Diletta Acanfora live Anema e Core - Capri

Diletta Acanfora: oggi sono “La 1D” e canto il “Twist a Capri”

Dopo averla vista su Rai 1 con Vista Mare, Diletta Acanfora torna alle sue origini musicali con lo pseudonimo “La 1D” e “Twist a Capri”.

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Dalla solarità del piccolo schermo alle calde e travolgenti atmosfere della nightlife caprese. Per Diletta Acanfora questa estate 2026 non è solo la conferma di un percorso televisivo di successo, che l’ha vista grande protagonista su Rai 1 al fianco di Federico Quaranta in Vista Mare, ma segna anche un ritorno a quel primo, mai dimenticato amore: la musica. Firmandosi con lo pseudonimo “La 1D“, lancia Twist a Capri, un brano magnetico che unisce la freschezza della comunicazione cross-mediale all’energia live di Gianluigi Lembo, ambasciatore indiscusso dell’Isola Azzurra.

Tra le firme di Gennaro Coppola e del Maestro Vincenzo Sorrentino, il singolo si candida a colonna sonora della stagione, avendo già infiammato la mitica taverna Anema e Core in un’anteprima memorabile. Abbiamo fatto una chiacchierata con Diletta per farci raccontare questo viaggio tra tradizione, vicoli illuminati dalla luna e quella contagiosa voglia di ballare che solo il twist sa regalare. Ecco cosa ci ha raccontato.

Diletta Acanfora

Diletta Acanfora, bentornata sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”. Quest’anno il pubblico di Rai 1 ti ha apprezzata molto in “Vista Mare” al fianco di Federico Quaranta. Eppure, proprio in questa estate 2026, hai scelto di riaccendere la tua primissima passione artistica firmandoti “La 1D”. In che modo la bambina che ha iniziato a cantare a soli quattro anni ha influenzato la professionista televisiva e cross-mediale di oggi?
«La musica è stata il mio primo linguaggio. Ho iniziato a cantare quando avevo appena quattro anni e, anche se negli anni la televisione è diventata il mio lavoro, quella passione non mi ha mai lasciata. Credo che la bambina che sognava con un microfono in mano viva ancora dentro di me. La televisione mi ha insegnato a raccontare le persone e le emozioni, mentre la musica mi permette di esprimerle in modo ancora più diretto. Oggi queste due anime convivono e si completano, ed è proprio da questo incontro che nasce “La 1D”».

In “Twist a Capri” la tua identità si intreccia con quella di Gianluigi Lembo, che dell’Isola Azzurra e delle sue notti è un vero e proprio ambasciatore. Come è nata questa intesa in studio e come siete riusciti a far dialogare la tua dimensione legata ai media con la sua straordinaria energia da palcoscenico live?
«Con Gianluigi è stato tutto molto naturale. Lui porta con sé l’anima più autentica di Capri, la sua storia musicale, la sua energia e il suo modo unico di vivere il palcoscenico. Io arrivo da un percorso diverso, fatto di televisione, comunicazione e musica. In studio abbiamo trovato subito un equilibrio: ci siamo ascoltati, divertiti e abbiamo cercato di mettere insieme due mondi apparentemente lontani, ma che condividono la stessa voglia di regalare emozioni. Penso che questa spontaneità si percepisca anche nel brano».

Gianluigi Lembo e La 1D

Il brano, firmato da Gennaro Coppola e dal Maestro Vincenzo Sorrentino, gioca con le sfumature e la spensieratezza del twist. In un’isola che ha visto Peppino Di Capri diventare il re indiscusso di questo genere negli anni Sessanta, come avete affrontato la sfida di reinterpretare questo ritmo in chiave moderna senza perdere l’autenticità della tradizione caprese?
«Quando si parla di twist e di Capri si entra in una tradizione importantissima, che merita grande rispetto. Non volevamo imitare il passato, ma rendergli omaggio con uno sguardo contemporaneo. Grazie al lavoro di Gennaro Coppola e del Maestro Vincenzo Sorrentino siamo riusciti a mantenere quell’atmosfera leggera, elegante e spensierata che ha reso grande questo genere, aggiungendo però sonorità e una sensibilità più vicine al pubblico di oggi».

Avete scelto di presentare il singolo in anteprima proprio all’Anema e Core, la taverna simbolo della nightlife internazionale, e la reazione del pubblico è stata travolgente tra cori e balli scatenati. Che effetto fa vedere una canzone nata in studio trasformarsi istantaneamente, fin dalla prima esibizione, in un’esperienza collettiva così fisica e partecipata?
«È stata un’emozione difficile da descrivere. Fino a quel momento “Twist a Capri” era una canzone che viveva dentro lo studio di registrazione; vederla prendere vita all’Anema e Core, con le persone che cantavano, ballavano e sorridevano già dal primo ascolto, è stato qualcosa di straordinario. In quel momento ho capito che la musica smette di appartenere a chi la interpreta e diventa di tutti. È probabilmente il regalo più bello che un artista possa ricevere».

Il testo della canzone racconta un inseguimento romantico tra i vicoli di Capri e le sue notti di luna. Ora che il brano è approdato in radio e sulle piattaforme digitali, qual è l’emozione o l’immagine più forte che speri rimanga impressa in chi ascolterà “Twist a Capri” durante i viaggi di questa estate?
«Spero che chi ascolterà “Twist a Capri” possa portarsi dentro una sensazione di leggerezza. Viviamo in un periodo in cui spesso siamo travolti dalla frenesia e dalle preoccupazioni; questa canzone, invece, vuole regalare qualche minuto di spensieratezza, far venire voglia di ballare, di sorridere e magari di innamorarsi. Se ascoltandola qualcuno riuscirà a sentirsi, anche solo per tre minuti, in una notte d’estate tra i vicoli di Capri, allora avremo raggiunto il nostro obiettivo».

Su Alex Vitali

Giovanissimo salernitano, redattore di cultura, spettacolo e arti visive. La sua scrittura si nutre delle sue due più grandi passioni: la fotografia, che gli ha insegnato a guardare la realtà con occhio critico e creativo, e il mondo dello spettacolo, di cui ama esplorare le quinte e i protagonisti. Con un approccio fresco, moderno e digital-native, cura rubriche e approfondimenti offrendo ai lettori un racconto visivo e testuale vibrante e sempre sul pezzo.

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