Destino, di Angelo Longoni
Questa non è la solita domanda che si può sentir dire da un gruppetto di nonnine: ma la vita è destino? Il libro di Angelo Longoni.
E’ la curiosità che ho avuto io, leggendo la trama dell’ultimo libro di Angelo Longoni, drammaturgo, regista e narratore. Il suo libro ha un titolo secco e immediato, Destino.
Uscito lo scorso 14 maggio 2025 (edito da Giunti), a circa un mese dopo la prematura scomparsa del maestro Longoni.
Anche se, detto tra noi, quando lo chiamai così la prima volta che ci parlai, mi disse di chiamarlo semplicemente Angelo.
Questo libro, pubblicato postumo, dopo la prematura scomparsa dell’autore, narra le vicende di tre persone dalle vite totalmente diverse:
Monica, una giovane donna rimasta vedova, che dopo il suicidio del marito è tormentata da incubi. Riesce ad andare avanti a furia di psicofarmaci e per sopravvivere fa la escort.
Nicola, che sognava una vita migliore ma per tirare avanti lavora come gommista, ma vende anche computer. Però è perseguitato da creditori senza scrupoli.
Franco è un uomo con una moglie amata e un meraviglioso figlio, però il suo lavoro di rappresentante è in crisi. Ma è la sua salute a turbarlo. Gli hanno diagnosticato un tumore e non sapere quanto gli resta da vivere, lo getta nel panico.
Qui interviene il gioco sottile del destino. Due di loro, per delle strane coincidenze, vengono in contatto di una somma di denaro, di misteriosa provenienza.
Da qui un thriller senza tregua, fatto di inseguimenti e fughe. in poco tempo tutti si trovano sulla medesima linea tracciata dal caso, in cui il viaggio è lotta, innamoramento e guarigione.
Cosa accadrà alla fine delle corse? Chi tra i tre prevarrà dai giochi del Destino? Domande a cui, potrete trovare la risposta solo leggendolo.
Il coinvolgimento nella lettura di queste tre vite è inevitabile, perché esso unisce una forza esistenziale e morale a cui identificarsi è quasi inevitabile.
Per finire, di questa narrazione, tra le tante cose mi hanno colpito queste parole:
“ Il mondo è pieno di gente in salute, che muore prima di un malato a cui non si darebbe nessuna chance… Quanto possa durare la vita di ognuno dipende da uno schioccare di dita; da una distrazione; da un treno perso o da un piede messo in fallo dopo una giornata piovosa”
Casi fortuiti, che determinano il destino di chi invece di trovarsi su un percorso ne fa un altro.
Da ciò si può comprendere che, non è sempre la gravità di una malattia a portarci via la vita e dalla vita di chi ci ama.
Tutto è nell’ imprevedibilità di un destino.
Angelo Longoni, con questo suo tracciato, offre anche uno spunto su cui riflettere, un modo per continuare, con la sua penna a parlarci. In un modo elegante, garbato e discreto, come lui sapeva fare.
Un mio piccolo ricordo di lui, della sua gentilezza e del suo garbo. Che solo il gioco del Destino, ha portato via dai suoi affetti e da chi lo conosceva.
Ma i suoi pensieri, come disse qualcuno, continuano a vivere tramite i suoi scritti e nelle persone amate.
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