Melania Dalla Costa, i suoi personaggi e il suo charme

Incontriamo nuovamente Melania Dalla Costa. Dopo essere stata protagonista de La Gazzetta dello Spettacolo Magazine qualche mese fa, eccola che torna a parlarci del suo nuovo progetto.

Melania Dalla Costa. Foto di Maria La Torre
Melania Dalla Costa. Foto di Maria La Torre

Bentornata Melania Dalla Costa. I Sogni Sospesi è il tuo ultimo lavoro, che ti vede come ideatrice, co-sceneggiatrice e protagonista. Da cosa nasce questo bellissimo titolo?

Il titolo nasce da un mio viaggio a Tokyo nel 2015. Lì ho visitato la Tokyo Tower, all’ultimo piano si trova uno spazio dove si può meditare e pregare. In questo posto ci sono dei cuori in legno dove tante persone e artisti ci hanno scritto dietro i loro sogni, poi davanti li hanno firmati e poi appesi in alto su degli appositi ganci. Anch’io ho il mio cuore lì. Tutti pregano davanti ai sogni di tanta gente, ed ecco da dove nasce il titolo. Alla fine del film appare una frase che ho scritto io che è il risultato di questa esperienza: I Sogni sono la forma migliore e futura di noi. (Tokyo 2015). Per raggiungere i nostri sogni evolviamo in qualcosa di migliore, sono un faro presente che ci indica la via.

E la voglia di scrivere la sceneggiatura? Parlami della storia e del tuo personaggio.

Locandina I sogni sospesi

Ho ideato I Sogni Sospesi è scritto la sceneggiatura che ha vinto il bando Imaie 2017, in seguito è stata rivista insieme alla regista Manuela Tempesta. Con Manuela è nata anche una meravigliosa amicizia, lei è una professionista e una persona sensibile e gentile. La presenza di Manuela è stata fondamentale per la realizzazione del progetto, senza di lei non sarei mai riuscita a portarlo a casa!

Il mio personaggio è Marlène, è una bellissima e inquieta artista francese che esprime il suo talento creativo dipingendo, con il corpo nudo, una tela bianca appesa in un casolare. La ragazza è fuggita dal suo paese d’origine insieme a sua sorella Sophie, che cerca di starle sempre vicino e la sostiene giorno dopo giorno. Il loro passato è segnato da un terribile segreto…Un evento accaduto tempo prima che le ha profondamente segnate, costringendole a scappare in Italia. Le due sorelle si nascondono in un mulino in mezzo alla campagna, mangiano ciò che trovano, si lavano nel fiume. Per il “trauma” subito – legato al “segreto” che celano le due sorelle. Marlène soffre anche di attacchi di panico. Una mattina, i frammenti della memoria riemergono nella mente di Marlène. Mentre la giovane dipinge con il corpo la sua tela, la verità viene alla luce: Marlène è stata vittima di una brutale violenza fisica proprio dal suo più grande amore ed è riuscita a salvarsi solo grazie all’aiuto di Sophie, che ha colpito l’uomo alle spalle. Nonostante la fuga, però, Marlène ha iniziato a star male, il “buio l’ha raggiunta” e ha tentato il suicidio nelle acque di un fiume. Anche in questo caso, l’aiuto di Sophie e il suo supporto è stato fondamentale per “ricominciare a vivere”.

Eppure, il passato sembra non volerla lasciare in pace e torna a cercarla. Un’oscura presenza maschile inizia a pedinare le due sorelle Fino a quando, la “presenza” entra nel mulino e aggredisce di nuovo Marlène, tentando di violentarla, ma questa volta non la farà franca, questa volta l’uomo pagherà per tutto il male che ha fatto. Alla fine, nello stesso fiume in cui ha cercato di togliersi la vita, Marlène s’immerge nell’acqua per purificarsi e per ritrovare se stessa, la sua vita, perchè “tutto continuerà a scorrere, come l’acqua del fiume”. Il mio personaggio è molto fisico e allo stesso tempo molto spirituale: un essere poetico!

Come sei riuscita a gestire la realizzazione del film avendo tutte queste mansioni ?

É stato difficilissimo e impegnativo, però le cose facili non mi piacciono. Ho bisogno sempre di nuovi stimoli. Nel film i pensieri di Marlène si materializzano attraverso la voce narrante, che è sempre la mia voce, un lavoro che ho fatto dopo le riprese. La lingua del film è l’italiano e il francese e la voce narrante è in italiano con l’accento francese. È stata una bella prova! 

I Sogni Sospesi lo hai anche prodotto, c’è stata una forte motivazione? 

La tematica del film è la violenza contro le donne ed è stato prodotto per sensibilizzare l’opinione pubblica. I Sogni Sospesi, finalista a Los Angeles Cine Fest, è stato creato per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le Donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo. I Sogni Sospesi è stato proiettato, in occasione della Festa della Donna, al Cinema Apollo 11 a Roma, appunto perché è contro la violenza sulle donne. 

Ultimamente abbiamo visto Melania Dalla Costa legata ad una iniziativa di Save the Children legata alla guerra in Siria. Di cosa si tratta?

Sono sensibile a questo tema. Varie volte sono stata nelle Filippine e ho portato con delle zattere riso, acqua e vestiti al villaggio dei Pescatori, una lingua di sabbia in mezzo al nulla. I bambini non indossano nemmeno la biancheria e gli abitanti bevono l’acqua dell’oceano. Save the Children mi ha proposto di partecipare al The Red Party in occasione dell’ Anniversario della guerra in Siria. In occasione del suo Centenario, Save the Children ha lanciato la campagna globale Stop the war on children per dire basta alle sofferenze che milioni di bambini sono costretti a subire nei paesi in guerra. Il 15 marzo 2019 segnava il compimento dell’ottavo anno dall’inizio di questa tragedia.

Il Red Party è una serata speciale: i fondi che sono stati raccolti nel corso dell’evento, infatti, finanzieranno i progetti di Save the Children per fornire protezione, cure e istruzione ai bambini che vivono in paesi in conflitto o che fuggono dagli orrori della guerra. Otto anni di violenze, distruzione e brutalità che continuano a rappresentare la terribile quotidianità per tanti, troppi bambini che sono stati di fatto derubati della propria infanzia.

Dopo 8 anni dal conflitto, 4 milioni di bambini non conoscono altro che la guerra. 1 su 2 ha bisogno di assistenza umanitaria, 1 su 3 è senza scuola e almeno 2,5 milioni sono sfollati all’interno del Paese. Più di un terzo dei bambini siriani si sente sempre o frequentemente angosciato, insicuro e solo. Pur profondamente segnati dalle conseguenze di violenze e distruzione, conservano la fiducia nel futuro e nella possibilità di ricostruire il loro paese, ma chiedono al mondo pace, stabilità e istruzione. Credo che esistiamo per essere utili agli altri e per aiutare i più deboli, altrimenti le nostre vite non avrebbero senso.

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