The Elevator

The Elevator, anteprima al Taormina Film Festival

Con i cortometraggi “Uomo di carta” e “Deadline”  (64 premi tra festival nazionali e internazionali) ha già rivelato il suo talento cinematografico, il senso del ritmo, la passione per il mistero, la capacità di raccontare l’orrore del vivere e le sue sfumature più inquietanti.

The Elevator

Ora il regista Massimo Coglitore, dopo il film tv Rai “Noi due“, presenta in concorso, al Taormina Film Festival, in prima mondiale, il film “The Elevator“, sabato 21 giugno, alle 18.00, al Palacongressi di Taormina, con ingresso libero. Un thriller psicologico girato in lingua inglese, destinato a un pubblico internazionale, ambientato a New York ma realizzato quasi interamente negli studi di Cinecittà, prodotto da Riccardo Neri per Lupin Film. “The Elevator” – scritto da Riccardo Irrera e Mauro Graiani – è la storia di Jack Tramell (James Parks, attore in “Kill Bill”, “The Listening”, “Grindhouse”, “C.S.I.”), un famoso presentatore americano che conduce un popolare quiz televisivo.

Una sera, Jack viene bloccato in ascensore da una donna misteriosa (Caroline Goodall, interprete nei film “Schindler’s List”, “L’Albatros”, “Rivelazioni”, “Dorian Gray”), la quale inizia un suo personale e sadico quiz. Jack è accusato di un gravissimo crimine. Ma qual è la verità? Chi è il vero colpevole? Si tratta di un  thriller che racconta – in tempo reale – le storie dei due personaggi, alle prese con i propri segreti, in uno spazio claustrofobico. Il set principale del film è l’ascensore di un building newyorkese, quasi un luogo di espiazione delle colpe. Tra gli interpreti anche il celebre Burt Young (il personaggio di Paulie in “Rocky”, ruolo grazie al quale ebbe la nomination agli Oscar). Le vendite internazionali sono affidate ad Archstone Distribution, mentre Tombstone Distribution lo distribuirà negli Stati Uniti. Sarà prodotto da Riccardo Neri anche il prossimo film di Coglitore  “The Straight Path”, le cui riprese sono previste per il 2015. Il regista non nasconde la soddisfazione per il suo film, mirato a una distribuzione internazionale: “Volevamo realizzare un film per il mercato internazionale e, seppure sia un low budget, abbiamo puntato alla qualità nella scelta del cast e della troupe.

Ė essenziale partire da storie forti, avvincenti, scritte per poter essere realizzate con costi misurati. Abbiamo girato in lingua inglese sia perché la storia si svolge a New York, sia per avere una distribuzione estera. James Parks, Caroline Goodall e Burt Young sono attori straordinari che hanno lavorato con grandi registi. Ė stato molto interessante lavorare con loro e si è creata una grande armonia a livello umano, che è la base per fare bene. In un film così difficile, claustrofobico, con dialoghi serrati, è proprio sulla recitazione che ho puntato, mettendomi al loro servizio e mi hanno ripagato con una strabiliante interpretazione. Amo il cinema di contenuti con un forte senso estetico, ed è a quello che punto sempre. Da messinese sono felice di tornare dopo 11 anni a Taormina. Spero mi porti fortuna come avvenne allora con “Deadline”, vincitore nella sezione corti.”Alla domanda su come emergere in un mercato difficile come quello italiano, Coglitore risponde con sincerità: “Io ho incontrato un produttore con uno spirito e una passione di altri tempi, che ha prodotto in maniera del tutto indipendente, e aggiungo eroica, il mio film. Non ho la ricetta purtroppo ma solo la voglia di raccontare film diversi, intensi. Ho una passione atavica verso un cinema di respiro internazionale, sono cresciuto con quello. La mia è quasi una “necessità”, più che una volontà. Mi emoziono davanti un bel film e voglio che accada lo stesso al pubblico che guarda un mio lavoro. Credo che un film debba essere una sorta di viaggio magico e io voglio percorrere con tutto me stesso questo viaggio”.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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