Il calendario aggiornato della stagione teatrale del Teatro Nuovo di Napoli: tutti gli eventi, gli spettacoli e la programmazione.
La Stagione Teatrale 2026/27
C’è ancora bisogno del teatro, non come rifugio nostalgico, ma come spazio vivo di attraversamento del presente. Da questa convinzione prende forma la Stagione 2026/2027 del Teatro Nuovo di Napoli, con un cartellone articolato e profondamente contemporaneo che mette in dialogo grandi testi, nuove scritture, teatro civile, comicità, sperimentazione visiva e drammaturgie capaci di interrogare il nostro tempo. Il teatro, oggi più che mai, continua a essere uno dei pochi luoghi in cui una comunità si ritrova fisicamente per condividere un’esperienza irripetibile, ogni sera diversa, ogni sera viva, capace di mettere in relazione epoche, linguaggi e sensibilità differenti, custodendo la memoria dei classici e, allo stesso tempo, aprendosi alle urgenze della contemporaneità.
Dal prossimo mese di ottobre ad aprile 2026, il sipario si alzerà su una stagione che mette in dialogo memoria e contemporaneità, parola e corpo, ironia e inquietudine. Da Filippo Nigro a Emma Dante, da Paolo Nani a Marta Cuscunà, da Matthias Martelli a Enzo Gragnaniello, Luca Bizzari, Francesco Montanari, passando per Yasmina Reza, Dario Fo e il teatro fisico internazionale, il cartellone 2026/2027 disegna un percorso che restituisce al teatro il suo ruolo più autentico: essere luogo di comunità, di confronto e di immaginazione collettiva. Un “percorso” attraversato da grandi testi, nuove scritture, visioni autoriali, contaminazioni tra forme artistiche e generazioni diverse di interpreti e registi, con drammaturgie che osservano il presente e lavori che esplorano i confini tra parola, musica, immagine e performance.
Ne emerge una stagione che rivendica la pluralità come valore, una molteplicità di sguardi attraverso cui leggere il mondo, le sue trasformazioni, le sue fragilità e le sue contraddizioni. Anche nella prossima stagione, la programmazione si apre e si arricchisce, diventando un vero e proprio spazio di incontro tra arti, generazioni e visioni.
Tra le proposte, a partire dal prossimo autunno, ci saranno i progetti coreutici Open Fest e Open Dance, la rassegna di musica e i quattro incontri dedicati alla cultura musicale napoletana del ciclo Ausuliàre – Sounding Naplesa cura di Pasquale Scialò.
Non mancheranno le risate, grazie agli appuntamenti di Stand-up comedy, né lo spazio per la ricerca con Nuove Sensibilità, la vetrina della drammaturgia contemporanea e delle giovani compagnie emergenti. Ed ancora il progetto Napoli Queer Festival in collaborazione con Casa del Contemporaneo, La rete dell’immaginario, rassegna teatrale pensata per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, e la serata evento del 21 novembre Drag Ring, lip sync battle condotta da Priscilla con alcune delle performer più iconiche della scena.
A guidare le linee programmatiche è una visione forte e chiara, che il direttore Alfredo Balsamo sintetizza così: «La Stagione 2026/2027 apre le porte a un teatro che è luogo di incontro, di domande e di scoperta. I classici tornano a interrogarci, le nuove scritture trovano voce e i linguaggi si contaminano in spettacoli che attraversano epoche e sguardi. Ogni serata è un attraversamento diverso, un invito a guardare il presente con occhi nuovi. Finché c’è qualcosa da dire, c’è teatro». Ad inaugurare la programmazione teatrale, dal 5 all’8 novembre, sarà Filippo Nigro con Il Presidente di Davide Carnevali, diretto con Fabrizio Arcuri. Un testo potente e corrosivo che riflette sul potere, sulle sue implicazioni morali e sulla fragilità dell’uomo chiamato a esercitarlo. Lo spettacolo, riscritto e riadattato dallo stesso Carnevali per questo nuovo allestimento, prosegue il percorso artistico avviato da Arcuri e Nigro attorno a opere costruite sul rapporto diretto con il pubblico e sulla riflessione civile.
