Isabelle Adriani: ho sempre voluto vivere mille vite

Isabelle Adriani. Foto di Federica D'Onofrio

Isabelle Adriani: ho sempre voluto vivere mille vite

Intervista all’attrice Isabelle Adriani, che si racconta nella sua vita lavorativa e della sua ultima esperienza al cinema.

Incontriamo l’attrice Isabelle Adriani pronta a parlarci della sua esperienza sul set di “Due famiglie, un funerale”, film che ha per protagonisti Enzo Salvi e Maurizio Mattioli, e del suo intero percorso artistico… Il sogno di una bambina, vivo ancora oggi, più che certa di voler vivere mille e più vite!

L’intervista ad Isabelle Adriani

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Isabelle Adriani. Attualmente impegnata sul set del film “Due famiglie, un funerale”, che esperienza stai vivendo?
Sto vivendo un’esperienza meravigliosa, piena di colore, gioia e tanta umanità. Interpreto Helena, una spagnola travolgente e bellissima che danza il flamenco, con l’anima. Una ‘Barbie latina’ contemporanea, sexy come Jessica Rabbit ma, in realtà, imbranata e dolce come Bridget Jones. Quando mi hanno offerto il ruolo, mi hanno detto: “Vorremmo rivedere la tua Mercedes di ‘Che bella giornata’, ma stavolta da protagonista”. E così è stato! Helena porta con sé ironia, sensualità e un profondo messaggio umano. Rappresenta la passione e l’amore, mentre l’altra moglie, interpretata da Anita Kravos, incarna la tradizione, la famiglia. Due mondi che alla fine si incontrano, si riconoscono e si rispettano. Un messaggio potente da lanciare a tutte le donne: possiamo comprenderci anche quando veniamo da strade diverse.

A capitanare questo nuovo progetto, Maurizio Mattioli ed Enzo Salvi, due bravi attori, oltre che dei maestri della risata. Quali rapporti vivi con loro, con il resto del cast, con la Calabria, una terra bellissima?
Maurizio ed Enzo sono due colonne della commedia italiana e due compagni di viaggio straordinari. Lavorare con loro corrisponde ad un continuo scambio di energia e risate. Sono stata benissimo anche con il regista Mark Melville, il produttore Marvaso e il produttore esecutivo Luca Trovellesi Cesana e tutta la staordinaria crew, trucco, parrucco e non solo. Ho avuto, tra l’altro, la possibilità di poter lavorare con Fioretta Mari, una guida, un esempio, oltre ad essere una grande artista. Cosa dire della Calabria, un luogo pieno di magia con il suo mare, la terra, le persone… tutto qui racconta storie… adoro questa terra in cui venivo da bambina con mia nonna, proprio a Tropea, che ho avuto il piacere di ritrovare, più splendida che mai.

Maurizio Mattioli e Isabelle Adriani
Maurizio Mattioli e Isabelle Adriani

Isabelle Adriani, che ricordo hai dei primi passi mossi nell’ambito della recitazione e quanto sei cambiata da allora?
Ricordo la grande timidezza che mi accompagnava, tanto da camminare sotto i muri e ricordo che balbettavo ma, al contempo, ricordo anche la forza di un sogno che, all’epoca, era più grande di me. Ho cominciato a studiare recitazione in Francia, proprio per imparare ad avere il coraggio di vivere. Ho studiato recitazione, canto e danza anche presso la Royal Academy of Dancing di Londra e, successivamente, mi sono laureata in storia e mitologia all’Università di Perugia, con una tesi sul DNA della Fiaba, per poi concludere gli studi alla New York Film Academy, all’Actor Studio. Fin da bambina sentivo che una sola vita non mi sarebbe bastata perchè volevo viverne mille. Il cinema, il teatro e la scrittura me lo hanno permesso. Ad oggi posso dire di aver lavorato in decine di produzioni internazionali accanto ai grandi del cinema internazionale, a partire da un piccolo ruolo in “The American”, con George Clooney, così come ho lavorato con la splendida Penélope Cruz, con Jim Caviezel, affascinante e profondo, in “Reclaim” con John Cusack e con l’incredibile Danny DeVito. Per quanto concerne il versante italiano, ho avuto il piacere di lavorare di fianco a Luca Argentero, Lino Banfi, Massimo Boldi e Checco Zalone… Conservo la stessa meraviglia degli inizi e ogni ruolo, grande o piccolo che sia, ha contribuito alla costruzione del mio cammino.

Quali consapevolezze hai raggiunto con il passare del tempo, quali ruoli se te ne fosse concessa l’occasione ripeteresti?
Oggi so che il mio compito è raccontare storie che accendano speranza, verità, bellezza. Ripeterei con gioia ruoli che hanno lasciato un segno nel cuore del pubblico, come Mercedes al fianco di Zalone o Maria Landi in “Infidel” con Jim Caviezel, un doppio ruolo di giornalista e agente segreto, o ancora la sexy e divertente Agnese Mais nel “Il Commissario Manara” e Marcella Vanarini ne “Il cuore grande delle ragazze”, di Pupi Avati. Non ultimo, ripeterei Edda, l’amante di Luca Argentero ne “Il Campione e la Miss”, diretto da un regista meraviglioso e molto amato, purtroppo appena scomparso, Angelo Longoni. E poi si, Helena che è un’evoluzione e una rivoluzione, una protagonista viva, ironica, ma anche profonda. Tra i ruoli che, invece, vorrei interpretare, c’è il ruolo di un medico o di una scienziata, dal momento in cui provengo da una famiglia di medici e scienziati straordinari. Mi appassiona molto anche scrivere e dirigere, difatti ho presentato i miei film “Magic Dreams” e “Il giardino delle fate” alla Mostra del Cinema di Venezia e i docufilm come “Open Quantum Relativity” con la NASA e “The Secrets of Wadi Rum” sul deserto giordano… ho anche pubblicato tanti libri di Fiabe.

Quali desideri accompagnano ancora il tuo vissuto?
Desidero continuare a costruire ponti, a raccontare di amore, pace e inclusione. Ho fondato la mia IA Academy con sede nello storico Palazzo Palazzi Trivelli, a Reggio Emilia, dove formiamo giovani talenti con passione e serietà. Recentemente ho creato una classe per persone con disabilità visive e fragilità fisiche. Un’esperienza straordinaria! I ragazzi della nostra Classe ‘Occhi di Stelle’ danzano, cantano, recitano con una forza quasi sovrumana. I loro sensi affinati sono veri superpoteri. Mi hanno insegnato che non esistono limiti, solo nuove strade da percorrere.

Progetti futuri, al di là del film, di cui poter parlare?
Due film dei quali ancora non posso parlare, ma sto anche per pubblicare un romanzo sull’origine storica delle fiabe, una ricerca che unisce il mio amore per la storia, la mitologia e la verità nascosta nei racconti dell’umanità. Ho scritto La vera storia di Cenerentola, l’enciclopedia in 12 volumi Il DNA della Fiaba e sto portando avanti un progetto internazionale su Maria Maddalena. Inoltre, sono impegnata nella realizzazione di un docufilm sulle grandi donne dimenticate della scienza e in un concerto-spettacolo che celebra le colonne sonore del cinema mondiale, dove canto e fischio melodicamente accompagnata dalle migliori orchestre. Ho avuto un grande Maestro, a tal proposito, Ennio Morricone. Oggi non ho più paura di brillare perché la mia luce non è solo mia, è per tutte le anime che non hanno ancora trovato il coraggio di accendersi. E la mia voce, che sia nel cinema, nel teatro, nella scrittura, nel doppiaggio nella musica o nella vita… è tutta per loro.

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