Leandro Amato

Leandro Amato: l’esperienza è fondamentale in questo mestiere

In scena con “Al nostro amore – Happy Hour” l’attore Leandro Amato, pronto a raccontarsi, a parlarci dell’amato mestiere.

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Incontriamo Leandro Amato in occasione dello spettacolo teatrale che lo vedrà presto impegnato in scena, “Al nostro amore – Happy Hour”, previsto dal 30 gennaio all’8 febbraio al Teatro la Comunità. Un testo che scava nel quotidiano, nei rapporti umani, quello di cui ci parla l’artista…

Benvenuto sul quotidiano La Gazzetta della Spettacolo, Leandro Amato. Dal 30 gennaio all’8 febbraio sarai in scena al Teatro la Comunità ne “Al nostro amore – Happy Hour”, ad opera di Luca De Bei, per la regia di Barbara Porta. Cosa dire a riguardo e come stai preparandoti ad affrontare questa esperienza?
«Luca De Bei è l’autore che preferisco qui in Italia. Parliamo di un grande artista, con una sensibilità e una poetica che sconfina sia nella scrittura teatrale che in quella cinematografica. Ho già avuto modo di affrontare due meravigliosi testi di questo autore, con il quale è poi nata, oltre che una solida stima, anche una grande amicizia. Mi sono divertito, insieme alla collega Barbara Scoppa, con la regia di Barbara Porta, le scene di Carlo De Marino, i costumi di Lucia Mariani e la collaborazione artistica di Spartaco Ripa, a leggere il testo da portare in scena, pieno di sfumature ironiche e profonde. Un testo che scava nell’animo umano e sentimentale delle persone, nella vita di tutti i giorni».

Quali sensazioni sono legate al teatro, alla possibilità di poter avere un pubblico presente, dinanzi a te?
«Il teatro è terapeutico! Attraverso i personaggi che affrontiamo, di volta in volta, tiriamo fuori anche le nostre vulnerabilità, la nostra espansività repressa. Per cui, la condivisione con il pubblico diventa qualcosa di terapeutico da vivere in maniera serena, senza paura alcuna, su di un palco. L’emozione, la risata di chi hai di fronte, ti ripaga di tutti i sacrifici fatti per rendere un testo e un personaggio il più possibile credibili».

Quali rituali ti accompagnano prima di essere in scena?
«Il rituale più importante, il primo, consiste nel ripetere il più possibile le battute, specie in un testo come questo, in cui siamo in due e i ritmi della commedia sono serrati, spietati, e non bisogna mai mollare. Il secondo rituale consiste, almeno nel mio caso, nell’ascoltare della musica prima dello spettacolo… e poi vada come vada».

Ti ricordiamo in progetti televisivi molto apprezzati, come Un Posto al Sole e Capri. Che ricordo porti con te di quelle esperienze, di ciò che a livello umano e artistico ti hanno regalato?
«Nel nostro mestiere l’esperienza è fondamentale. Nei vari progetti a cui ho preso parte ho sempre cercato di rendere più umanità possibile ai personaggi che mi sono stati affidati. Lo stesso al cinema, ne “Una Commedia Pericolosa”, per la regia di Alessandro Pondi e con Enrico Brignano. In quell’occasione interpretavo un marito avido, spietato fino al punto di voler assassinare la propria moglie, interpretata dalla collega Gabriella Pession. Potrei dirti lo stesso anche per “Mare Fuori”, la versione teatrale, sotto la guida di Alessandro Siani. Mi sono divertito a interpretare Don Salvatore, un essere malvagio e prepotente».

Leandro Amato

Quale ruolo manca al tuo percorso?
«Sono tanti i ruoli che mancano e che vorrei impersonare nei prossimi anni. Vorrei potermi confrontare, teatralmente parlando, con realtà diverse da quella Italiana. Credo che avere un’esperienza all’Estero possa accrescere il desiderio di continuare a fare teatro in tutt’altro modo, viste le attuali difficoltà legate alla nostra categoria. Ma questo è un discorso lungo e vario che sarebbe preferibile affrontare in futuro…».

Chi è oggi Leandro e quali consapevolezze ti caratterizzano?
«Oggi sono un uomo appagato, specie perché sono padre e i miei figli stanno bene. Ho una bellissima storia d’amore con l’attrice Vanessa Gravina, con cui presto girerò, dal prossimo maggio, un primo film, per la regia di Claudio Rossi, in Grecia. Nel nostro futuro ci sarà anche uno spettacolo teatrale di Oscar Wilde, per la regia di Roberto Valerio. Non ultimo, permettimi di ringraziare la Dear Friend di Geppi Gleijeses che ha prodotto lo spettacolo e Giancarlo Sepe che ci ospita nel suo storico e meraviglioso Teatro la Comunità».

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