Dal 26 al 29 novembre arriva Figli di Mattia Torre, con Edoardo Pesce, Silvia D’amico, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino, adattamento e regia di Fausto Paravidino. Il racconto di una coppia felice che, dopo il secondo figlio, entra in crisi tra stanchezza, difficoltà economiche e mancanza di aiuti. Il testo mostra con ironia e realismo quanto sia difficile oggi crescere una famiglia in Italia. A dicembre il cartellone si apre alla scena internazionale con Apocalipsync di Luciano Rosso e María Saccone, in scena l’1 e 2 dicembre. Dopo il successo mondiale di Un Poyo Rojo, Rosso costruisce un one-man show visionario e travolgente nato durante la pandemia. Un viaggio surreale nella solitudine contemporanea, tra danza, clownerie, trasformismo e lip-sync, che riflette con ironia sul bisogno umano di evasione e libertà.
Dall’11 al 13 dicembre torna uno spettacolo ormai diventato un classico del teatro contemporaneo, La Lettera di Paolo Nani, straordinario esempio di teatro fisico applaudito in tutto il mondo da oltre trent’anni. Con un tavolo, una valigia e una struttura narrativa ripetuta quindici volte in altrettanti stili differenti, Nani realizza un perfetto meccanismo comico che continua a stupire per precisione, ritmo e invenzione scenica.
Spazio a Enzo per Enzo – Gragnaniello vs Moscato, dal 17 al 20 dicembre, per un incontro tra musica e parola che promette di intrecciare due figure centrali della cultura e della sensibilità artistica napoletana in un dialogo poetico e musicale intenso e identitario. Il nuovo anno si aprirà, dal 14 al 17 gennaio, con Le Volpi di Lucia Franchi e Luca Ricci, interpretato da Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato. Una commedia nera ambientata nella provincia italiana che indaga le dinamiche del potere locale, i piccoli compromessi morali e i meccanismi della corruzione quotidiana, raccontati con lucidità e feroce ironia.
Dal 22 al 24 gennaio, arriva Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame nell’interpretazione di Matthias Martelli, diretto da Eugenio Allegri. Uno spettacolo che raccoglie e rinnova l’eredità del grande teatro di narrazione e della tradizione giullaresca, riportando in scena la forza satirica, politica e popolare del capolavoro del Premio Nobel. Dal 4 al 7 febbraio sarà la volta di Le Dieu du carnage di Yasmina Reza, diretto da Antonio Zavatteri, con Francesca Agostini, Andrea Di Casa, Alessia Giuliani e Antonio Zavatteri. La celebre commedia, diventata un caso internazionale e successivamente un film di Roman Polanski, mette in scena l’incontro-scontro tra due coppie di genitori dopo una lite tra i rispettivi figli.
Da un’apparente mediazione civile emerge progressivamente un feroce ritratto delle relazioni umane, sospeso tra comicità e crudeltà. A febbraio debutta, dal 18 al 21, Il medico dei maiali di Davide Sacco con Luca Bizzarri, Francesco Montanari, David Sebasti e Mauro Marino. Una satira politica tagliente e grottesca ambientata nella monarchia inglese, in cui un veterinario specializzato in maiali si trova improvvisamente coinvolto nella gestione della successione reale. Un testo che usa l’assurdo e il paradosso per interrogare i meccanismi del potere e dell’ambizione.
Dall’11 al 14 marzo la scena accoglierà l’intensità poetica di Emma Dante con Tango delle capinere, interpretato da Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco. Uno spettacolo delicato e struggente che attraversa la memoria di una storia d’amore lunga una vita, raccontata a ritroso tra danza, musica, gesti e frammenti di ricordi. Un inno alla persistenza dell’amore e alla fragilità del tempo.
