The Aristocrats

The Aristocrats live in Italia

The Aristocrats

Qualcuno li chiama supergruppo e la denominazione calza a pennello ai The Aristocrats, una delle progressive rock band più interessanti in circolazione. Formato dal virtuoso chitarrista britannico Guthrie Govan, dal batterista tedesco Marco Minnemann e dal bassista statunitense Bryan Beller, il gruppo ha da poco pubblicato il terzo album, Tres Caballeros, accolto con entusiasmo dal pubblico e dagli addetti ai lavori.

La band ha iniziato un lungo tour la scorsa estate con tantissime date negli Stati Uniti e in Europa ed ora si appresta a continuare a girare il mondo, Italia compresa, con la sua musica. The Aristocrats saranno, infatti, nel nostro paese il 26 gennaio a Genova – La Claque, il 2 febbraio a Milano – Blue Note, il 6 febbraio a Verona – Officina degli Angeli, il 7 febbraio a Bologna – Zona Roveri, l’8 febbraio a Pordenone – Il Deposito, il 10 febbraio a Firenze – Teatro Puccini, l’11 febbraio a Terni – Auditorium Gazzoli, il 14 febbraio a Palermo – Zsa Zsa, il 16 febbraio a Roccaforzata (TA) – Saloon Public House, il 17 a Caserta – Softly Live, il 18 febbraio a Roma – Planet Live Club. Abbiamo parlato di Tres Caballeros e dei The Aristocrats con il chitarrista Guthrie Govan

Guthrie, The Aristocrats sono attualmente in tour in Europa. Quali sono state le reazioni del pubblico al vostro nuovo materiale?
Sono contento di poter dire che finora il responso del pubblico ai nostri concerti live è stato molto positivo. Abbiamo presentato quasi tutte le canzoni di Tres Caballeros e le reazioni dell’audience sono state incoraggianti!

A proposito di Tres Caballeros, come lo definiresti stilisticamente?
aristocrats_cabaE’ difficile descrivere questo cd perchè contiene un mucchio di stili diversi e non riesco ad assommarli a parole. Devo però osservare che stranamente questo lavoro ha un sound molto più “americano” del precedente come d’altronde si intuisce dall’immagine western/cowboy dell’artwork della copertina. Tres Caballeros contiene più overdubs del solito e una produzione in qualche modo più accurata ma abbiamo mantenuto comunque una certa lunghezza per i vari pezzi in mnodo che possano rendere bene on stage.

The Aristocrats si sono formati nel 2011. Dall’epoca pensate di essere cresciuti dal punto di vista musicale?
Assolutamente sì. Per prima cosa devo dire che conosciamo molto meglio l’uno le identità musicali dell’altro ed anche la nostra sintonia on stage è notevolmente aumentata. Quando abbiamo inciso il nostro disco di debutto non sapevamo neppure che tipo di band saremmo stati e cosa avremmo fatto. Quando penso a tutto ciò mi rendo conto di quanto siamo maturati adesso e spero che questo processo positivo continui nel tempo.

Nel corso della tua brillante carriera hai collaborato con molti musicisti celebri, tra questi Steven Wilson. Puoi parlarci della tua esperienza con lui?
In qualche modo lavorare con Steven Wilson è stato l’opposto che lavorare con The Aristocrats. Nel mondo musicale di Steven io ero una piccola rotella di una grande macchina. Con la mia chitarra ho cercato di uniformarmi al suo stile ed assisterlo nella sua visione musicale. Con The Aristocrats c’è una grande differenza perchè faccio quello che ritengo giusto in qualsiasi momento, sono libero. E’ anche vero che lo stile più introverso e contemplativo della musica di Steven mi ha aiutato a far uscire un mood diverso nel mio modo di suonare e questa è una cosa di cui sono grato. In linea di massima devo dire che sono contento di avere uno spazio mio dove posso fare cose che il grande pubblico non si aspetterebbe.

Autore: Susanna Marinelli

Giornalista pubblicista, ha scritto tra le altre per le riviste Cioè, Debby, Ragazza Moderna, Vip, Eva 3000, Grand Hotel, Gossip, Tutto, Nuovissimo...Ha partecipato come ospite a varie trasmissioni tv tra cui La Vita in Diretta e in radio per Radio2Rai.

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