La mia Queen
Cover di "La mia Queen"

Shoker MC: ecco “La mia Queen”

Parliamo oggi di La mia Queen e del compositore e musicista, Fabrizio Campanelli, particolarmente attivo nell’ambito della composizione di musica per immagini. Ha scritto per il cinema colonne sonore per film fra cui “Come diventare grandi nonostante i genitori“ (Walt Disney, 3zero2, L. Lucini), con cui è stato candidato al David di Donatello 2017, “Nemiche per la pelle” con Margherita Buy e Claudia
Gerini, “Solo un padre”, con cui è stato candidato al David di Donatello, ai Nastri d’Argento e al Golden Graal nel 2009.

Dal 4 Novembre torna su tutte le piattaforme digitali con il singolo “La mia Queen” di Shoker MC che ha scritto con Vito Lo Re – con cui lo ha anche coprodotto – e Fabio Riccio.

Fabrizio Campanelli, benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo. “La mia Queen” è la canzone originale scritta per la colonna sonora di “Io sono abisso”, il nuovo film di Donato Carrisi tratto dall’omonimo romanzo edito da Longanesi al cinema dal 27 ottobre. Cosa dobbiamo aspettarci da questo brano in termini di testo e sonorità?

Innanzitutto un coinvolgimento istintivo, immediato, che porta a sentirsi “dentro” la canzone sia in termini testuali che musicali e che conduce alla sensazione di essere davanti all’ascolto di un qualcosa di forte e di accattivante. Quando Vito Lo Re, che ha composto la colonna sonora del film, mi ha coinvolto nel progetto della canzone, è apparso subito chiaro l’obiettivo di portare un linguaggio, il rap, che ha rima e ritmo come componenti fondamentali nel territorio più evocativo, tridimensionale e visionario tipico del linguaggio cinematografico e delle colonne sonore.

Che lavoro artistico c’è stato dietro dall’idea di fondo alla composizione?

“La mia Queen” nasce come canzone originale per una scena del film in cui la protagonista vive una situazione davvero molto dura; il primo passo quindi è stato inquadrare con Vito Lo Re lo spazio narrativo in cui era necessario muoversi per rendere la canzone, che è suonata nel film durante una festa che si svolge in una villa, allo stesso tempo funzionale alla scena e narrativamente rappresentativa di un flusso emotivo più profondo, parallelo alle vicende del film e con molteplici piani di lettura. I chiaroscuri dell’anima sono entrati con forza, anche grazie al contributo di Fabio Riccio, nell’ambientazione linguistica e sonora del brano che è figlio dell’ambientazione fortissima del film e della sua tematica disorientante.

Ci racconti qualche curiosità sul video della canzone in anteprima esclusiva su Sky TG24 Web il giorno 10 Novembre?

La fotografia dei contrasti presenti nella canzone riflette la dinamica degli opposti che è alla base dello scorrere della vita psicologica dell’individuo. Se nel film l’impossibilità di elaborare questo scontro prende la direzione decisiva della morte, nella canzone si ristabilisce invece nell’ambito della consapevolezza e dell’elaborazione per condurlo in un territorio quantomeno di possibile evoluzione. Shoker quindi svolge un confronto con se stesso che parte proprio da uno dei luoghi chiave dove è girato il film, sul lago di Como, e si muove in spazi e ambienti che sono metafora di quelli del film e che sono, ancora prima che ambienti fisici, spazi della coscienza.

In chiusura, hai all’attivo molti brani per campagne pubblicitarie di marchi celebri e sigle televisive. La musica nella comunicazione pubblicitaria segue le stesse dinamiche delle colonne sonore per film oppure se ne discosta?

Le dinamiche sono le stesse nella misura in cui in entrambi i casi l’obiettivo primario è veicolare una narrazione che coinvolge una molteplicità di sensi e di significati che devono essere colti e introiettati istintivamente e irrazionalmente dallo spettatore/ascoltatore e che contribuiscono in modo rilevante, se non decisivo, alla costruzione dello scenario che si costruisce nel suo inconscio e che è allo stesso tempo strumento e arma del compositore. Ciò che differisce è la dimensione temporale in cui si costruisce l’arco narrativo e lo sviluppo del messaggio, dimensione che influisce notevolmente anche sul linguaggio. Ma in entrambi i casi ciò che rimane rilevante e decisivo è, alla fine, il feedback del pubblico.

Autore: Francesca Ghezzani

Giornalista, addetto stampa, autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici. In passato ha collaborato con istituti in qualità di docente di comunicazione ed eventi.

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