Chiuderà la stagione teatrale, dall’8 all’11 aprile, Sorry Boys di e con Marta Cuscunà, ispirato a un fatto realmente accaduto negli Stati Uniti: diciotto adolescenti rimaste incinte contemporaneamente all’interno di una stessa scuola. Attraverso il suo originale linguaggio scenico fatto di figure, oggetti e teatro di parola, Cuscunà costruisce una riflessione potente sulla maternità, sull’identità femminile e sulla necessità di immaginare nuovi modelli sociali e relazionali.
La Stagione 2026/2027 del Teatro Nuovo di Napoli si presenta come un mosaico aperto e plurale, attraversato da registri e linguaggi differenti, che non cerca una definizione univoca, ma rivendica la complessità come valore e il teatro come spazio necessario di incontro tra artisti e pubblico. Perché finché esisterà il desiderio di raccontare il mondo, di metterlo in discussione, di comprenderlo insieme, il teatro continuerà ad avere senso. Continuerà a essere necessario.
La stagione teatrale 2025/26
Il sipario si sta per alzare sul Teatro Nuovo di Napoli per la stagione 2025/2026, e le premesse sono da brividi! Si annuncia un vero e proprio mosaico vivo di linguaggi, generi e poetiche, pronto a catturare un pubblico di tutte le età. Non solo un cartellone, ma una vera e propria mappa teatrale che intreccia grandi classici, riletti con occhi nuovi, e le urgenze del nostro presente, raccontate da voci contemporanee. Ma c’è anche spazio per quella linea sottile, ma potente, della sperimentazione, sempre in dialogo con le altre arti.
Dal prossimo ottobre fino ad aprile 2026, il Teatro Nuovo si trasformerà in un punto d’incontro e di trasformazione. Undici spettacoli promettono storie intense, linguaggi diversi e grandi emozioni, ma la programmazione non si ferma qui! Si arricchisce diventando un vero e proprio spazio di incontro tra arti, generazioni e visioni. Alfredo Balsamo, il direttore del Teatro Nuovo, riassume così la visione che guida le scelte programmatiche: «Il filo conduttore che unisce le nostre scelte è l’idea di un teatro capace di toccare anima e core dello spettatore, stimolando emozione, riflessione e senso di appartenenza. Abbiamo costruito un programma che parla al pubblico con sincerità, profondità e leggerezza, capace di generare emozione e pensiero, e di rimettere al centro il teatro come luogo di incontro e trasformazione».
Il Teatro Nuovo: tra grandi classici e nuove sensibilità
La stagione 2025/2026 del Teatro Nuovo si apre all’insegna dei grandi maestri e delle nuove generazioni. Già dal 30 ottobre, il sipario si alzerà con Peter Stein, che dirigerà una straordinaria compagnia in Crisi di nervi. Tre atti unici di Anton Čechov. Un ritorno alle origini per Stein, che ha scelto tre “scherzi scenici” del giovane Čechov: L’orso, I danni del tabacco e La domanda di matrimonio, interpretati da un cast d’eccezione come Maddalena Crippa, Alessandro Averone e Sergio Basile.
Spazio alla nuova drammaturgia e agli omaggi speciali al Teatro Nuovo
Accanto ai classici, la nuova drammaturgia contemporanea trova ampio spazio con opere che riflettono sulle identità, i conflitti e le trasformazioni del nostro tempo. Tra queste spicca Wonder Woman di Antonio Latella e Federico Bellini, in scena dal 20 gennaio. Lo spettacolo, nato da una vicenda di cronaca, indaga l’identità femminile e unisce linguaggio scenico e tensione politica. Un’altra chicca è Lapocalisse di Valerio Aprea, in scena dal 19 dicembre, una serie di monologhi scritti da Makkox che esplorano il concetto di cambiamento. Non mancherà neanche un omaggio sentito e partecipato a Enzo Moscato, con il progetto We love Enzo, in collaborazione con Casa del Contemporaneo.
