Lola Ponce, apprezzata cantante e attrice argentina, con noi per parlarci del suo percorso artistico, dei suoi sogni e del suo futuro.
È stato lo spettacolo vissuto a luglio a Benevento, “Anni Luce”, a regalarci l’occasione di incontrare Lola Ponce, un’artista a tutto tondo capace di incantare il pubblico con la grande passione che nutre per il canto, la recitazione e la sua splendida famiglia…
Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Lola Ponce. Sei da sempre apprezzatissima per le doti canore e recitative che ti caratterizzano e, a tal proposito, che bilancio ne fai del tuo percorso artistico e cosa ti ha regalato maggiore soddisfazione, ad oggi?
«Grazie per l’accoglienza e per le parole così belle! Rispondo con grande piacere, perché questo percorso mi ha attraversata completamente ed è fatto di: musica, teatro, incontri, scelte, cadute, rinascite e soprattutto di tanta gratitudine. Quando mi guardo indietro, sento di aver vissuto un viaggio molto ricco e intenso. Ho avuto la possibilità di cantare, recitare, lavorare nei musical, confrontarmi con lingue e culture diverse e incontrare persone che hanno lasciato un segno profondo nella mia vita. La soddisfazione più grande consiste nel riuscire a rimanere fedele alla mia identità, anche nei momenti in cui sarebbe stato più semplice seguire una direzione già tracciata. Il successo ha valore quando riesce a trasformarsi in emozione condivisa. Sapere che una canzone o uno spettacolo possono accompagnare la vita di qualcuno è, per me, il regalo più prezioso».
Nel tuo passato c’è una vittoria a Sanremo insieme a Giò Di Tonno, nel 2008, con “Colpo di fulmine”. Quali sensazioni a riguardo e quanta voglia avresti di tornare nuovamente in gara?
«La vittoria del 2008 ha rappresentato un’emozione straordinaria. Ricordo ancora l’energia di quei giorni, la tensione, l’attesa e poi quella gioia incontenibile. Sanremo è un palco che porta con sé una storia enorme e, vincere con una canzone così intensa, ha rappresentato un momento fondamentale del mio cammino. Tornare in gara? Nella vita non bisogna mai chiudere le porte, ma per me dovrebbe esserci una canzone capace di emozionarmi davvero, con un messaggio autentico e il coraggio di dire qualcosa. Tornerei a Sanremo soltanto per un progetto che senta profondamente mio, non per il desiderio di partecipare a tutti i costi. Provengo da un Festival con l’intramontabile Pippo e con una struttura fatta di arte, glamour e bellezza assoluta. Se non sarà un Festival trasformato in gossip o in una sorta di talent show, con tanto autotune, davvero terribile, come purtroppo è accaduto negli ultimi anni, allora forse parteciperei volentieri».
Lo scorso luglio sei stata protagonista, in quel di Benevento, dello spettacolo “Anni Luce”, ideato da Antonio Frascadore, autore per la città del Festival Bct – Benevento Cinema e Televisione. Cosa ti ha regalato quella esperienza e cosa possiamo aspettarci dopo la ‘prima’ nella città sannita?
«Anni Luce è stata un’esperienza piena di significato. Benevento, con il suo Teatro Romano, possiede una forza scenica e storica straordinaria: esibirsi in un luogo così antico significa entrare in dialogo con il tempo, con la memoria e con tutte le generazioni che lo hanno attraversato. Il progetto ideato da Antonio Frascadore mi ha conquistata perché unisce musica, spettacolo e racconto. La mia visione è quella di costruire un viaggio emotivo attraverso grandi brani in lingua inglese degli anni Ottanta e Novanta, accompagnati da un’orchestra dal vivo e inseriti in una narrazione capace di evocare immagini, atmosfere e momenti culturali di quegli anni. Benevento è stata una prima tappa importantissima, ma non la considero un punto di arrivo. Dopo quella première immagino un percorso più ampio, con la possibilità di portare lo spettacolo in altri luoghi e davanti a pubblici diversi».
Cosa porterai con te dei giorni vissuti a Benevento?
«Porterò con me l’accoglienza, la bellezza della città, l’energia del pubblico e la sensazione di aver dato vita a qualcosa che può ancora crescere».

Chi è oggi Lola e quanto sei cambiata con il passare degli anni?
