Arcobaligia, il primo libro per ragazzi di Giovanni Coccia

Uscito da pochissimi giorni, il libro “Arcobaligia” del giovane scrittore Giovanni Coccia è l’ultima novità editoriale di Edizioni Piuma.

Giovanni Coccia con il libro Arcobaligia
Giovanni Coccia con il libro Arcobaligia

Distribuita sul mercato nazionale, questa opera suggerita per un pubblico di lettori dai 9 anni in su racconta la storia di Arturo, un bambino che vive con sua nonna ad Arcobaligia e che, per superare la monotonia di una città colpita da un tremendo anatema, trascorre le giornate disegnando e guardando fuori dalla finestra, fantasticando su un mondo pieno di colori.

Giovanni Coccia, sei un giovane scrittore di 24 anni, laureato in Lettere Moderne e poi specializzatosi in tecniche di narrazione frequentando la Scuola Holden di Torino. Perché hai deciso di scrivere racconti per bambini, albi illustrati, filastrocche, libri per ragazzi?

Perché mi piace dialogare con i bambini, fantasticare e guardare le cose con i loro occhi sognanti. Capita a volte che si accenda una fiamma dentro di noi e si senta l’urgenza di dire qualcosa: anche a me è successo e la fiamma mi ha portato qui, nel mondo dell’infanzia. Le filastrocche invece, mi sono sempre appartenute.

Che lettore eri da bambino?

Mi immergevo nelle storie, completamente. E una volta chiuso il libro, non smettevo di esplorare quei mondi di cui avevo appena letto. Per me il libro era, ed è tuttora, un oggetto magico a portata di mano.

Troviamo qualcosa di autobiografico in Arturo? Vuoi raccontarcene i tratti salienti e, senza spoilerare, la storia che lo vede protagonista?

Arturo nella storia percorre un viaggio di crescita interiore ed esteriore. Arcobaligia è una città priva di colori, lui trova una scatola di matite e decide di mettersi in gioco per rompere la maledizione.

C’è un po’ Arturo non solo in me, ma in ognuno di noi: quando guardiamo fuori dalla finestra e sogniamo ad occhi aperti, quando sfidiamo il grigiore della vita quotidiana, quando riscopriamo il passato e gli diamo valore nel presente. Dentro la storia ci sono temi che mi appartengono, ma che ritengo universali.

Quanto è importante la creatività?

Tantissimo. È una chiave fondamentale per conoscersi e riflettere sul mondo che ci circonda. Per me la creatività è una costante per affrontare i problemi, vederli da una diversa prospettiva. È anche un modo per dialogare con il mondo: ed è proprio quello che fa Arturo nella storia.

Un altro pregio del libro sono le bellissime illustrazioni di Marco Cerminara che accompagnano la storia dal grigio del mondo fino all’esplosione dei colori. Avete lavorato in tandem unendo la sapiente arte della scrittura a quella dell’illustrazione?

Marco, ascoltando la prima bozza di Arcobaligia, è rimasto catturato dalla storia. Dobbiamo farlo insieme, ci siamo detti. Da lì si è iniziato a lavorare in sinergia, confrontandoci sia sul testo che sulle illustrazioni. È stato bello. Marco ha un tratto particolare, mai banale. Di lui ho apprezzato molto il modo in cui ha saputo interpretare l’atmosfera della storia, assecondando quell’aura magica che pervade tutto il libro, dalla prima pagina all’ultima.

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