Marina Abramović. Foto di Inez e Vinoodh da Facebook
Marina Abramović. Foto di Inez e Vinoodh da Facebook

Grande attesa per Marina Abramović: al Castel dell’Ovo

Il 5 settembre sarà a Napoli Marina Abramović con la sua esposizione Marina Abramovic/ Estasi. Una mostra emozionante e sorprendente ospitata nel Castel dell’Ovo. “The Kitchen. Homage to Saint Therese” è l’opera, composta di tre maxi video, in cui Marina si ragguaglia con Santa Teresa d’Avila, imponente figura mistica spagnola, dalla forte personalità tanto da essere una delle artefici della riforma della Chiesa.

Marina Abramović. Foto di Inez e Vinoodh da Facebook
Marina Abramović. Foto di Inez e Vinoodh da Facebook

Marina Abramović viene conosciuta in Italia nel 1974 quando presenterà la sua performance, Rhythm 4, esposta nella Galleria Diagramma di Luciano Inga Pin a Milano. Due anni dopo inizierà una collaborazione ed una relazione (che durerà fino al 1988) con Ulay, artista tedesco.

Tra le più importanti opere e performance di Marina Abramović ricordiamo Rhythm 0 (1974), durante la quale si presenta alla numerosa platea posando sul tavolo diversi strumenti di piacere e dolore. Alcuni spettatori testimoniarono che per circa sei ore l’artista sarebbe rimasta passiva alla mercè dei presenti, priva di volontà e chiunque avrebbe potuto usare liberamente quegli strumenti a suo piacimento.

Nel 1977 fu la volta di Imponderabilia insieme al suo compagno artista Ulay, una mostra svoltasi a Bologna presso la Galleria d’Arte Moderna, in cui Marina Abramović da vita ad una nuova performance: entrambi sono in piedi, nudi ai lati di una porta molto stretta che da accesso nella galleria. Chi vuole entrare, ovviamente, è costretto a passare in mezzo ai loro corpi, dovendo decidere con imbarazzo se toccare il lato del nudo maschile o quello del nudo femminile.

Quello di Marina è di sicuro un lavoro libero dalle convenzioni, esplorare i limiti del corpo e della mente, ed anche la relazione con il suo compagno fu un rapporto unico, travolgente, sessuale, un legame simbiotico durato oltre 12 anni per poi concludersi perché “non funzionava più”.

Dalla fine della loro relazione, ovvero dal 1986, i due non ebbero più nessun tipo di contatto fino a quando in una nuova performance della Abramović accade qualcosa di sorprendente: The Artist is present Marina affrontò per tre mesi lo sguardo dei partecipanti, ovvero sedersi davanti alla persona di turno e fissarla negli occhi, un incrociarsi di emozioni e sentimenti, la vita nel lavoro.Una delle sue più complesse performance durante la quale con sorpresa, dopo 23 anni dal loro addio, si presentò Ulay… un momento unico e toccante, l’assistere all’incrociarsi dei loro occhi è qualcosa di emozionante.

La nuova esperienza Abramović, ospitata in terra partenopea, sarà di sicuro un qualcosa di estremamente empatico e coinvolgente, una di quelle “avventure” da non perdere.

Autore: Silvana De Dominicis

Vice direttore di La Gazzetta dello Spettacolo, amante degli animali, la natura e la cucina veg. Umiltà e sensibilità sono nel contempo i miei pregi e difetti.

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