Annarè Persiano
Annarè Persiano

Annarè Persiano, fra Gianna Nannini ed Elisa

Annarè Persiano, nel suo profilo Instagram, si descrive con queste parole: Sono una sognatrice, una scrittrice, un’ascoltatrice. Bocca chiusa, penna in mano e fogli sparsi. Una di quelle che ama, spera, crea, sogna e suona. Una ragazza profonda, con la grinta di Gianna Nannini e con una voce suadente come quella di Elisa.

Annarè Persiano, benvenuta su “La Gazzetta dello Spettacolo”. In uno dei tuoi Reel racconti che la musica è una terapia perché ti ha aiutato a sbloccarti, anche da situazioni difficili e complessi, anche durante l’adolescenza. Traspare dalla tua persona un’immensa profondità. Raccontaci, se vuoi, ancora di te e di come ti sei accostata alla musica,

E’ proprio vero quello che dicono la maggior parte degli artisti: la musica ti salva. Ed è stato così anche per me. A differenza di ciò che sembra, sono una persona molto chiusa, per quanto riguarda la sfera personale, non mi piace parlare, raccontare soprattutto quando dietro ad avvenimenti e fatti, c’è un dolore attanagliante. Non mi piace ma soprattutto non riesco a farlo. In adolescenza ho purtroppo riscontrato numerosi problemi da affrontare e la mia natura riflessiva, mi ha portato a chiudermi sempre di più, non riuscendo a comunicare con il mondo esterno, nemmeno con la mia famiglia. Questo ha ingigantito enormemente i problemi. Ho iniziato a non parlare, mai… passavo il tempo, cuffie alle orecchie, ad ascoltare la musica. Ne sono uscita iniziando a scrivere canzoni, a cantare.. per far capire a chi mi stava accanto, ciò che provavo, ciò che sentivo, il malessere che avevo dentro. La musica è stata la parola che mi è mancata, l’amica che non ascolta ciò che dici ma sente ciò che provi. Questo, mi ha permesso di non esplodere. Mi ha salvata. Quindi posso dire, che scrivere e cantare per me non è propriamente un’esigenza, ma un vero e proprio mezzo di comunicazione.. l’unico che sappia usare.

Mi ricordi, per la grinta la grande Gianna Nannini, con una voce vellutata come Elisa. Spero che non ti dispiaccia questo mio – modesto – paragone. C’è un brano o una cover che ti rappresenta?

Un paragone che non può che farmi un immenso piacere e ti ringrazio. Se devo riferirmi a queste due grandissime artiste, sicuramente ho per entrambe almeno una canzone che ho ascoltato a ripetizione, fino allo sfinimento, quando non “parlavo”: “Giorno disumano” della Nannini e “Una poesia anche per te” di Elisa.  C’è però un brano, di Masini, che in assoluto posso definire come mio: “Cenerentola innamorata”. Una canzone che mio padre mi dedicò in quel periodo buissimo. Ecco, questo pezzo racchiude quella che è Annarè.

Nuove canzoni o sogni nel cassetto di Annarè Persiano?

 Nuove canzoni? Troppe. A volte decido di staccare, mi obbligo a staccare, perché se mi metto, scrivo una canzone al giorno! Ma non si può solo scrivere e buttar giù idee… le canzoni vanno poi sviluppate, curate in ogni minimo dettaglio. C’è molto lavoro da fare su ogni singolo brano e se pensassi solo a scrivere, trascurerei tutto questo.. e non va bene. Per quanto riguarda i sogni.. negli ultimi anni si sono un po’ modificati… sicuramente mi piacerebbe continuare a vivere di musica come sto facendo (anche se i tempi sono difficili)..ma soprattutto mi piacerebbe avere un figlio a cui trasmettere tutto ciò. Si diventa grandi 🙂

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