Francesca Barra

Intervista a Francesca Barra: ” Voglio credere che qualcosa di straordinario accada”

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Francesca Barra è una giornalista, scrittrice, conduttrice televisiva. Francesca Barra è una mamma, una moglie, e ancora figlia, ancora nipote. Il suo ultimo romanzo       ” Verrà il vento e ti parlerà di me” racchiude i valori e l’amore per la famiglia di due donne vere e coraggiose che assomigliano a Francesca nella delicatezza e semplicità. La Gazzetta dello Spettacolo incontra Francesca Barra e con lei inizia un viaggio verso il suo mondo. Un mondo fatto di cose vere, pulite e oneste.                 

 Ho appena finito di leggere il tuo romanzo ” Verrá il vento e ti parlerá di me”. Una storia intensa, semplice e vera, che parla del grande amore tra una nonna e sua nipote. Che rapporto hai avuto con le tue nonne? 

La nonna paterna calabrese, si chiamava Angelina. La nonna materna, che oggi ha novantatreenni, Emma è bolognese. Mia figlia si chiama Emmaangelina. Perché volevo trasmetterle tutta la forza, l’energia, la tenerezza e la bellezza di cui erano e sono portatrici, nella mia vita.

Nel romanzo, la giovane Caterina, dopo aver scelto di trasferirsi a Roma per studiare, decide poi di ritornare nella sua Basilicata e aprire un ristorante in onore della nonna. Ho amato davvero tanto quel capitolo. Quale messaggio hai voluto dare ai giovani raccontando questa coraggiosa scelta? 

Molti giovani hanno smesso di sognare. Di fare progetti, di lanciarsi, di credere in loro stessi. Eppure spesso basta un’idea, associata all’impegno, per far germogliare il talento. Vorrei che qualcuno tornasse ad mostrare loro la strada. A metterli in condizione di non sentirsi più vittime della burocrazia, dello Stato, delle banche.

 “Perché si dice che tutto passi da lì: gioia, forza, dolore, paura. Dalla mamma. ” Questa é una delle frasi del libro che piú mi hanno affascinata e colpita. Tu, Francesca, che mamma sei con i tuoi figli e che mamma ti immagini di essere quando i tuoi figli avranno l’etá di Caterina? 

Non so che mamma sarò, ma i miei figli mi hanno restituito uno sguardo morbido sul mondo. Più tondo, più elastico. Tenero. Con loro ho un rapporto di grande complicità, soprattutto con il grande con il quale posso fare diverse cose, grazie all’età. Viaggiamo insieme, parliamo di tutto, andiamo a teatro, giochiamo molto, balliamo. Trascorro molto tempo con entrambi. Mi piacerebbe che, anche da grandi, conservassero uno spazio da dedicarci. Condividere con la famiglia, quella che ho in Basilicata, continua ad essere fondamentale per i miei equilibri, la mia felicità. E poi sono innamorata dei due fratelli. Scoprire quanto si cerchino, già ora, si proteggano, mi commuove.

 C’é un’altra frase importante e vera che mi ha colpita: “L’amore é quella cosa che in mezzo alla moltitudine ti fa trovare la particella mancante” . 
Nel libro, hai volutamente descritto l’amore imperfetto ma reale e vero tra i vari personaggi, giusto? 

La vita di coppia è stretta come la cruna di un ago. Nessuno può entrare, giudicare, a parte i due innamorati. Non sopporto chi sentenzia, chi si intrufola, cerca lo spigolo. Ogni famiglia ha i suoi armadi in cui ripiegare le proprie scelte. Quello che mi piaceva raccontare è la pazienza, la capacità di perdonare, di amarsi quando meno lo si merita, che rende eterno il rapporto. Hai presente Frida e Diego? Chi può sostenere che non si trattasse di amore?

Nel libro affermi: Tutto dipende da ciò in cui vuoi credere. 
E tu, in cosa vuoi credere? 

Che qualcosa di straordinario accada.

 Francesca, te lo ricordi il giorno in cui ti sei detta: ” Da grande faró la giornalista/ scrittrice”? 

Alle elementari scrissi il mio primo romanzo con la macchina da scrivere. Si chiamava il desiderio di Lorin. Centinaia di pagine in cui raccontavo la storia di un’orfana. Il finale tragico e mi faceva piangere. Mia madre mi disse: cambialo se ti fa piacere. Invece capì invece di essere sulla strada giusta. Se toccava me, avrebbe coinvolto tutti. Ancora oggi, se mi innamoro di un’idea, diventa credibile.

Cosa consiglieresti ad una ragazza che vuole intraprendere la tua carriera?
 Di studiare, leggere tanto, mantenere alta la concentrazione e la curiosità. Non intraprendere scorciatoie, non fermarsi alla prima occasione appetibile per gli altri, ma per ciò che a noi sembra tale. Imprescindibile. E di avere pazienza. Essere forte. Perché è un mondo di squali in cui spesso il giornalismo si mescola con categorie che non appartengono all’etica e alla deontologia che invece ci dovrebbe motivare. 
Un libro che hai letto e che ti rappresenta. 

I libri sudamericani.

E invece, una storia che vorresti raccontare e che non hai ancora raccontato?
 Fra due libri, che ho già in cantiere, mi dedicherò alle letture per ragazzi. 
 Caterina e Teresa mi hanno fatto riflettere sull’importanza dei legami che ci portano ad essere, ad amare e a migliorarci. A te, invece queste due grandi donne cosa ti hanno insegnato?
Le donne della mia famiglia mi hanno contagiata di semplicità e gioia. Mancanza di malizia e invidia. La magia di avere due mani con cui modellare il cibo, i gioielli, la lana. Cucino, cucio, lavoro con i ferri, costruisco orecchini. E’ nel dna.
 A chi non ha ancora letto il tuo libro, descrivi il romanzo con tre aggettivi…

Onesto, poetico, delicato.

Sogni nel cassetto e progetti futuri? 

Io sono lucana, ho vissuto quattordici anni in Basilicata, quattro a Milano, ora ho una casa e ufficio in provincia di Piacenza. Ho realizzato tutti i miei sogni professionali: pubblicato libri, presentato il Concerto del primo maggio, un programma in prima serata su la7, condotto un programma sulla legalità su radio1 rai, per quattro anni e mezzo, lavorato due anni in Mediaset con grandi professionisti, collaborato con quotidiani e settimanali nazionali in cui ho potuto raccontare le mie storie legate alle organizzazioni criminali. Devo dire che posso chiedere davvero poco ormai. Continuerò a scrivere, ma sarò meno presente in televisione. Con progetti differenti. Ho scelto di dire meno sì. E ho un grosso progetto legato alla mia terra e ai viaggi, insieme con mio marito, che è stato regista di documentari in giro per il mondo e channel manager di canali di viaggi su sky. Diciamo che è ora di partire, insieme, per una nuova avventura.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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