Oltre il palco: danza, arte e risate
Il Teatro Nuovo non è solo prosa. La stagione 2025/2026 si arricchisce con diverse iniziative che allargano gli orizzonti dell’esperienza teatrale. Torna la terza edizione di Open Dance, che quest’anno si trasforma in un vero e proprio festival interamente dedicato alla danza contemporanea, in programma ad aprile. Un’occasione imperdibile per gli amanti del genere e per chi vuole scoprire nuove forme di espressione corporea.
Incontri, comicità e scoperta per i più giovani
Per gli appassionati d’arte, il ciclo di incontri Storie dell’arte, a cura di Eduardo Cicelyn, guiderà il pubblico in un viaggio appassionante nel mondo dell’arte contemporanea, tra racconti, immagini e riflessioni. E per chi cerca una buona dose di risate, gli appuntamenti di Stand-up comedy promettono serate all’insegna della leggerezza e dell’umorismo intelligente. Non solo per gli adulti: anche gli studenti avranno il loro spazio con La rete dell’immaginario, una rassegna teatrale pensata per le scuole secondarie di secondo grado, a riprova della volontà del Teatro Nuovo di creare un’esperienza collettiva e inclusiva. La stagione 2025/2026 del Teatro Nuovo conferma così il suo ruolo di polo culturale attento alla qualità artistica e all’innovazione.
Le stagioni teatrali passate del Teatro Nuovo di Napoli
La stagione teatrale 2017/18
Inaugurata la stagione del Teatro Nuovo di Napoli 2017/18, con spettacoli ricchi e articolati, con quindici proposte sceniche in programma che, dal prossimo ottobre fino ad aprile 2018, consolidano l’impegno incessante nella programmazione della storica sala cittadina, rispettandone la vocazione per la drammaturgia contemporanea.
Il cartellone ospita nove spettacoli in abbonamento e due interessanti sezioni: Déjàvu e Preview, un doppio focus sulla danza contemporanea con due rassegne, l’originale spettacolo di Natale, unitamente agli appuntamenti musicali, che andranno a completare l’intera programmazione.
La programmazione vedrà alternarsi in scena artisti riconosciuti da pubblico e critica, tra i quali Anna Bonaiuto, Manuela Mandracchia, Vanessa Gravina, Lucia Mascino, Sandro Lombardi, Massimo Verdastro, Milvia Marigliano, Paolo Calabresi, Valerio Aprea, Lino Musella, Monica Nappo, Paolo Mazzarelli.
Il palcoscenico del Teatro Nuovo ospiterà spettacoli e riletture firmati da importanti registi, in alcuni casi anche interpreti in scena, del panorama nazionale e internazionale come Enzo Moscato, Saverio La Ruina, Federico Tiezzi, Arturo Cirillo, Giovanni Anfuso, Veronica Cruciani, Carlo Cerciello, che porteranno in scena testi di autori che vanno, fra gli altri, da Jean Genet a Thomas Bernhard, da Eugene O’Neill a Dennis Kelly, da Lucia Calamaro a Mattia Torre, da Annibale Ruccello a Manlio Santanelli.
Le linee programmatiche della prossima stagione del palcoscenico partenopeo, approfondiscono la molteplicità di linguaggi e proposte sceniche, ospitando le rassegne di danza contemporanea Monday Dance 2017 e Quelli che la Danza 2018, e, fuori programma, a Natale, lo spettacolo Sottovoce, omaggio a Raffaele Viviani firmato da Ernesto Lama.
La musica sarà ancora protagonista della prossima stagione con la seconda edizione della rassegna Il Nuovo Suona Giovane, presentata da Teatro Pubblico Campano in collaborazione con Progetto Sonora, per dare corpo ed evidenza a svariati linguaggi musicali del nostro tempo. Un ciclo di appuntamenti, programmati da novembre 2017 ad aprile 2018, che si arricchiranno, in ogni serata, di un breve opening live jazz set.
