Laura Scaramozzino - Dastan

Dastan verso il mare, di Laura Scaramozzino

Mondi fantastici per giovani lettori, tra distopie e fantascienza con il libro Dastan verso il mare di Laura Scaramozzino.

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Torniamo a parlare di mondi fantastici per giovani lettori, tra distopie, ucronie, fantascienza e steampunk con il libro Dastan verso il mare di Laura Scaramozzino.

Benvenuta Laura Scaramozzino, il tuo background era per un pubblico adulto, come sei riuscita ad affrontare la scrittura per un target di lettori anagraficamente più giovane?
Ho letto molta letteratura per ragazzi e ho cercato di affrontare argomenti, a volte anche spinosi, come la guerra con gran delicatezza. La scrittura cambia perché nulla viene dato per scontato. I ragazzi, inoltre, amano le immagini particolarmente evocative, ma mostrate senza troppi orpelli. Importante, secondo me, è rendere avvincente e avventurosa la vicenda narrata.

Ci fai meglio conoscere Dastan e i personaggi collaterali?
Dastan è bambino che ha perso tutto. È insicuro, timoroso, ma al tempo stesso ha una gran voglia di ricominciare. Nonostante la guerra, e la perdita dei suoi cari, non ha smesso di credere nel futuro e negli affetti. Qualche volta fa un po’ fatica, ma per fortuna in suo aiuto arriva Adel: una ragazzina forte, determinata, che non perde mai la sua dolcezza e la speranza. Gli altri personaggi principali sono Ilyas, Rustem e Samat. Ilyas è un custode della vita, un ragazzo che, con altri amici, ha deciso di salvare gli ultimi bambini rimasti sulla terra. Non parla molto, è piuttosto riservato, eppure farebbe qualsiasi cosa per salvare la vita di Dastan e dei suoi compagni. Rustem è un ragazzo chiuso, un po’ scorbutico a volte, ma è abilissimo nel lavoro manuale. Pur essendo apparentemente rude, è in grado di mostrare una premura e una dolcezza sorprendenti. Samat, infine, è un po’ il giullare del gruppo. Scherza spesso, parla un po’ troppo e qualche volta è incosciente. In fondo, però, è un ragazzo che cerca di mascherare il proprio dolore con l’allegria, anche se un po’ forzata.

Perché è una storia di rinascita e di fiducia?
Perché ne abbiamo sempre bisogno e anche perché con questo tipo di storie ci sono cresciuta. Erano gli anni della guerra fredda e io, oltre a leggere tanto, guardavo le serie animate giapponesi. Quando vidi Conan il ragazzo del futuro, me ne innamorai. Tempo dopo, lessi persino il libro da cui era stato tratto. I giapponesi hanno raccontato spesso storie post apocalittiche o distopiche. Per loro, forse, era un modo per esorcizzare la terribile esperienza della bomba atomica. Negli anni Ottanta, poi, la minaccia di una guerra nucleare era sempre presente, almeno nell’immaginario collettivo. Consideriamo l’impatto che ebbe l’esplosione della centrale di Chernobyl nell’86.

Trovi quindi che il messaggio che desideravi dare in tempi non sospetti, ovvero prima dell’arrivo della pandemia, sia oggi quanto mai attuale?
Sì, senz’altro. Per un motivo o per l’altro non ci si sente mai troppo al sicuro. La distopia ha il valore del monito, indubbiamente. S’immagina il peggio per prevenirlo, forse, o per stigmatizzarlo, chissà. Di sicuro, qualsiasi sia il futuro che ci aspetta, non possiamo far altro che affidarci alla consapevolezza e alla cooperazione.

Infine, se dovesse esserci una trasposizione cinematografica, a chi affideresti la regia e quali attori vedresti adatti a calarsi nei panni dei tuoi personaggi?
Qui torniamo al discorso che facevamo prima. Il mio sogno più grande sarebbe una trasposizione animata del grandissimo Studio Ghibli.

Dastan verso il mare, di Laura Scaramozzino è tra i più letti di Amazon oggi.

Su Francesca Ghezzani

Giornalista, addetto stampa, autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici. In passato ha collaborato con istituti in qualità di docente di comunicazione ed eventi.

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