Sognando l’operetta con Massimiliano Costantino

Sognando l’operetta con Massimiliano Costantino

A tu per tu con il Maestro Massimiliano Costantino, Tenore e Direttore Artistico della Compagnia Calliope InCanto.

Incontriamo il Maestro Massimiliano Costantino in occasione del debutto dello spettacolo “Sognando l’Operetta Tour”, il 29 luglio prossimo, per la regia di Claudio Pinto Kovačević  e la Direzione Artistica e Musicale del Maestro Massimiliano Costantino.

Uno spettacolo che racchiude i generi di Canto, Danza e Prosa e che si terrà presso l’Anfiteatro Romano di Terni, alle 21:30.

Benvenuto Massimiliano Costantino sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”. Vorresti parlarci di Sognando l’Operetta Tour. Com’è nato questo progetto,  in cosa consiste e quali sono i vostri obiettivi con esso?
Tutto è nato dall’idea di una giovane organizzatrice di eventi di Terni, Erika Lucci, che si è appassionata all’Operetta e al teatro in genere, dopo aver visto un mio spettacolo. Erika ha coinvolto me e il regista e primo attore Claudio Pinto Kovačević  a fondare questa nuova Compagnia teatrale che si chiama Calliope InCanto, di cui è anche la Presidente, con lo scopo di riportare a Terni e in Umbria non solo l’Operetta ma proprio il teatro in genere, sia musicale che di prosa. Questo con l’obiettivo di dare un apporto importante  alla crescita culturale della città. L’idea è stata accolta con grande entusiasmo dalle istituzioni umbre che hanno subito appoggiato il nostro progetto. Inoltre il nostro desiderio è quello di far avvicinare i giovani al teatro con una serie di iniziative a cui stiamo lavorando in questo periodo. La Compagnia parte  da Terni, ma ha l’ambizione di calcare i più importanti teatri nazionali.

Ci vorresti parlare a grandi linee della Compagnia e del Cast coinvolto?
La Compagnia Calliope InCanto sarà una compagnia “flessibile”, ossia che cambierà aspetto e personaggi in base al genere teatrale da rappresentare. Per il debutto che avverrà il 29 luglio all’anfiteatro romano di Terni, abbiamo scelto l’Operetta, un genere se vogliamo di nicchia, perché offre al pubblico le tre grandi discipline teatrali: Il canto, la prosa e la danza. E dunque è in grado di accontentare in un unico spettacolo tutti i gusti del pubblico. “Sognando l’Operetta Tour”, su testi di Claudio Pinto Kovačević, è un viaggio attraverso le operette italiane ed europee più belle ed emozionanti. In cui si racconta lo sviluppo musicale dai primi del 900 agli anni 30, quando cederà il passo al musical moderno, dopo averlo fortemente influenzato. Per creare uno spettacolo di simile portata, mi sono affidato ad artisti di grande qualità e competenza ed esperienza, poiché sono davvero pochissimi in Italia coloro che sanno fare questo genere ad alti livelli. Per fare un esempio, con molta facilità si riesce a trovare un soprano che conosce bene Mimì della Bohéme; ma un soprano che conosca bene Nela del Paese dei Campanelli, o la principessa Myosotis di Cin ci la’? Dunque la ricerca si concentra in un campo molto più ristretto. Oltre a me e a Claudio, che è anche il nostro comico-presentatore, figurano nel cast il soprano e soubrette Clementina Regina, affermata artista reduce da successi internazionali , il soprano Emanuela Digregorio, la cui voce angelica conduce il pubblico alle atmosfere sognanti dell’opera lirica; Il corpo di Ballo Calliope InCanto diretto dalla raffinata coreografa e danzatrice Alessandra D’Apice; e, infine, il fiore all’occhiello della Compagnia, L’Ensemble de I Musici d’Euterpe, diretti dall’abile e puntuale Maestro Vincenzo Gardani, che sono ormai una realtà consolidata a Milano e non solo. 

