Toni Servillo cittadino onorario di Napoli

Il 30 aprile Tony Servillo ha ricevuto la Cittadinanza Onoraria dal sindaco Luigi De Magistris in una affollata Sala dei Baroni al Maschio Angioino alla presenza di numerose personalità istituzionali, del mondo dello spettacolo e della letteratura.

La motivazione recita: “Per aver profuso grande passione umana e professionale, per contribuire con la sua arte a portare la cultura di Napoli nel mondo intero che resta il nostro miglior biglietto da visita. Servillo ha intrecciato il suo percorso e la sua attività con la città di Napoli, attraverso interpretazioni di testi di autori napoletani, sempre però rifuggendo dalle icone, dai luoghi comuni e dagli stereotipi che accompagnano rappresentazioni antiche e obsolete della nostra città”.

La mobilitazione dei media è partita dopo la seduta consiliare del Comune di Napoli del 28 gennaio dove fu approvata la mozione per conferire la Cittadinanza Onoraria a Servillo.

L’onoreficenza a Servillo è un atto dovuto a questo “cuore” napoletano che da decenni porta lustro alla città partenopea con il suo impegno artistico, nonché un dettaglio tecnico data la sua nascita a solo pochi chilometri (Afragola) dai confini toponomastici cittadini.
Riconoscimento che compensa quelle piccole ferite che negli anni si son rimarginate con l’esperienza ed il successo, come quella frase pronunciata da Pupilla Maggio al termine dello spettacolo “Rasoi” dove si espresse con le parole :” Bene, bene, però se sente ca nun si’ napulitano”.

Un successo tardivo come ha commentato in qualche occasione:” Il fatto di essere diventato famoso in tarda età, oltre i 40 anni, significa avere avuto il tempo di sviluppare una forma di antidoto
verso la celebrità comunemente intesa. Ho potuto fare i conti con la parte peggiore di me, quella più giovane, quella piena di grilli per la testa. Quando, poi, è arrivata la fama, ero immune. Credo che diventare famosi da giovani sia una delle disgrazie più grandi che possano capitare”.

Grande commozione durante la celebrazione dell’avvenimento onorifico, per un uomo aduso a suscitare emozioni e meditazioni, con la scelta artistica di personaggi talvolta difficili ma resi sempre intensi dalla sua recitazione. Un amore per Napoli e per il Teatro che nasce da ragazzino, dove il suo vagare per le strade cittadine ne solleticava l’immaginazione e che ora nutre la sua arte, affascinandolo e rapendo il suo cuore, come il suo protagonista ne La grande bellezza, il Jep Gambardella rapito dal gioco dei bambini o dagli struggenti paesaggi di Roma.

Sulle motivazioni della scelta comunale ha commentato:” La cittadinanza mi viene data per l’insieme del mio lavoro: ha il valore della testimonianza, è un incoraggiamento a fare questo mestiere restando qui. Portare in giro la cultura napoletana e scegliere di vivere negli stessi luoghi è un segnale di positività che va dato”.

Di approdo da Venezia dove ha recitato ne “Le voci di dentro” il dramma di Eduardo De Filippo dove Servillo è regista ed interprete, continuerà la tournée a Madrid dal 15 al 17 maggio e successivamente a Torino dal 27 maggio al 1 giugno.

Su Laura Scoteroni

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