Edoardo Purgatori

Edoardo Purgatori, la mia maratona di New York

Edoardo Purgatori ci racconta il suo nuovo spettacolo

Andrà in scena fino al 18 Dicembre lo spettacolo Maratona di New York di Edoardo Erba, con protagonisti Edoardo Purgatori e Marcello Paesano per la regia di Maurizio Pepe.

Edoardo Purgatori

Uno spettacolo sulle domande della vita, che ci invita a riflettere in una metafora del tutto particolare: la corsa. La Gazzetta dello Spettacolo incontra l’attore Edoardo Purgatori, a distanza di due mesi dall’ultima intervista.

Bentornato su La Gazzetta dello Spettacolo, Edoardo Purgatori. Sarai a Teatro con lo spettacolo Maratona di New York. Parlaci di questo progetto…

Grazie a voi di avermi concesso questa nuova intervista!

“Maratona di New York” di Edoardo Erba sarà in scena al Teatro Argôt Studio di Roma.

Un progetto ambizioso che portiamo avanti con la mia compagnia teatrale ‘The Shape of Water’. È prevista una tournée in Italia, Germania, Inghilterra e America. Reciteremo il pezzo in tre lingue diverse (italiano/tedesco/inglese) dipendentemente dal paese in cui ci troviamo.
La regia è di Maurizio Pepe, mio collega e amico da anni. Dopo “Lo Zoo di Vetro” e “The Shape of Things” torniamo a lavorare insieme. Mentre Marcello Paesano, altro amico da anni, sarà il mio compagno in scena.

Il testo ci ha subito colpito per le domande attuali e universali che ricerca, domande che ci accompagnano per tutta la vita.

“Chi sono veramente? La mia vita ha una direzione? Tutto questo che senso ha?”. Erba sceglie di indagare queste domande in una cornice particole quale la corsa. La corsa come metafora della vita. Inoltre “Maratona” richiede una preparazione fisica non indifferente, perché i due attori in scena corrono per tutto il tempo.
L’allenamento che il pubblico segue non sarà come tutti gli altri, perché il finale contiene una svolta che stravolgerà la vita di entrambi i personaggi…

Raccontaci del tuo personaggio. Ti assomiglia?

Io interpreto Steve. Tra i due corridori è sicuramente quello più convinto e deciso nel raggiungere l’obiettivo che si è prefissato, la “Maratona di New York”.
Ha una personalità forte e definitiva, aspetti ci accomunano. Quando incontra ostacoli tende a stringere i denti e non mollare. Sicuramente anche la tenacia e la testardaggine ci legano molto!

Quale credi sia il messaggio che debba arrivare al pubblico che verrá a Teatro?

La vita è una maratona. Si susseguono momenti di gioia, rabbia, crisi, difficoltà, euforia… Sono tutti attimi che variano e che alla fine compongono il percorso chiamato: la nostra esistenza. Personalmente sono due i punti che mi hanno toccato profondamente.
Il primo: non prendersi troppo seriamente. Il secondo: essere presenti radicalmente durante il viaggio.

E il messaggio che vorresti lasciare al pubblico tu?

Arte è Comunicazione. Parla ad ognuno di noi in modo differente, perché ognuno di noi ritrova parti diverse di se in quello che vede. Non vorrei mai manipolare il pubblico affinché riceva un messaggio preciso.
Aspiro a portali in un viaggio, durante il quale possano fare molte esperienze con me e quindi riscoprire aspetti della loro vita che ci legano. Toccare corde così profonde da essere universali. Che ci fanno realizzare che alla fine siamo tutti collegati.

Come é per te lavorare accanto a Marcello Paesano? Come vi state trovando insieme?

Lavorare con Marcello è un piacere perché abbiamo entrambi una grande passione e amore per il testo e per i nostri personaggi. Ci siamo conosciuti sei anni fa durante un workshop di un nostro insegnante, Danny Lemmo (membro dell’Actors Studio).
Quando ho letto il testo, gli ho subito proposto il ruolo di Mario!

Con il regista Maurizio Pepe invece?

Con Maurizio c’e una fortissima condivisione di valori artistici, di ricerca e di cosa può e deve essere il Teatro, il Cinema e la Recitazione. Portiamo avanti un nostro progetto di compagnia da anni.
Questo è il nostro terzo progetto, stiamo crescendo insieme!

Quando ti hanno proposto questo spettacolo, cosa hai pensato a primo impatto?

Ho proposto io lo spettacolo a Maurizio e Marcello dopo averlo trovato casualmente in libreria. Poi mi sono ricordato che durante uno dei miei primi lavori in Tv, nel 2009, Giorgio Lupano me ne parlava perché di li a poco lo avrebbe portato in scena.
Gira che ti rigira torna tutto!

Si é appena conclusa la stagione di Un Medico in famiglia. Facendo un bilancio, cosa ti ha lasciato?

Questa decima stagione di Un Medico in famiglia mi ha colpito per il coraggio di provare a rinnovarsi, evolversi, mantenendo i valori cardini che la contraddistinguono.
Il bacio tra Oscar e il prof. Gradini per me è stato un highlight. Sono ancora più felice che a farlo siano stati due attori straordinari e con una grande umanità come Paolo Sassanelli e Leonardo Santini.

Nella sua totalità è stata una stagione di crescita e maturazione sia per il mio personaggio, Emiliano, che per me. Ci tengo a ringraziare il pubblico e i fan che ci hanno seguito tutte le settimane. L’affetto che provano per questa serie mi stupisce ogni anno. Ora vedremo cosa succederà…

Parliamo invece dei progetti futuri. Cosa puoi anticiparci della fiction Tutto puó succedere, dove reciterai nella seconda stagione?

Della seconda stagione di “Tutto può succedere” posso solo anticiparvi che Edoardo Purgatori interpreta Valerio, un pediatra. Il resto è ancora top secret.
Mentre il 10 dicembre presenteranno “Il Confine” in anteprima nazionale alla decima edizione del Roma Fiction Fest, un film in due puntate diretto da Carlo Carlei sulla prima guerra mondiale.
Il cast è composto, tra gli altri, da Filippo Scicchitano, Caterina Shulha, Alan Cappelli Goetz e Massimo Popolizio. In un secondo momento verrà mandato in onda sulla Rai 1.

A Febbraio uscirà il film per il cinema “Quando Corre Nuvolari” di Tonino Zangardi dove interpreto Achille Varzi, amico e rivale storico di Tazio Nuvolari.

Mesi fa, ti chiesi un sogno nel cassetto e tu mi parlasti del desiderio di voler fare un film con tuo fratello Ludovico. Ci state pensando?

Questo sogno non è più nel cassetto, si sta materializzando…mio fratello Ludovico, Luca Menasci e io siamo già all’opera!

Non appena Ludo avrà terminato di fare l’assistente personale di Stefano Sollima sul set di “Soldado” con Benicio Del Toro e Josh Brolin in America, finiremo la sceneggiatura e andremo in produzione!

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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