Dammi un Bezos!
Il matrimonio di Jeff Bezos con la sua Lauren Sanchez in quel di Venezia, nella bella Italia ha fatto tanto discutere…
Esistono località che sono tanto intrise di storia, di magie suggestive e di emozioni, quanto di mondanità. Da riempire pagine di letteratura, arte e musica. Nelle settimane di giugno e mesi prima su Venezia si sono levate entrambe, per quello che ha assunto i connotati del matrimonio più chiacchierato e “protestato”. Sarebbe passato tutto in poco tempo se queste nozze non fossero di uno degli uomini economicamente più ricchi del mondo.
Ma chi è Jeff Bezos?
Innanzitutto, secondo una mia opinione, è un visionario imprenditore che nel 1995 vide la possibilità di guadagno in una piattaforma di acquisti on Line, laddove gli altri non gli avrebbero dato neppure lo storico “penny”di zio Paperone. Un uomo che forse, era entrato nella mente di una crescente massa di popolazione “malata per gli acquisti”anche in forma compulsiva. Due anni dopo dalla sua creazione, Amazon.com entra nel mercato azionario e da lì furono continue ascese; da Amazon Prime ad Amazon Studios.
Da piattaforma editoriale a piattaforma per produrre film e telefilm. Proprio niente male, per un uomo che all’inizio veniva guardato con sarcasmo. Amazon, la più grande società di commercio elettronico, che deve il suo nome niente di meno che, al Rio delle Amazzoni, un nome che lo stesso Bezos scelse per evocarne il bacino idrografico. C’è prospettiva visionaria anche in questo!
Perchè i guadagni, sono realizzati tramite le vendite, le vendite portano guadagno e il guadagno crea flusso monetario ed economico. Dunque il flusso idrologico delle Amazzoni, a mio avviso, ha incarnato probabilmente quella che era la proiezione metaforica e visionaria di questo imprenditore di Albuquerque, Stato del New Mexico.
Mr Bezos il 27 giugno scorso, ha sposato l’ex giornalista Lauren Sánchez. Il matrimonio, ha visto la sfilata di nomi celebri, amici della coppia: da Ivanka Trump a Tom Brady; dalla nota conduttrice americana Oprah Winfrey a Kim Kardashian; dalla regina Rania di Giordania ad Orlando Bloom e orgoglio dell’arte della Moda nel mondo, Domenico Dolce (della casa di moda Dolce e Gabbana).
Ma queste sfilate di personalità del jet set, per le calli di Venezia non sono state le uniche ad interessare l’opinione di quotidiani, riviste e servizi televisivi.
Ciò che è stato tanto evidenziato, tra le varie cose, i 27 dress code ( numero casuale oppure che rimandava alla data delle nozze, il 27 di giugno?) che la novella sposina aveva a sua disposizione per i cambi d’abito pianificati.
Tra l’altro si vocifera che, oltre alla fiumana di ospiti noti, body guard, fotografi e addetti ai taxi boat per i loro spostamenti, circoleranno diversi milioni di dollari ( secondo il Wall Street Journal).
Delle indiscrezioni, specificano che non vi è stato un luogo esatto per la cerimonia, ma più location per poter modificare i piani, sia in caso delle “minacce”di protesta preannunciate ( erano in 600 a manifestare contro quelli che vengono definiti sperpero e invasione ) che di maltempo.
Tutte le premesse per un evento riuscito nel suo intento sono Stati serviti.
Tutte le fonti giornalistiche, della carta stampata e della tivù, hanno avuto modo di dibattere, sorridere, creare meme e criticare il matrimonio tra sfilate di abiti più o meno discutibili per gusto ed eleganza. In alcuni inesistente a mio avviso.
Un evento che per alcuni ha assunto i tratti di un’ostentazione sprezzante nei riguardi delle lacerazioni societarie.
In quest’ottica si colloca la pungente lettura dell’attore Daniele Luttazzi, che definisce il matrimonio: “Osceno spettacolo di superficialità, simbolo di divario tra élite e plebe”; e definendo “una mancetta beffarda” i 3 milioni di euro che il miliardario ha donato alla città. Insomma il signor Bezos sa come creare flusso Amazzoniano!
Ma questo, ci si chiede, é stato l’ennesimo evento “triviale”, costruito come distrazione da “fumo negli occhi”, per attirare gossip di fronte ad altri eventi di portata enorme; oppure un gigantesco gossip per monetizzare?
Solo i letterari “posteri”manzoniani, potranno esprimere la loro ardua sentenza. Fatto sta che, purché se ne parli vale ogni cosa, sia nel bene che nel male. Come un Di Caprio che, ad un evento tanto pubblico e di gran pubblicità, nello spostarsi con la sua fidanzata, la modella Vittoria Ceretti, si è nascosto sotto un cappellino mimetico, così che salendo sul taxi lagunare, ha fatto ben attenzione a non mostrarsi in viso.
Cosa diversa per il pirata Orlando Bloom che in shorts e maglietta passeggiava per le viuzze veneziane, per poi mostrarsi in tutto il suo fascino, nel moderno stile James Bond, sullo scafo mentre raggiungeva la location delle nozze.
Che altro dire? Nulla, se non Auguri agli sposi e in bocca al lupo a tutti gli altri che da spettatori hanno guardato l’evento più filmato: “Amazon ringrazia per i regali”.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz