patinati e ovattati, invece nella galleria di Ischia Street Art tutto questo non c’è, gli artisti comunicano direttamente sui muri, sugli infissi delle porte, sulle mattonelle del bagno, con le svariate tecniche e stili del mondo del linguaggio urbano. Tutto quello che succede in strada, sotto ad una metropolitana succede dentro questa galleria, e tutto nasce con la spontaneità della strada, un luogo totalmente underground.

Da gallerista mecenate a canalizzatore d’arte e cultura. Qual è stato il passo decisivo che ti ha portato a sdoganare la tradizionale professione del gallerista, per arrivare a una concezione del tutto artistica, libera dai concetti di mercificazione e speculazione che contraddistinguono il mercato dell’arte?

Dopo svariati anni nel mercato e nel mondo delle gallerie mi sono accorto della sua inutilità, stagnazione e saturazione. Non mi divertivo più come prima, le mostre diventavano sempre più pesanti e faticose da portare avanti, i vernissage sempre più banali e stupidi, le vendite sempre più di rado e il pubblico sempre più annoiato e stanco. Ho capito che era arrivato il momento di dare un taglio a questo mondo di nicchia, anche perché analizzavo e controllavo il fenomeno da alcuni anni, e mi rendevo conto di un ambiente ancora più ristretto ed elitario, i soliti nomi portati avanti dal mercato ufficiale e pompati nelle aste e fiere, la cosa mi ha disgustato abbastanza al punto di sdoganare del tutto questa professione e spazio, ormai obsoleta e non più contemporanea ai nostri tempi. Non mi interessava più l’arte finalizzata al mercato, incominciavo ad appassionarmi ai linguaggi artistici finalizzati ad azione sociale, ad un attivismo di trincea, e ho trovato nelle espressioni urbane quello che cercavo, “l’iconoclastia”, dissacrazione, azione, libertà, naturalezza, spontaneità e illegalità. Adesso mi diverto ed è fiorito anche il piccolo artista che c’è in me con le mie interactive performance.

Ischia Art Street Gallery - Mimmo di Caterino presenta Bansky

Street Art File Print, prima, e Lockdown/Social, poi. Con Ischia Street Art Gallery non ti sei fermato un attimo! Anzi, possiamo proprio dire, che sei l’unica realtà che ha resistito/combattuto con le imposizioni del lockdown..

Durante questo periodo di confinamento sociale dovuto all’emergenza sanitaria del Covid-19 mi sono sentito molto frustrato come uomo e professionista, ero imballato mentalmente e fisicamente, disorientato e bloccato con i miei progetti in galleria. Un giorno mi sono svegliato e ho avuto una visione, far lavorare gli artisti a distanza e continuare il progetto, così nasce questo strumento facile ed economico “Street Art File Print”, gli artisti inviano per e-mail il progetto grafico in alta definizione io lo stampo e lo attacco sulle pareti interne o esterne della galleria, facendo servizi video e fotografici dove l’artista viene presentato anche con la propria biografia artistica. Non ha interessato solo la galleria, ma anche tutto il paese con attacchi tematici e mirati, come quello avvenuto l’11 maggio a Forio al supermercato Decò con il poster art “Hunters” di Biodpi attaccato all’esterno della struttura, di fronte all’incredulità delle persone presenti. Poi con l’artivista Mimmo Di Caterino è nato Lockdown/Social, una serie di 25 pannelli prodotti con quello che aveva a disposizione nel momento del suo confinamento forzato, sociale ed intellettuale. L’operazione è stata accompagnata da un testo critico fatto recapitare per posta, con data 14 maggio, dal writer/street artist inglese Banksy. L’urban exhibition di Mimmo Di Caterino è stata presentata il 30 maggio senza la presenza dell’artista, con una mia interactive performance, unica nel suo genere, interagire con l’opera dell’artista. Sono stato anche in questo caso il primo gallerista, operatore artistico italiano a non fermarsi di fronte alle imposizioni dettate dal governo per il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria da Covid-19.

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