«Oggi Lola è una donna più consapevole, più selettiva e anche più libera. Con il passare degli anni ho imparato ad ascoltare maggiormente il mio istinto e a dare valore al tempo, alle persone sincere e ai progetti che hanno un’anima. Sono cambiata perché la vita mi ha insegnato che non bisogna dimostrare continuamente chi si è. Oggi desidero condividere ciò che sento, senza perdere la leggerezza, la curiosità e quella parte di me che continua a sognare come quando ero ragazza».
Cosa vorresti ancora poter realizzare, che si parli di lavoro o di ‘privato’?
«Sul piano professionale vorrei continuare a creare spettacoli che uniscano musica, teatro, immagine ed emozione. Mi piacerebbe sviluppare progetti internazionali, lavorare con orchestre importanti e portare la mia musica in luoghi capaci di amplificarne il significato.Vorrei anche dedicarmi sempre di più alla scrittura e alla produzione, dando forma a canzoni e spettacoli che parlino del presente, dell’amore, della forza e della rinascita.Sul piano privato desidero soprattutto proteggere la serenità della mia famiglia, vedere crescere le mie figlie felici e presenti a se stesse, e continuare a costruire una vita autentica, circondata da persone vere».
È mancato qualcosa al tuo percorso?
«Ogni percorso contiene ciò che è accaduto e anche ciò che non è accaduto. Non amo vivere con il rimpianto di quello che è mancato, perché anche le porte chiuse mi hanno insegnato qualcosa.Forse avrei voluto avere più spazio, in alcuni momenti, per esprimermi completamente come autrice e creatrice. Ma sento che quella parte di me oggi sta trovando una voce sempre più forte. Ci sono ancora molte cose da dire e molti progetti che aspettano il momento giusto».
Viviamo un periodo abbastanza particolare, non privo di lotte, di insensate guerre e, a tal proposito, vorrei chiederti quali valori cerchi di trasmettere alle tue figlie affinché possano affrontare al meglio il loro futuro?
«Alle mie figlie cerco di trasmettere il rispetto, l’empatia, la libertà di pensiero e la capacità di non perdere la propria luce. In un mondo attraversato da conflitti e divisioni, desidero che imparino a riconoscere il valore dell’ascolto e del dialogo. Insegno loro a essere forti senza diventare dure, a difendere i propri sogni senza calpestare quelli degli altri e a non restare indifferenti davanti alla sofferenza. La gentilezza non è debolezza: è una forma di coraggio. Vorrei che crescessero sapendo che ogni persona può contribuire a rendere il mondo più umano, attraverso le proprie scelte quotidiane».
Lola, che periodo stai vivendo?
«Sto vivendo un periodo di grande creatività e trasformazione. Mi sento piena di energia, con il desiderio di sperimentare e di mettere insieme tutte le mie anime: la cantante, l’attrice, l’autrice, la produttrice e la donna.Vivo a Dallas, una città con forza e arte in crescita. Collaborerò con l’Opera House di Dallas e in diversi show come direttore creativo e artista. Sono molto emozionata e sono anche in una fase in cui desidero lavorare con maggiore profondità. Non mi interessa soltanto fare qualcosa di bello: voglio che ciò che creo abbia un significato e lasci un’emozione».
Anticipazioni legate ai progetti a cui stai attualmente lavorando, nei limiti del possibile?
«Sto lavorando proprio allo sviluppo di Anni Luce insieme ad Antonio Frascadore, impeccabile direttore, con l’idea di trasformare la première di Benevento in un progetto più ampio e itinerante. Il cuore dello spettacolo sarà la musica degli anni Ottanta e Novanta, riletta con una sensibilità contemporanea e con la forza di questa epoca. Parallelamente, sto scrivendo nuova musica, compreso un brano in italiano, Il presente, nato dal desiderio di raccontare la bellezza dell’attimo che stiamo vivendo, l’amore e il valore dell’eternità attraverso un linguaggio molto cinematografico e orchestrale. Sto, inoltre, esplorando nuovi percorsi nella produzione e nella creatività, sempre con l’obiettivo di unire la mia esperienza internazionale a una visione personale. Preferisco non anticipare troppo, perché alcuni progetti hanno bisogno di crescere lontano dai riflettori, ma posso dire che ci sono idee importanti in movimento. Questo è un momento in cui sento di avere ancora molto da condividere. E la cosa più bella è sapere che il viaggio continua, con la stessa passione di sempre, ma con una consapevolezza nuova».
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