Gae Capitano

Gae Capitano: Adrian Berwick e Maurizio Fabrizio, grazie maestri

Gae Capitano

“La riconoscenza è la memoria del cuore”. Esordisce così Gae Capitano, la firma-rivelazione del momento della musica leggera italiana. L’autore infatti ha cofirmato con Francesco e Max Gazzè “Il Dio delle piccole cose”, uno dei brani più significativi e intensi del nuovo cd già campione d’incassi “Il Padrone della Festa” (Sony Music/Universal Music) del supertrio di assi del cantautorato Niccolò Fabi, Max Gazzè e Daniele Silvestri.
Anni di duro lavoro, trascorsi a testa bassa e cuore aperto, usando l’anima come penna, per Gae Capitano, prima di centrare un obiettivo così importante. Prima le vittorie a kermesse d’essai quali il Premio Panchina, il Premio Sergio Endrigo (per il miglior testo letterario) e “l’ambitissimo Premio Lunezia, nel 2012. Un riconoscimento importante che, – spiega Capitano (http://it-it.facebook.com/gaetano.capitano) – grazie alla sensibilità del suo patron Stefano De Martino, mi ha permesso di entrare in contatto con Adrian Berwick. Discografico illuminato e autentico signore – Co-fondatore con il Maestro Diego Calvetti, del portale Usong.it – ha letto per primo in tempi non sospetti il testo de “Il Dio delle piccole cose”, inserito inizialmente in un pacchetto di canzoni che avevo scritto dopo essere stato contattato dal grande maestro Maurizio Fabrizio”.
Per poi aggiungere: “Adrian mi ha telefonato dicendomi che una scrittura così raffinata era una scelta difficile e ambiziosa, ma a lungo termine avrebbe dato i suoi frutti. Così è stato, auguro lo stesso a tutti i poeti sognatori di canzoni nascosti in ogni dove d’Italia. Lo ringrazio anche per avermi onorato della sua discreta, costante e professionale presenza del dietro le quinte che personalmente mi riguarda in tutti i passi di questo progetto discografico internazionale del supertrio, presenza senza la quale mi sarei sentito ancora più disorientato e fuori luogo”.
Conclude infine Gae Capitano: “Poter firmare un testo per una musica scritta da colui che da oltre trent’anni a questa parte è ritenuto universalmente da sempre da critica e pubblico il più grande compositore italiano è un traguardo che va al di là del sogno, per chi, come me, è cresciuto ascoltando e imparando dalle canzoni immortali che Maurizio Fabrizio ha scritto per voci del calibro di Renato Zero, Toquinho, Antonello Venditti, Eros Ramazzotti, Mia Martini, Al Bano e moltissimi altri. Un Maestro di stile ed eleganza in tutto, proprio come le sue note. Un onore se un brano composto a quattro mani con una figura di tal spessore potesse scrivere un giorno un nuovo capitolo discografico di un grande artista nazionale”, dichiara speranzoso Gae Capitano.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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