Persone al cinema. Foto dal Web - Pixbay
Persone al cinema. Foto dal Web - Pixbay

Rain Man, il film che ha reso celebre il blackjack

Rain Man è stato uno dei maggiori film di successo degli anni Ottanta e, senza dubbio, una delle pellicole cinematografiche prodotte a Hollywood che di più ha lasciato il segno nella storia di questa industria.

Stiamo parlando del film Rain Man (uscito nelle sale italiane con il nome de “L’uomo della pioggia), capolavoro del 1988 firmato dal regista Barry Levinson (noto anche per i film “Il Migliore” con Robert Redford e Glenn Close, e “Good Morning, Vietnam” con Robin Williams), quattro volte Premio Oscar (tra cui miglior film e regia) e vincitore anche dell’Orso d’Oro a Berlino.

Rain Man (nel cui cast vi è anche l’italiana Valeria Golino) parla delle avventure lungo le strade degli Stati Uniti di due fratelli, Charlie e Ray Babbitt – il primo uno sventurato venditore di auto (indebitato fino al collo), il secondo affetto da un disturbo autistico ma dotato di straordinarie capacità mnemoniche – e delle vicissitudini che i due passeranno nel corso di un lungo viaggio che li porterà a Los Angeles.

Il film è diventato famoso per le scene girate nei saloni del Caesars Palace di Las Vegas dove all’interno di uno dei casinò più noti della Las Vegas Strip (la strada degli hotel di lusso della città del Nevada), Charlie e Ray si cimentano in alcune partite di blackjack che frutteranno ai due fratelli decine di migliaia di dollari.

Cos’è il blackjack e cos’è il conteggio delle carte

Bellagio. Foto dal Web - Pixbay
Bellagio. Foto dal Web – Pixbay

Ed è stato proprio grazie al successo del film Rain Man che si è cominciato a parlare in maniera più assidua di uno dei giochi da tavolo più famosi, il blackjack appunto, e nel particolare del conteggio delle carte, pratica o strategia di gioco (da sempre malvista dai gestori dei casinò ma che è del tutto legale) che permette ai vari giocatori di poter acquisire un vantaggio rispetto al banco e di puntare, dunque, con maggiore sicurezza di vincita.

Il blackjack nasce “ufficialmente” nella Francia del XVII secolo, con il nome di vingt-et-un (ventuno). Secondo alcuni, però, questo gioco sarebbe nato in Spagna intorno al 1600 o, secoli prima, addirittura in Persia (l’odierno Iran). Negli Stati Uniti è arrivato soltanto nel 1931 e da allora la sua fama è cresciuta a livello mondiale di anno in anno.

Come tutti i giochi di carte più famosi, anche il blackjack che conosciamo e che abbiamo imparato a conoscere nel film con Tom Cruise e Dustin Hoffman è assai diverso da quello che per la prima volta si è affacciato negli Stati Uniti all’inizio del ventesimo secolo. Molte delle più note giocate secondarie come l’assicurazione nel blackjack, ad esempio, sono state introdotte nel gioco corrente successivamente. L’insurance (o assicurazione) concede la possibilità al giocatore di “difendersi” nel caso in cui il banco faccia “blackjack” (che è il punteggio massimo in questo gioco); questa è una delle cosiddette “side bet” più diffuse nel blackjack moderno.

L’eredità di Rain Man

Tornando a parlare del film Rain Man, non si può non citare la lunga serie di pellicole che ha preso spunto proprio dal lungometraggio di Levinson. Dalla serie animata di successo de “I Simpson” a Harry Potter, sono stati tantissimi gli sceneggiatori e i registi che hanno deciso di omaggiare le gesta dei fratelli Babbitt nelle loro produzioni. Come nella trilogia di “Una notte da leoni”, e in particolare nel primo capitolo della saga diretta dal regista Todd Phillips, quando alcuni dei protagonisti di questa rocambolesca commedia si ritrovano a recitare i ruoli che all’epoca furono di Cruise e Hoffman.

Qui troviamo Alan (interpretato magistralmente da Zach Galifianakis) che, dopo aver visto la storia di Rain Man, impara l’arte del conteggio delle carte, asserendo di essere diventato come Ray Babbitt. Ed è così che lo stesso attore, indossando gli stessi abiti di Ray in Rain Man, nel film “Una notte da leoni” si mette a giocare al tavolo del blackjack al Caesars Palace, vincendo una somma analoga a quella vinta nel film del 1988.

Un chiaro omaggio a un film di successo che ha saputo far commuovere e riflettere milioni di spettatori in tutto il mondo.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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