Noemi Brando: ci metto la faccia in questo mestiere

Una nuova serie per Noemi Brando, pronta a vestire i panni di Nikita ne “L’invisibile”, per la regia di Michele Soavi.

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Tra i protagonisti de “L’invisibile”, la nuova miniserie di Rai 1, c’è l’attrice Noemi Brando, già apprezzata in “Sei nell’Anima”, pronta a raccontarci di questa nuova esperienza, dell’amore per la recitazione e di quanto sia importante raccontare le gesta di chi vive in difesa degli altri…

Ben ritrovata sul quotidiano La Gazzetta dello Spettacolo, Noemi Brando. Sei tra i protagonisti della miniserie “L’invisibile”, in onda il 3 e il 4 febbraio su Rai1, per la regia di Michele Soavi. Cosa dire a riguardo?
«L’invisibile parla della cattura di Matteo Messina Denaro. Si parla di cattura, nello specifico, perché non parla della sua vita, bensì degli sforzi realizzati dai Carabinieri dei ROS che sono riusciti a prenderlo e con cui tutti noi ci siamo identificati, una volta sul set. Nello specifico il mio personaggio, Nikita, è una persona molto solida e forte, capace di lottare per ciò che crede giusto ed è l’unica donna della squadra. Un personaggio forte, si, ma anche molto complesso e, al contempo, reale. Ne ho amato, in prima battuta, il nome, che mi è piaciuto tantissimo, e mi ha riportata immediatamente a Luc Besson, a qualcosa che ho sempre amato e devo dire che l’idea di essere l’unica donna non mi dispiace affatto, specie perché ribalta l’idea legata alla fragilità».

Impersonare qualcosa di molto lontano dalla propria persona regala sempre quel qualcosa in più…
«Esattamente! È questo il bello del mio lavoro, caratterizzato proprio dal conoscere qualcosa in più sulla mia persona, aspetti che non avevo mai valutato».

Cosa dire sui tuoi compagni di set, sul periodo vissuto insieme?
«Posso dirti, per prima cosa, di essermi innamorata della Sicilia, una terra meravigliosa, vissuta insieme a tutti loro e a Levante, che purtroppo ho incontrato soltanto una volta. Si è creato, sin da subito, un grande gruppo, grazie anche a Lino Guanciale, una persona nonchè attore straordinario, capace di creare dei legami forti, così come tanto si deve al regista, Michele Soavi. Siamo stati bene!».

Il tuo è un percorso ancora giovane, ricco di esperienze da vivere ma, ad oggi, cosa sta regalandoti?
«Il passare del tempo mi consente di avere ancora più consapevolezza su ciò che voglio e non voglio fare. Cerco, come possibile, di impersonare donne forti, complesse, qualcosa che si autodetermina, come fu in “Sei nell’anima”. Credo di metterci la faccia, tutta me stessa, sul set, modificando ogni cosa di me, qualcosa che continua a piacermi, a farmi divertire…».

Noemi Brando

Hai sempre pensato ad un’unica strada, quindi unicamente alla recitazione, oppure vivi, in parallelo, una sorta di piano B da portare avanti?
«Non pensavo alla recitazione, alle luci della ribalta, anche a causa del mio essere ribelle. Questa passione è subentrata in un secondo momento, grazie all’amore per Michael Mann, ed è stato proprio con lui che ho realizzato un primo provino e che ho compreso quanto mi piacesse fare questo lavoro. Un’esperienza impattante, un mondo meraviglioso che amo ma non posso nasconderti che il mio amore per gli animali mi ha portata a pensare di voler diventare veterinaria per accudirli. Se non fosse che non sopporto la vista del sangue…».

Quali sogni ancora da realizzare in un prossimo futuro?
«Mi piacerebbe essere in una pellicola, al cinema, con la possibilità di poter esplorare un personaggio che possa regalarmi qualcosa di molto forte, da approfondire».

Chi è Noemi nella vita di tutti i giorni?
«Amo lo sport, in particolar modo il tennis e la boxe e, come possibile, riesco a fare anche più attività al giorno. Mi regala forza e contribuisce a farmi sentire viva. Non da meno la scrittura, qualcosa che mi piace particolarmente, scoperta negli ultimi anni».

Perché dovremmo guardare “L’invisibile”, quali messaggi tende lanciare?
«L’originalità della serie risiede, per lo più, nel punto di vista dei giovani, di questi ragazzi che vivono le loro vite attraversate da un continuo pericolo e Soavi è stato bravissimo ad evidenziare il percorso di ognuno di loro senza accantonare nulla. C’è chi sacrifica ogni cosa del suo vissuto per questo pericoloso mestiere ed è giusto parlarne, raccontare le loro esperienze».

In ultima battuta cosa puoi anticiparci sul tuo futuro artistico?
«Ben presto potrete vedermi nel film di Audrey La Mer, una cara amica regista. Altro non posso anticipare, se non in futuro, ad un prossimo incontro».

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