Silvia Messa e Lucia Tilde Ingrosso

Dal manoscritto al bestseller, di Silvia Messa e Lucia Tilde Ingrosso

Intervista a Silvia Messa e Lucia Tilde Ingrosso per il libro “Dal manoscritto al bestseller. 10 passi per il successo del tuo libro”.

La formula magica per un bestseller? Esiste, peccato che nessuno la conosca. In compenso, ci sono un sacco di tattiche e strategie per oliare la macchina editoriale. A parlarcene sono le giornaliste e scrittrici Silvia Messa e Lucia Tilde Ingrosso nel loro libro “Dal manoscritto al bestseller. 10 passi per il successo del tuo libro” (‎Laurana Editore).

Silvia Messa e Lucia Tilde Ingrosso, benvenute sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”. Veniamo subito al nocciolo della questione… Scrittore: si è o si diventa?
Lucia: «Il talento è innato, ma il mestiere si coltiva. Probabilmente, se non hai una predisposizione, non arriverai mai a scrivere un capolavoro. Ma, nella maggior parte dei casi, più che di arte parliamo di mestiere, appunto. E il mestiere si impara. Chi riconosce dentro di sé una forte esigenza di esprimersi attraverso la parola scritta può sicuramente fare un bel percorso per migliorarsi. E trovare le parole giuste».
Silvia: «Mio padre mi diceva sempre: tutti possono imparare a disegnare. Poi c’è chi nasce Michelangelo. Vero è che alla scrittura ci si educa, con letture e letture, prove di scrittura, imparaticci di genere e trame sempre più impegnative. Fondamentale apprendere le regole base, grammatica, sintassi, l’arte del dialogo, assimilare lo stile di chi scrive bene per elaborare il proprio, conoscere i trucchi del mestiere, fare tanta pratica».

Una piccola provocazione… Non avete la sensazione che spesso sia sottile il filo tra pensare di saper scrivere perché siamo stati alfabetizzati e saper scrivere perché davvero talentuosi?
Lucia: «E’ questo il punto. A nessuno di noi, salvo inclinazioni e studi specifici, verrebbe mai in mente di comporre una sinfonia o dipingere un affresco. E invece tutti abbiamo imparato a scrivere e pensiamo di poter fare gli scrittori. Ma i veri scrittori padroneggiano lo strumento a un livello più alto. Praticano, amano e rispettano la scrittura. E pubblicano solo quando pensano che il loro lavoro abbia un vero valore».
Silvia: «C’è molta presunzione e ingenuità. Non dobbiamo temere l’autocritica e la critica. Lasciamo decantare i frutti delle nostre fatiche letterarie, rileggiamoli con lucidità, affidiamo i nostri scritti a qualcuno che ami leggere e abbia una buona cultura di base. I nostri beta rider sono preziosi alleati per una prima valutazione del nostro talento e di quello che può produrre».

Quali sono gli errori più comuni che un esordiente o emergente commette al momento della pubblicazione e della successiva promozione?
Lucia: «La fretta e la vanità sono i peggiori consiglieri. Spesso si pubblica più per ansia di apparire che non per reale esigenza di condividere testi con un alto valore aggiunto. Una delle fattispecie più frequenti è quella di chi esce con il primo editore disponibile (a volte anche a pagamento) e poi non fa nulla per promuovere il proprio libro. A questo punto, la conclusione è nota: nessuno ne parla, lo recensisce, lo legge. E invece bisogna selezionare con cura l’editore e impegnarsi a fondo nella promozione, online e dal vivo».
Silvia: «La sciatteria, la mancanza di una puntuale e severa revisione della forma e della tenuta di trama e personaggi. L’affidarsi a editori che vogliono solo lucrare sull’ambizione di un esordiente e non lo supportano nell’editing e nella promozione. Meglio, allora, pubblicare parte delle proprie opere su un portale che permetta di condividere contenuti, testare se stessi e i propri lettori e crearsi una community di sostegno».

