Elisa Di Eusanio. Foto di Erika Kuenka
Elisa Di Eusanio. Foto di Erika Kuenka

Elisa Di Eusanio: Doc, baciato dalla fortuna

Talento e grande carisma accompagnano il percorso artistico di Elisa Di Eusanio, tra i protagonisti della serie “Doc – nelle tue mani”, arrivata alla sua seconda stagione.

Elisa interpreta la forte e dolce Caposala, Teresa Maraldi, tanto preziosa per il personaggio interpretato da Luca Argentero, quanto per l’intera fiction. Parleremo del suo percorso artistico, del periodo pandemico vissuto, dei sogni e progetti futuri che la riguardano.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Elisa Di Eusanio. Come procede il tuo vissuto?

Il mio vissuto procede bene, per fortuna! Vivo un momento di grande soddisfazione, sia lavorativa che personale. Credo di essere una delle poche persone, ma penso ce ne siano tante altre come me, che sta approcciando al proprio percorso in maniera costruttiva. Si è trattato di un periodo di grande connessione con me stessa, nonostante a livello pratico sia molto difficile per tutti. Mi piace l’idea di poter capire come reagire dinanzi ad un periodo di grande difficoltà.

“Doc – Nelle tue mani” è alla sua seconda stagione, così come la tua Caposala, Teresa Maraldi. Quali sensazioni sono legate a questa serie, al tuo ruolo?

Ho sensazioni positive a riguardo. Senza alcun dubbio per me si tratta di una crescita professionale importante e, per la prima volta, entro in maniera ufficiale in un circuito che per una outsider come me è qualcosa di nostrano. Ultimamente, invece, le cose stanno cambiando e si comincia a puntare sul talento, su una fisicità normale, nella quale tutte le donne possono identificarsi. Ha consolidato, tra l’altro, una carriera dandomi la possibilità di incontrare un gruppo di lavoro meraviglioso legato ai miei compagni di viaggio e a tutto lo staff che vi ruota intorno.

Quanto c’è di Teresa in Elisa Di Eusanio e viceversa?

Molto! Ho regalato a Teresa il mio senso materno, la mia forza e solarità, annessa ad una dose di follia che viene fuori in talune sfumature. Teresa, a suo modo, mi ha regalato un approccio molto più maturo dinanzi alla macchina da presa. Per la prima volta affronto un ruolo maturo, una donna in piena regola, con la sua vita privata, sfumature ed umori. Ho spesso interpretato dei caratteri con dei colori molto forti, Teresa invece mi sta aprendo la strada per dei ruoli più posati, realmente complessi.

Il pubblico attendeva il vostro ritorno. Qual è stata la spinta motivazionale che, a tuo avviso, ha portato “Doc – Nelle tue mani” ad essere così apprezzato?

Il lockdown, di certo, ha giocato a nostro favore, durante la prima serie. Vincente, tra l’altro, anche perché si basa su una storia vera, su un soggetto accattivante, dal sapore internazionale. Un medical, tra l’altro, rassicurante, che non alimenta nulla di grave. Potremmo dire che si parla di un ospedale in cui tutti vorremmo poter essere ricoverati. Un prodotto baciato dalla fortuna, incastonato in tasselli giusti che legano bene insieme.

Viviamo un periodo caratterizzato da una inaspettata pandemia. Come lo affronti e quali consapevolezze ha apportato al tuo vissuto?

La pandemia ha rappresentato un momento di grande crescita. Quel periodo mi ha portata a capire perché stiamo vivendo questo tempo. Sono legata alla natura, a tutte le dinamiche che ci riguardano a livello evolutivo e, in tale frangente, queste caratteristiche hanno ottenuto maggiore conferma. Credo ci sia bisogno di tornare a valori antichi, di tornare a portare rispetto agli altri, alla natura, a tutte le creature, ragionando su cosa siamo, cosa mangiamo. Temi su cui sto davvero indagando, provando anche a realizzarne dei progetti teatrali che, appena possibile, spero di poter portare in scena. Un ascolto verso l’esterno, che penso possa essere una grande lezione per tutti. Ovvio, ci sono stati anche tantissimi impedimenti, cuori spezzati per le vittime, per infermieri e dottori che si sono battuti per le nostre vite e molto altro. Ogni crisi, a mio avviso, andrebbe affrontata in maniera costruttiva, in apertura.

Elisa Di Eusanio. Foto di Focus Art Dance Photography
Elisa Di Eusanio. Foto di Focus Art Dance Photography

Cosa sognava Elisa da ragazza e quanto è riuscita a realizzare di ciò che desiderava?

I sogni che avevo erano quelli di una ragazza che doveva ancora conoscere la vita. Sogni acerbi, forse dissociati dalla realtà, legati ad un immaginario vicino a quello americano, avendo una mamma coreografa che mi portava a visionare film basati sul musical. Ho adattato, nella crescita, i sogni alla mia persona, sicura di ciò che volevo essere e serena nell’affrontare il tutto.

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C’è qualcosa che non sei ancora riuscita a realizzare?

Avrei piacere di poter affrontare ruoli profondi, specie nel cinema. In teatro vivo un percorso autonomo che mi regala grandi soddisfazioni. Differentemente, nel cinema, riscontro un sistema viziato, che fatica ad uscire dagli stereotipi e fatica a realizzare temi sulle donne e per le donne. Mi auguro che il tutto possa cambiare al più presto, permettendomi di portare sullo schermo tutto ciò che ho immagazzinato e fatto fruttare negli anni.

Tanto teatro nel tuo vissuto. C’è un ruolo che ti è rimasto particolarmente nel cuore ed uno che ti piacerebbe, invece, poter portare in scena?

Nel cuore, sicuramente, vi è la mia Gemma, il personaggio di “Neve di carta”, uno spettacolo che porto in scena dallo scorso anno. Un lavoro, quello di cui parlo, ispirato al libro di Annacarla Valeriano, “Ammalò di testa. Storie dal manicomio di Teramo”. Racconta la storia di alcune donne rinchiuse in un manicomio, solo perché non volevano sposarsi o perché erano ribelli, sterili. Ho affidato la drammaturgia teatrale a Letizia Russo, abilissima nel suo mestiere, che ne ha realizzato una storia d’amore, una ballata in versi, tra due contadini abruzzesi dei primi dell’ottocento. In scena, con me, il mio compagno, Andrea Lolli. Farò davvero fatica a lasciare la mia Gemma, un domani. Se parliamo di un’idea di ruolo da realizzare, potrei dirtene tanti e spero di poterli affrontare al più presto, così come i ruoli maschili, che ho realizzato nel corso degli anni.

Come descriveresti il periodo che stai vivendo?

Vivo un periodo luminoso, nella sua chiusura.

Cosa prevede il futuro artistico di Elisa Di Eusanio?

Sono in attesa di una serie Netflix che uscirà a febbraio, “Fedeltà”, ispirata al libro di Marco Missiroli, diretta da Andrea Molaioli e Stefano Cipani, con Lucrezia Guidone e Michele Riondino protagonisti. Sono poi in attesa del film di Milani, per il cinema, “Un trionfo”, con Antonio Albanese e un cast meraviglioso. Infine sono in attesa di riprendere i miei progetti in teatro. Ci sono poi sempre nuovi provini da affrontare, ma vedremo cosa succederà.

Autore: Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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