La stagione teatrale 2025/26
Evoluzione e ricerca costante nella programmazione sono le linee guida che caratterizzano il lavoro del Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo, per il Teatro Nuovo di Napoli, che affida l’apertura della stagione teatrale 2015-2016 alla creatività di Enzo Moscato, con il debutto, in prima nazionale, dello spettacolo Grand’Estate (Un delirio fantastorico, 1937/1960… ed oltre), di cui il drammaturgo partenopeo sarà interprete e regista.

Una stagione, la prossima, all’insegna della qualità e attenta alle esigenze del pubblico, con quindici proposte sceniche in programma che, dal prossimo novembre fino ad aprile 2016, rafforzano l’impegno incessante nella programmazione della storica sala cittadina, rispettandone la vocazione storica per la ricerca propositiva.
L’offerta programmatica e la contemporaneità dei linguaggi sono molto attente alle attuali esigenze di un pubblico molto vivace, che, rispetto al passato, gode di una maggiore offerta nel panorama teatrale partenopeo, senza trascurare il passato che ha reso importante la sala di via Montecalvario.
“Sono proprio questi presupposti – sottolinea il direttore artistico Alfredo Balsamo – che ci esortano a lavorare alacremente per la creazione di una offerta culturale sempre più in sintonia con il pubblico, destinatario del nostro sforzo, in cui sia gli “affezionati” sia i “nuovi” fruitori possano trovare sempre più stimolante la nostra stagione teatrale. A partire dal prossimo anno, il cartellone sarà più ampio, ospitando, oltre ai dieci spettacoli in abbonamento, cinque interessanti proposte fuori abbonamento, unitamente ad ulteriori iniziative che arricchiranno l’intera programmazione”.
La programmazione vedrà alternarsi in scena artisti già fortemente riconosciuti da pubblico e critica quali Enzo Moscato, Toni Servillo, Maria Paiato, Arianna Scommegna, Andrea Renzi, Lino Musella, Paolo Mazzarelli, Chiara Caselli, Antonio Salines, Claudio Di Palma, Fausto Paravidino, Arturo Cirillo, Mimmo Borrelli, Imma Villa, Milvia Marigliano.
Sul palcoscenico del Teatro Nuovo saranno proposti testi di autori che vanno da Pier Paolo Pasolini a Enzo Moscato, da Ruggero Cappuccio a Fausto Paravidino, da Samuel Beckett a Josep Maria Benet i Jornet, da Giuseppe Patroni Griffi a Sergio Pierattini, da Daniel Glattauer a Sarah Kane.
Il palcoscenico del Teatro Nuovo ospiterà spettacoli e riletture firmati da importanti registi, in alcuni casi anche interpreti in scena, del panorama nazionale e internazionale come Toni Servillo, Arturo Cirillo, Enzo Moscato, Maurizio Scaparro, Carlo Cerciello, Pierpaolo Sepe, Luciano Melchionna, Mimo Borrelli, Fausto Paravidino, che tracceranno le linee artistiche della prossima stagione teatrale della palcoscenico partenopeo, le cui scelte sono sempre orientate sulla molteplicità di linguaggi e contenuti, articolati in maniera conforme all’intero programma artistico, di cui la stagione sarà vera espressione.
A inaugurare la stagione teatrale in abbonamento, mercoledì 11 novembre (in scena fino al 15), sarà lo spettacolo Grand’Estate scritto, diretto e interpretato da Enzo Moscato. Voci e corpi in scena per una narrazione delirante di ben quattro decenni e oltre di cronaca o di storia napoletana ed internazionale. Voci e corpi in scena per un intricato labirinto di figure ed eventi, catastrofi e repentine resurrezioni, detti col tono sornione di chi narra una saga mediterranea d’irresistibile comicità, d’ incontenibile sarcasmo.
Dal 2 al 6 dicembre, Paolo Mazzarelli e Lino Musella porteranno in scena Le strategie fatali, di cui sono interpreti con Marco Foschi, Fabio Monti, Laura Graziosi, Astrid Casali, Giulia Salvarani. Con questo nuovo spettacolo, gli autori affrontano i grandi miti contemporanei come il denaro e il successo ma anche l’amore, la seduzione, il desiderio, l’osceno e le grandi paure collettive ed individuali: il terrorismo, la mancanza di lavoro, la violazione della privacy.