In questo progetto, sei nel cast degli interpreti. Quali sono le tue impressioni nel duplice ruolo di Tenore e  Direttore Artistico?
Essere direttore artistico di un grande spettacolo è una cosa che riempie il cuore di orgoglio, ma anche di grandi responsabilità. Per cui ho dovuto mettere a tacere la mia parte interiore di interprete, che magari avrebbe voluto cantare dell’altro, per anteporre il bene dello spettacolo ai desideri personali. Non dico che non sono contento delle parti che mi sono autoassegnato, anzi! Ma tutto è stato fatto nell’ottica dell’armonia generale e di un apporto intelligente e costruttivo, mettendo da parte ogni divismo personale.

Il vostro intento è anche quello di far avvicinare anche  i giovani. Quali strategie, se così le possiamo definire, hai pensato insieme ai tuoi colleghi, per riuscire in quest’obiettivo
Tra le varie iniziative che potrebbero essere intraprese, sicuramente una molto efficace è quella di portare il teatro nelle scuole. Il teatro non è solo svago e divertimento, ma è anche percorso educativo per i giovani. A teatro i ragazzi cominciano ad imparare e a riconoscersi in questo o in quel personaggio, perché il teatro è la rappresentazione della vita reale. Assistere a uno spettacolo teatrale aiuta il giovane a crescere, a formarsi, e poi, chissà a stimolarlo per diventare egli stesso un artista nel futuro. Un’altra valida iniziativa è quella della scuola di teatro, che intendiamo offrire ai giovani per sviluppare il prima possibile un manifesto talento nel canto , nella prosa o nella danza, con la conseguente possibilità di inserimento nelle nostre produzioni.

Tu sei un tenore che ha calcato i massimi palcoscenici. Tra i ruoli che hai interpretato, a quale sei più legato e perché?
Ho interpretato davvero tantissimi ruoli, sia di Opera che di Operetta in ormai lunghi anni di carriera, però se proprio dovessi sceglierne qualcuno, direi Nemorino dall’Elisir d’amore di Donizetti, e il conte Danilo da La vedova allegra di Lehar. Al primo sono molto legato perché è stato uno dei miei primi successi all’estero, in Repubblica Ceca e in Polonia, ma anche in tanti teatri italiani. Il secondo invece, lo prediligo perché ha sugellato la mia piena maturità artistica anche come attore, oltre che come tenore. Inoltre questi due personaggi sono profondamente antitetici, l’uno opposto all’altro, l’uno timido e romantico, l’altro spavaldo e passionale. Rappresentano per me due aspetti opposti, ma entrambi coesistenti nell’animo di ogni uomo. Ed è sempre una grande soddisfazione umana e professionale quando si riesce ad interpretare con ottimi risultati personaggi tanto differenti.

Chiusa una porta, si apre un sipario” è quello che si legge nella brochure di Sognando l’Operetta Tour. In cosa consiste, per un artista, la magia del sipario? E in cosa consiste, secondo te,  il suo fascino sul pubblico?
Il teatro in realtà è un milione di cose insieme, ed è impossibile elencarle. Una cosa posso senz’altro dirla, che Il teatro è il luogo dove i sogni diventano realtà , si materializzano. E’ l’unico luogo al mondo dove puoi vivere mille vite che non sono le tue, dove attraverso le vicende di ogni personaggio , puoi arrivare a conoscere la profonda complessità dell’animo umano, o almeno provare ad indagarla. Tutto questo si trasforma in emozione, e quando noi ci emozioniamo sul palco riusciamo a trasmettere la medesima emozione al pubblico, che vive, soffre, ride a ama insieme a noi. E’ uno scambio di energie, una condivisione palpabile in piena armonia.

In ultima battuta, puoi rivolgerti ai lettori e al pubblico. Cosa diresti loro, perché vengano a vedere lo spettacolo?
Voglio con tutto il cuore esortare i lettori e il pubblico anzitutto ad andare a teatro. Negli ultimi anni assistiamo a una crisi sempre crescente del teatro a causa di molteplici svaghi, come netflix o altro, che ci seducono nel rimanere a casa. Invece il teatro è un luogo magico, reale, unico, che nessuna IA o realtà virtuale potrà mai sostituire. In particolare invito i lettori che ne abbiano la possibilità a venire a Terni il 29 luglio per vedere il nostro grande spettacolo, fatto di canto, prosa, comicità e danza, una esperienza unica in un sito archeologico millenario, speciale e suggestivo. E per molti, chissà, potrebbe essere una esperienza che gli cambierà la vita.

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