Una biografia illustrata svela la carriera di Quentin Tarantino, tra Pulp Fiction e aneddoti inediti. Curiosità e rumor sul decimo film.
È una notizia che farà vibrare le corde degli appassionati di graphic novel e cinefili: è uscito per Gremese Quentin Tarantino. The graphic novel, un volume che promette di svelare il dietro le quinte dell’autore di Pulp Fiction e Le Iene. L’opera, scritta da Christina Dumalasova e Katerina Horakova con le illustrazioni di Michael Purmensky, non è una semplice carrellata di successi, ma un viaggio intenso e visivamente suggestivo lungo 112 pagine a colori nella vita e nella mente creativa di uno dei registi più influenti della storia del cinema contemporaneo.
Il volume si distingue per il taglio narrativo, che intreccia sapientemente eventi biografici, aneddoti dal set e la genesi di pellicole diventate vere e proprie pietre miliari. Come evidenziato dalle prime recensioni, la narrazione non è strettamente cronologica, ma si concentra su ogni film di culto, offrendo una prospettiva inedita sul processo che porta Tarantino dall’idea iniziale all’impatto critico e di pubblico. Un esempio lampante è l’approfondimento sulle sue influenze, che spaziano dagli spaghetti western di Sergio Leone – con l’iconica richiesta sul set “Give me a Leone” per replicare l’atmosfera maestosa – ai maestri come Martin Scorsese e Jean-Luc Godard, cui è ispirato il nome della sua casa di produzione, A Band Apart.
Dalla Videoteca di Los Angeles alle Inquadrature Cult
La vera forza di questo graphic novel sta nel documentare come l’infanzia e gli anni di formazione abbiano plasmato il linguaggio unico di Tarantino. Non avendo mai frequentato una scuola di cinema, la sua “accademia” è stata la Manhattan Beach Video Archives, la videoteca in cui ha lavorato per anni. Un periodo fondamentale, in cui ha sviluppato una conoscenza enciclopedica del cinema mondiale, che ha poi rielaborato con uno stile personale fatto di dialoghi serrati, violenza stilizzata e citazioni pop che attingono a piene mani alla cultura di genere.
Un dettaglio che il volume non mancherà di trattare, e che è ormai un vero marchio di fabbrica, è l’uso ricorrente di inquadrature distintive, come la celebre trunk shot (la ripresa dal bagagliaio) e l’ossessione per i piedi femminili, un elemento che l’attore Brad Pitt ha ironicamente sintetizzato dicendo che «Tarantino ha separato più donne dalle loro scarpe della TSA».
Il Misterioso Decimo Film e il Futuro del Maestro
L’uscita del graphic novel cade in un momento di grande fermento e mistero attorno ai progetti futuri di Quentin Tarantino. È risaputo che il regista ha più volte dichiarato la sua intenzione di fermarsi al decimo film, e le ultime notizie sono state un vero e proprio ottovolante emotivo per i fan. Dopo aver annunciato e poi cancellato il progetto The Movie Critic (la cui trama era incentrata su un critico di riviste porno della California del ’77), il regista ha spiazzato tutti.
In recenti dichiarazioni, come riportato da testate autorevoli all’inizio del 2025, Tarantino non ha nascosto una certa disillusione per l’industria cinematografica attuale – «Cosa ca**o è un film adesso?» ha criticato, riferendosi alle brevi finestre di uscita in sala – e ha rivelato di essere al lavoro su un progetto che potrebbe non essere cinematografico: «Sto scrivendo un’opera teatrale, e probabilmente sarà la prossima cosa che finirò per fare». L’insider Jeff Sneider, tuttavia, suggerisce che un nuovo film misterioso, non legato a The Movie Critic, potrebbe comunque entrare in produzione nel 2025, forse con il ritorno di icone tarantiniane come Brad Pitt, Uma Thurman e Samuel L. Jackson, anche se i dettagli restano sotto stretto riserbo.
Il graphic novel arriva dunque nel momento perfetto per fare il punto sulla straordinaria carriera di un artista che, che sia con un film, un libro o un’opera teatrale, continua a definire le regole della narrazione popolare.
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La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

