Juliette Pierce - Everlasting

Everlasting, di Juliette Pierce

Intervista esclusiva alla giovanissima autrice Juliette Pierce, sul suo libro successo che prende il titolo di “Everlasting”.

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Arriva in libreria, il romanzo bestseller Amazon Francia top100 “Everlasting” della giovane autrice Juliette Pierce è arrivato in Italia grazie a Edizioni Piuma, con la traduzione di Alessandra Florio.

Sempre più connessi, sempre più esposti sul web e sui social, viviamo in un continuo assottigliamento della privacy e della nostra identità. Le informazioni su di noi sono facilmente reperibili controllate e sfruttate a fini commerciali. Ma non deve spaventare questo mondo, bisogna imparare a mapparlo e a capire dove ci troviamo o con chi abbiamo a che fare. L’importante, al momento, è saper gestire meglio cosa vogliamo far sapere di noi. La sfida è di riuscire a mantenere una propria capacità decisionale e non lasciarsi impigrire dai software che ormai elaborano davvero di tutto.

Questi sono alcuni degli interrogativi che Edizioni Piuma si è posta durante la ricerca di nuove storie da pubblicare e le risposte sono arrivate proprio quando ha ascoltato la trama di questo libro.

In questa intervista sentiamo la voce della stessa autrice francese.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo a Juliette Pierce, sei una giovane studentessa, ma con il tuo primo libro hai già raggiunto grandi traguardi. Come è nata l’idea di Everlasting?
Volevo partecipare a un concorso di scrittura su una piattaforma online il cui tema era “destino”. Essendo innamorata della fantascienza e, soprattutto, avendo seguito un mio percorso scolastico sul mondo e competenze digitali, nella scrittura ho subito voluto mescolare destino, amore e intelligenza artificiale!

Come nasce la passione per la letteratura distopica e la fantascienza?
È difficile trovare un momento esatto perché mi sento come se vivessi sempre con questa passione, ma penso di aver davvero sviluppato un interesse prima con i romanzi di Isaac Asimov, che hanno dimostrato che si poteva combinare la passione per la scienza e la finzione allo stesso tempo, ma anche grazie a tutti quei romanzi distopici per giovani adulti che hanno reso popolare il genere (Hunger Games, Uglies, Midnighters, Divergent…).

Assomigli ad As, la protagonista?
Gran parte delle mie fragilità adolescenziali fanno parte della protagonista, ma non è uguale a me. Ho cercato di renderlo un personaggio accattivante e dare una connotazione più “universale” ai suoi dolori e dolori. Anche se non si esprime allo stesso modo mio, tutti una volta abbiamo litigato con i genitori, oppure abbiamo avuto paura di essere respinti o giudicati, di essere soli… Questo è ciò che ci rende umani.

Il mondo di Everlasting è ricco e complesso, cosa c’è della società reale di oggi rispetto a quella che descrivi nel libro?
Ho cercato di creare un mondo complesso, polarizzando il mio punto di vista. Infondere consapevolezza ecologica è stato importante per me, ma questo non ha soppiantato il mio messaggio principale: una riflessione sulla digitalizzazione quasi costante dei nostri scambi e dei nostri rapporti, soprattutto con l’attuale pandemia. Non credo di avere una buona risposta o di poter giudicare, perché i social network in particolare mi hanno permesso di mantenere il contatto con i miei cari. Non voglio essere un’ipocrita in nessun momento. Spero solo di far riflettere la gente su questi problemi. Bisogna mettersi in discussione. Una riflessione non ha lo scopo di portare sempre a qualcosa, ma alimentarla è importante.

Ci sono molti studi scientifici sull’amore, su quale parte del cervello nascono i sentimenti, sulla base chimica dell’attrazione… quanto pensi si possa spiegare razionalmente il sentimento dell’amore?
Sono divisa a metà. Ho studiato scienze, quindi questa parte di me crede ferocemente nella “chimica dell’amore”. Il mio lato romantico, di anima appassionata quale sono, pensa al contrario che ci sia qualcosa di più, una scintilla che non può essere spiegata. Proprio come la vita, che al momento non siamo in grado di creare, eppure è “scientificamente spiegabile”.

Infine, se il tuo libro diventasse un film, chi sarebbero gli attori?
“Diamo forma ai nostri strumenti e successivamente i nostri strumenti ci modellano”. Marshall McLuhan. Gli strumenti digitali (come tutti gli strumenti del genere) ci modellano come esseri umani, ma modellano anche le nostre responsabilità. È quindi nostro dovere formare ed educare i più giovani (e i più anziani) sul loro uso. Penso che la letteratura o il cinema siano buoni mezzi di discussione e di riflessione per un giovane. In ogni caso, so che mi hanno addestrato quando avevo la loro età. Altre questioni verranno sicuramente più tardi, e sarà il ruolo dei prossimi romanzi e/o autori a sollevarle. Tuttavia, possiamo constatare che alcuni problemi rimangono attuali nonostante gli anni che passano, come 1984, Fahrenheit 451 o Il Ciclo dei robot. E non c’è nemmeno bisogno di andare così lontano per trovare, ad esempio, a Hunger Games una bella analisi del mondo del reality TV, che oggi fa il grande passo sul tempo libero dei “giovani”.

Everlasting, di Juliette Pierce è tra i libri più letti oggi su Amazon.

Su Francesca Ghezzani

Giornalista, addetto stampa, autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici. In passato ha collaborato con istituti in qualità di docente di comunicazione ed eventi.

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