Da mercoledì 16 a domenica 20 dicembre, Mimmo Borelli, in veste di autore, interprete e regista, sarò in scena con lo spettacolo Malacrescita, tratto dalla tragedia La Madre: ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimma. La storia è riguarda tale Maria Sibilla Ascione: ignara e innocente bambina, nel nome già destinata ad una condizione di metà Vergine innocente, metà Maga, strega furente. La bambina è segnata dalle barbarie maschili fin dall’età di sette anni.
Chiara Caselli e Paolo Valerio saranno gli interpreti di Le ho mai raccontato del Vento del Nord di Daniel Glattauer, in scena dal 20 al 24 gennaio 2016, per la regia di Paolo Valerio. Una mail all’indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l’impaccio iniziale, s’instaura un’amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate d’ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi.
Il regista Maurizio Scaparro porterà in scena, dal 27 al 31 gennaio 2016, Aspettando Godot di Samuel Beckett, con Antonio Salines, Luciano Virgilio, Edoardo Siravo, Enrico Bonavera, Michele Di Girolamo. I due vagabondi protagonisti dell’opera, Vladimiro/Didi ed Estragone/Gogo, sono diventati l’emblema della condizione dell’uomo del Novecento, essere in eterna attesa, vagante verso la morte, punto minuscolo nella vastità di un cosmo ostile, segnato fin dalla nascita.
Dal 10 al 14 febbraio 2016, Maria Paiato e Arianna Scommegna sono le Due donne che ballano di Josep Maria Benet i Jornet, per la regia di Veronica Cruciani. Una donna anziana e una giovane chiamata a farle da badante. Tutte e due schive, energiche, sarcastiche ed eroiche. Si odiano e si detestano perché sono simili, perché ognuna ha bisogno dell’altra, e, nella solitudine delle rispettive vite, sono l’una per l’altra l’unica presenza confortevole.
Francesco Saponaro porterà in scena, dal 24 al 28 febbraio, Calderón di Pier Paolo Pasolini, con Andrea Renzi e altri attori in via di definizione. In Calderón, ispirato a La vida es sueño, i personaggi dell’opera originale agiscono nella Spagna franchista del 1967, correlativo oggettivo del nostro presente, consegnato dalla storia al crollo definitivo dei sogni e delle utopie.
La programmazione proseguirà, dal 2 al 6 marzo 2016, con Shakespea Re di Napoli scritto e diretto da Ruggero Cappuccio, con Claudio Di Palma e Ciro Damiano. Lo spettacolo, che da vent’anni attraversa i palcoscenici dei teatri italiani ed esteri, ritorna a Napoli. La messinscena, nata al Festival di Sant’Arcangelo nel 1994, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali. Shakespea Re di Napoli continua ad affascinare platee e generazioni diverse, costituendo uno dei rarissimi esempi di lunga durata nell’ambito delle piccole produzioni private italiane.
Dal 16 al 20 marzo 2016, sarà la volta di Fausto Paravidino, autore e regista de I Vicini con Fausto Paravidino, Iris Fusetti, Davide Lorino, Monica Samassa, Sara Putignano. E’ una pièce sulle nostre paure. Sulle nostre paure immaginarie, sulle nostre paure reali. Sulle nostre paure reali che sono le nostre paure immaginarie. È una pièce su noi stessi, sugli altri, su noi stessi e gli altri, sui vicini lontani, sulla guerra, su quello che è reale, su quello che è immaginato, su quello che è reale perché è immaginato. Un po’ come certi fantasmi, un po’ come certo teatro.
