Gianluca Magni in sala con Tutto il Mondo è Palese

Parliamo di Tutto il Mondo è Palese, la nuova spassosa commedia che vede come protagonista Gianluca Magni.

L’attore toscano, che abbiamo già visto in tante produzioni importanti sia al cinema che in televisione, tra le quali le pellicole Prigioniero della mia libertà” con Giancarlo Giannini, “Un Affare trasversale”, “Senso ’45”, “Le Ragazze di Mario” con Tosca D’Aquino, “Come Lolita”, “Una Luce nel muro dell’Oscurità” con Jack Gallo prodotto da Piero Melissano, interpreta il ruolo del sindaco Danilo Fortini.

Tutto il mondo è paese - con Gianluca Magni

“Un sindaco”, dice Magni, “anche comico a volte. In effetti questo può essere definito il mio esordio in un ruolo tendente al comico”. Il film, diretto da Dado Martino, uscirà in anteprima il prossimo 13 agosto con una serata speciale a Vellano, Pescia, al Circolo Arci e oltre a Gianluca Magni vede tra i suoi interpreti Claudio Necchi, Alberto Maione, Franco Lagomarsino, Corinna Lenoci, con musiche originali di Corrado Giannetti. Questa è la storia di Tutto il Mondo è Palese…In Italia ci sono 7982 comuni, molti di questi sono nati subito dopo la seconda guerra mondiale, alcuni costruiti da zero, altri tirati su dalle macerie mentre altri ancora sono rimasti intatti dai bombardamenti.

Quella del film non è la storia dei 7982 comuni ma bensì solo degli ultimi due, Bellatrippa e Mezzatacca. Due paesini situati in collina, precisamente sull’appennino Tosco Emiliano, così piccoli che nemmeno gli aerei della guerra sono riusciti a vedere. Una guerra che ha visto coinvolta l’intera nazione, ma anche lei, la guerra si è dimenticata proprio di questi due comuni Bellatrippa e Mezzatacca. La vita scorre lenta, gli abitanti sono ormai abituati a questa calma, questa,desolazione. Così per passare il tempo, litigano tra di loro a cominciare dai due sindaci. Per cosa litigano? Per tutto ma veramente tutto sopratutto da quando un bel il giorno paese venne diviso in due da un confine.

Si perché per puro caso il paese è situato proprio tra due regioni, Toscana ed Emilia Romagna. Il campanilismo in questi due comuni la fa da padrone e da qui nascono tutte le liti. Il prete invece, Don Biagio gode di una posizione favorevole, lui è su territorio neutro. Si perché la chiesa resta precisamente al centro e proprio sul confine. Potete immaginare quindi che oltre a svolgere il suo compito di uomo di chiesa, il povero e non tanto povero Don Biagio deve ogni giorno cercare di far tornare la pace tra le due comunità. Così un bel giorno, per evitare inutili discussioni, tutti e di comune accordo decisero di tracciare una lunga linea rossa proprio per dividere la Toscana dall’Emilia Romagna.. e questa linea si vede addirittura dalla luna…(eh no.. quella era la muraglia cinese) va be’ ma torniamo a noi… Vi starete chiedendo, su cosa è basata l’economia di questi due incantevoli luoghi? Non avendo nessuna risorsa, i due comuni hanno deciso di puntare tutto sul turismo, il problema è che nessuno sa dove siano questi posti e quindi quei pochi turisti che arrivano qui per caso.. vengono puntualmente litigati da entrambe le parti.. facendoli scappare ogni volta.

Nel 1490 però qui su queste montagne è passato un uomo molto importante, diretto in Francia, si fermò per qualche settimana il Famoso Leonardo da Vinci e la leggenda narra che avendo con se molti dei suoi dipinti, per non portare con se tutto quel peso, abbandonò proprio nella chiesa uno dei suoi dipinti. Questa storia logicamente i due sindaci e nemmeno gli abitanti dei due paesi conoscono, difatti di quella crosta di tela non sanno che farsene, nemmeno il prete la vuole in canonica.Ma a qualcuno invece interessa molto, un venditore di opere d’arte venuto da Vicenza con sua figlia, che per non far capire la sua vera professione si inventa di essere un regista che guarda il caso vuole girare un documentario proprio su i due comuni. Come si dice? L’occasione fa l’uomo ladro, ed è proprio rubandola che il collezionista fa capire a tutto il paese quanto è importante quell’opera d’arte.

Un dipinto originale di Leonardo da Vinci, che fa parte di un trittico, ovvero “la donna con il gattino”. Tante storie si intrecceranno in questa commedia che vedrà la moglie del sindaco Toscano, innamorata del cinema e della recitazione, fare la corte al fantomatico regista. Il Prete e i due sindaci che ignari di tutto continuano le loro battaglie. Mentre di nascosto un altra storia sta per nascere, una storia d’amore, tra la figlia Angelica del regista di Piacenza e Corrado il figlio del Sindaco Emiliano. I due proveranno a conoscersi e a vedersi ma la gelosia,le malelingue e i sabotaggi tra i due comuni faranno in modo che i due decideranno di non vedersi più. In conclusione, tutto è bene quel che finisce bene, i due ragazzi tornano ad amarsi. Il figlio del sindaco capisce che la sua amata non è a conoscenza della truffa di suo padre e viene scagionata. I due comuni torneranno alla vita di prima ma questa volta con una fortuna. Eh si perché grazie a questo accadimento, i due comuni diventeranno famosi in tutto il mondo, per aver un’opera originale del Grande Maestro di Vinci. Flotte di turisti arriveranno ad ammirare l’opera…

Ma come si dice? Il lupo perde il pelo ma non il vizio. E i due sindaci, nonostante l’afflusso enorme di persone, continueranno a litigare tra di loro e a stare in rivalità.

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