Maria Luisa Zaltron: co-conduce il Premio Gennaro Cannavacciuolo

La conduzione del Premio Gennaro Cannavacciuolo affidata a Maria Luisa Zaltron, giovane e preparata attrice.

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Un nuovo ruolo per l’attrice Maria Luisa Zaltron, la co-conduzione del Premio Gennaro Cannavacciuolo, previsto il prossimo 24 maggio, condotta come sempre da Pino Strabioli.

Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Maria Luisa Zaltron. Il prossimo 24 maggio sarai la co-conduttrice del Premio Gennaro Cannavacciuolo, al fianco di Pino Strabioli, giunto alla sua terza edizione. Quali sensazioni a riguardo, specie dopo aver vinto, tale concorso?
«Non vedo l’ora di poter presentare l’evento! Sono onorata di aver avuto questa possibilità e tanto devo alla direzione artistica del Festival, per questa conduzione».

Cosa possiamo aspettarci da questa nuova edizione?
«Il Premio, di anno in anno, sta acquisendo sempre più risonanza, e devo dire che lo merita, anche in vista delle possibilità concrete che il Premio offre ai vincitori. Sono certa che avremo modo di assistere ancora una volta ad uno spaccato degli splendidi e versatili talenti che ci sono in Italia».

Attrice per passione, come ti sei avvicinata a questo percorso e cosa sta regalandoti?
«Mi ci sono avvicinata sin da bambina, studiando danza e, al contempo, pianoforte al conservatorio. Durante il liceo, a soli quattordici anni, ho anche seguito un laboratorio di musical, per poi mettere in scena Notre Dame de Paris, nei panni di Esmeralda. Qualcosa di chiaro e forte, ciò che ho provato, e che mi ha fatta sentire sempre più affine al palcoscenico. Dopo quel laboratorio mi sono iscritta a un corso di canto jazz e, soltanto in ultimo, a un vero e proprio corso di teatro. Dopo la maturità mi sono trasferita a Milano, ho continuato a studiare danza, canto e teatro in scuole diverse, ed è stato lì che ho capito che il percorso che volevo fosse nucleare era quello di attrice. Cosa sta regalandomi? Sento di essere arrivata ad un punto di snodo. In questi primi anni di lavoro ho gettato semi in molte direzioni diverse, e questo da un lato è bello, perché sicuramente la versatilità mi caratterizza ma, dall’altro, rischia di essere un po’ dispersivo. Per cui credo di essere in un momento in cui ho bisogno di ascoltarmi attentamente e capire che tipo di artista voglio essere e come ‘direzionare’ le mie azioni verso ciò che mi somiglia e mi ‘chiama’ di più. Parlo anche da un punto di vista autoriale…».

Quale ruolo ti auguri di poter ricoprire, un domani, e da quale regista vorresti essere diretta?
«Questa è una domandona! Ciò che più desidero, in questo momento, è la possibilità di poter ampliare il mio lavoro nel cinema e nella televisione. Non ho, dunque, un ruolo preciso da delineare. Mi auguro soltanto di poter raggiungere un ruolo complesso, di grande responsabilità. Se di registi si parla, invece, sogno di essere diretta da Alice Rohrwacher».

Quali passioni accompagnano il tuo percorso?
«Viaggiare rappresenta una grande passione, anzi una necessità, come la conoscenza di nuove culture. Sono abituata a muovermi oppure ad accogliere persone con Couchsurfing, una forma di ospitalità tra viaggiatori che permette di dormire a casa di persone del posto, senza alcuno scambio economico. Questo permette di avere un’esperienza autentica, non turistica. Ho incontrato persone splendide che sono diventate parte della mia rete di affetti, grazie a questa metodologia. Non da meno la lettura, un’altra grande passione. Negli ultimi tempi sto appassionandomi ad alcune letture che mettono in relazione in modo intersezionale teorie di genere, riflessioni sull’amore e i legami affettivi e critica al capitalismo».

Cosa possiamo aspettarci dal tuo futuro artistico?
«Quest’estate debutterà “Scaramuccia”, una nuova produzione di Stivalaccio Teatro, la compagnia vicentina con cui collaboro da qualche anno, di cui sto scrivendo le musiche. La composizione per la scena è un’esperienza nuova che, devo dire, mi sta galvanizzando. Non vedo l’ora di provare in sala con i performer. Riprenderò la tournée di “Ahi Maria!”, una produzione del Teatro Menotti di Milano, dedicata alla musica e alla poetica di Rino Gaetano. In scena, con me, sette attrici-musiciste-cantanti, in uno spettacolo molto potente. Infine, a brevissimo raggiungerò a Lisbona mio fratello Federico, violinista jazz e compositore eccezionale, per lavorare con lui a un progetto dream-pop che vedrà la luce la prossima stagione. Sarà una bomba, ve lo assicuro!!!».

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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