Cosa pensate dell’attuale panorama editoriale tra oneri e onori, vizi e virtù, ostacoli e opportunità, comprese le strade alternative dell’autopubblicazione, il crowdfunding, le piattaforme di condivisione? Inoltre, che tipo di scrittura oggi dimostra una particolare vitalità?
Lucia: «Il panorama è desolante, specie in Italia. Tutti vogliono scrivere e pochi leggono. Oggi non è più un problema “pubblicare”. Grazie ad Amazon e ad altre piattaforme, si può arrivare nelle librerie più fornite e popolari del mondo con un click e gratuitamente. Ma, a quel punto, la vera sfida è farsi conoscere. Le alternative all’editoria tradizionale sono varie e alla portata di tutti. A patto di avere un testo di valore e la disponibilità a impegnarsi in prima persona per far conoscere il libro. Tante strade, ma nessuna scorciatoia».
Silvia: «Davvero, promuoversi e farsi conoscere è la parte difficile. Non si tratta solo di applicare qualche strategia di marketing o pagare chi lo faccia per noi. Si tratta di dedicare tempo ed energia ogni giorno a capire come muoversi, crearsi una rete di conoscenze fra scrittori e appassionati, da cui si generano spesso delle opportunità. Trovo un particolare rigoglio nella scrittura romantica, in tutte le sue varianti dai nomi fantasiosi e scivolate nel dark. E nel giallo noir, che acchiappa sempre».

Voi, personalmente, in veste di lettrici da cosa vi fate convincere nell’acquisto di un’opera?
Lucia: «Dall’autore, in primis. Ho tantissimi amici scrittori, e solo per leggere loro mi va metà dell’anno!».
Silvia: «Confesso che a volte mi faccio stregare dal titolo, dalla copertina e dall’estratto in quarta. Poi guardo le alette o la parte dove si parla dell’autore o autrice, se non lo conosco. E se continuo a sentirmi intrigata, compro. O per me o per regalare il libro a qualche persona cara».

Avete raccolto la voce di 50 professionisti dell’editoria e i loro preziosi consigli. Come li avete scelti in fase di stesura?
Lucia: «E’ stato un work in progress. In origine, non avevamo pensato di coinvolgere dei contributor. Poi, affrontando i vari temi, abbiamo sentito il bisogno di far parlare gli addetti i lavori, che avevano competenze ed esperienze specifiche. Da qui l’idea di interpellare scrittori (Maurizio de Giovanni, Barbara Baraldi, Sandrone Dazieri, Chiara Moscardelli…), ma anche editor, uffici stampa, produttori cinematografici, librai… Ogni volta che c’era un tema da approfondire, abbiamo cercato il professionista che avesse dei consigli pratici da dare ai lettori. E così, per raccontare come trarre uno spettacolo teatrale dal proprio libro, abbiamo coinvolto Simona Capodanno. La giallista Anna Allocca, invece, ci ha spiegato come ha realizzato una serie podcast a partire dai suoi romanzi. E così per tutti gli argomenti. Poca teoria, molta pratica sul campo».
Silvia: «E’ il vizio del giornalismo. Non basta pensare una certa cosa, anche basandosi sulle proprie esperienze o studi, bisogna trovare fonti autorevoli e affidabili per avvalorarla. Poi, c’è il valore del contatto umano che dà succo e verità ai consigli. E il lettori-autori questo lo sentono. Anche se la “fonte” non è uno scrittore di grido».

Un’ultima curiosità. Del libro è stato parlato tanto e bene dalla critica, però da chi vorreste ricevere a vostra volta una recensione o un consiglio letterario che ancora non sono arrivati?
Lucia: «Avevamo chiesto un consiglio ad Alessandro Baricco, così vicino ai giovani e alla formazione. È stato molto gentile, ma impossibilitato a partecipare. Ecco, un contributo da parte di un intellettuale come lui sarebbe stato davvero prezioso».
Silvia: «Vorrei capirne di più sul mondo dei giovani autori che si autopubblicano, entrare in profondità in generi e sottogeneri, con la guida di un esperto di questo tipo di produzione, che abbia già esplorato il vivaio degli scrittori emergenti».

Su Francesca Ghezzani

Giornalista, addetto stampa, autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici. In passato ha collaborato con istituti in qualità di docente di comunicazione ed eventi.

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