A chiudere il programma in abbonamento, dal 30 marzo al 3 aprile 2016 sarà Toni Servillo in Toni Servillo legge Napoli. E’ un viaggio nelle parole di Napoli, da Salvatore Di Giacomo a Ferdinando Russo, da Raffaele Viviani a Eduardo De Filippo e Antonio De Curtis, fino alla voce contemporanea di Enzo Moscato, Mimmo Borrelli, Maurizio De Giovanni e Giuseppe Montesano. Ne emerge una fuga dalle icone più obsolete della napoletanità, ma, insieme, un bisogno perentorio di non rinunciare ad una identità sedimentata da quattro secoli di letteratura.
La programmazione fuori abbonamento proporrà cinque spettacoli, e prenderà il via venerdì 27 novembre (repliche fino al 29) con L’amore per le cose assenti testo e regia di Luciano Melchionna, con attori in via di definizione. Un’esilarante, impietosa, autopsia dei sentimenti. Un confronto non più mediato dai sensi di colpa, sterminati ormai, implacabilmente, dalla voglia di verità che anima i due protagonisti della storia. Liberi dal peso delle parole mai dette, approderanno a una risoluzione spiazzante, per loro.
Dal 10 al 13 dicembre, negli spazi della Sala Assoli, il regista Pierpaolo Sepe porterà in scena Crave di Sarah Kane, con Gabriele Colferai, Dacia D’Acunto, Gabriele Guerra, Morena Rastelli. Autrice britannica prematuramente scomparsa nel 1999, Sarah Kane nella sua breve vita ha scritto cinque testi teatrali. Inizialmente accusata di essere volutamente provocatoria, per i temi trattati, in realta la Kane ha dimostrato notevoli capacità stilistiche, indagando gli abissi del dolore e del desiderio, della speranza e della disperazione.
Dal 15 al 17 gennaio 2016, sarà in scena Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi, diretto e interpretato da Arturo Cirillo. Un flusso di parole che diventano carne, e spesso danza. Un tango disperato, un folleggiare sul baratro, un urlare per non morire. Sorella immaginaria, e precorritrice della Jennifer di Ruccello e di molti personaggi di Moscato, la protagonista Rosalinda Sprint attraversa gli umori, i suoni della città di Napoli, qui più che mai diventata luogo metafisico, invenzione di un posto che non c’è.
Il regista Carlo Cerciello dirige Imma Villa in Scannasurice di Enzo Moscato, in scena dal 17 al 21 febbraio 2016. E’ una sorta di discesa agli “inferi”, post terremoto, di un personaggio dall’identità androgina nell’ipogeo napoletano, dove abita, all’interno di una stamberga, tra gli elementi più arcani della napoletanità, in compagnia dei topi, metafora dei napoletani stessi e dei fantasmi delle leggende metropolitane partenopee, dalla Bella ‘mbriana al Munaciello, tra spazzatura e oggetti simbolo della sua condizione, alla ricerca di un’identità smarrita dentro le macerie della storia e della sua quotidianità terremotata.
Ultimo appuntamento della programmazione fuori abbonamento, dal 15 al 17 aprile 2016, è con Milvia Marigliano in Ombretta Calco di Sergio Pierattini, per la regia di Peppino Mazzotta. Ombretta sta facendo un viaggio, il viaggio più importante della sua vita. Un viaggio fuori dai vincoli imposti dal tempo e dallo spazio. Mentre procede, senza soluzione di continuità, nel passare in rassegna i momenti più significativi della sua esistenza, ne comprende il senso. Riemergono dalla sua anima fallimenti, dolori, frustrazioni, debolezze, illusioni, tenerezze, slanci incoscienti verso un futuro che sarà sicuramente migliore, desideri legittimi di una vita normale, inclusa in affetti confortanti e routines rassicuranti.
La proposta artistica del Teatro Nuovo di Napoli rafforza e consolida il suo essere luogo di ospitalità, d’idee e di confronto artistico costante, estendendo lo sguardo a nuove iniziative e progetti collaterali in via di definizione, e “offrendo” i suoi spazi ad alcune fra le più interessanti espressioni artistiche del territorio.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz