In scena al Cometa Off, dal 10 al 15 marzo,con uno spettacolo dal titolo “Fuori”, ecco Francesca La Scala, nostra ospite di oggi.
Incontriamo Francesca La Scala in occasione dello spettacolo teatrale che la vedrà presto protagonista, “Fuori”, ad opera di Federico Vigorito.
Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo“, Francesca La Scala. Dal 10 al 15 marzo sarai in scena con “Fuori”, uno spettacolo che si avvale della regia di Federico Vigorito e scritto da Francesco Imundi e Elettra Zeppi. Quale ruolo interpreti e cosa puoi anticiparci?
«Saluto tutti e vi ringrazio di questa opportunità nel poter raccontare il nostro lavoro. Riguardo al ruolo che affronterò, posso dirti che interpreto Ninì, una dei due senzatetto che vivono ai margini della società. Una donna disillusa, la mia Ninì, con un passato importante da dottoressa che, per qualche motivo, ha scelto di autoescludersi da un sistema in cui probabilmente non si riconosce più. Posso anticiparti che il suo rapporto con Odo, interpretato da Pierre Bresolin, l’altro senzatetto, ricorda un po’ il rapporto dei personaggi principali di Aspettando Godot».
Quali sensazioni ti regalano le tavole del palcoscenico, il pubblico presente in sala?
«Ad ogni debutto continuo a chiedermi chi me lo fa fare di continuare a recitare e questo perché non posso negare che sono estremamente autocritica ma poi la magia di creare un mondo altro prende il sopravvento e ci ricasco… La stanchezza e le varie frustrazioni svaniscono, specie quando il pubblico apprezza oppure va via con una riflessione su ciò che volevamo passasse attraverso il nostro lavoro».
Quale ruolo manca a questo tuo percorso, quale esperienza ripeteresti con piacere se te ne fosse concessa l’occasione?
«Al di là dei ruoli, forse ci sono degli autori che vorrei poter studiare in maniera approfondita. Adoro, ad esempio, Pirandello, così come i personaggi di Tenesse Williams e Ibsen. Come vedi c’è l’imbarazzo della scelta. Tra le cose che rifarei c’è Oreste, di Euripide, messo in scena con Daniele Timpano subito dopo il diploma alla scuola “La Scaletta”, e la commedia “Forbici Follia”, di Gianni Williams. Il rapporto con il pubblico, in quell’occasione, era parte integrante della pièce».

Chi è oggi Francesca e quali sogni restano da realizzare?
«Chi sono? Bella domanda! Oggi di certo posso dirti che sono una mamma che dedica la maggior parte del proprio tempo ed energia ad una figlia adolescente. Provengo da una famiglia con dei valori autentici e forti e ritento di essere fortunata perché questo mi consente di avere una direzione da seguire, specie nei momenti difficili. La mia idea di sogno è molto cambiata, però. Oggi sogno solo ciò che mi soddisfa e mi fa stare bene. Vivo di minori aspettative e di una maggiore azione».
Considerazioni sul futuro, sui prossimi progetti?
«Guardo al futuro come ad una forte condivisione con i miei colleghi. Questo ultimo progetto, “Fuori”, ad esempio, è stato da me fortemente voluto. Ho letteralmente ‘esasperato’ Elettra Zeppi, con cui condivido l’associazione culturale Il Teatro di Alice, affinchè scrivesse un testo in cui vi fossero quattro personaggi. Tornando al futuro, posso svelarvi che c’è anche un progetto al cinema. Sta per uscire un cortometraggio thriller/horror di Alessandro Grassi di cui sono protagonista e che mi vede impegnata in un ruolo che penso scuoterà il pubblico. Mi auguro, inoltre, di ricominciare a cantare».
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

