Eleonora Fireflies: parola di metal guitarist

Eleonora Fireflies. Foto di Andrea Bastoni

Incontriamo la chitarrista Eleonora Fireflies, che ci racconta con le parole in questa intervista, la sua musica.

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Ospite delle nostre pagine abbiamo con noi la giovane chitarrista Eleonora Fireflies. Eleonora è una seria, preparata, concentrata, appassionata, vulcanica e veemente metal guitarist, tanta grinta, energia ed entusiasmo da vendere, consapevolmente sa che la strada del successo è lunga ma la passione che la guida lavorando sodo e con grande impegno gli sta permettendo di fare passi da gigante verso il successo, per cui di sicuro grazie anche ad un talento innato arriverà presto alla realizzazione della sua missione, riuscire a suonare sempre meglio, divertirsi, provare soddisfazione per se stessa per i suoi fan e divenire una chitarrista affermata, l’abbiamo intervistata per voi, solo un attimo di pazienza, sedetevi comodi e ascolteremo il suo pensiero riguardante se stessa e non solo.

Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo” a Eleonora Fireflies. Il tuo Inglese è strepitoso a quando ti sentiremo in voce con un microfono di fronte?
«Oh! Molto presto, a breve con il mio gruppo “Fireflies in the Dark” suoneremo ad un festival “Bounanot Sonador” a Correggio precisamente Venerdì 8 maggio 2026, oltre a noi ci saranno molti altri gruppi della zona che suoneranno, daremo il nostro meglio e in anteprima canterò due dei nuovi pezzi che abbiamo preparato, ci sarà da ballare e da divertirsi non mancate!! Aggiungo e vi ricordo che i protagonisti saranno abbastanza elettronici».

I miei super eroi sono i Blues Brothers invece i tuoi?
«I miei super eroi sono tutti cantanti ovvero Shirley Manson cantante dei Garbage, che seguo da sempre . Adoro la sua carica che esprime sul palco e nelle canzoni anche la tristezza. Poi c’è anche Josh Home dei Qotsa che sono letteralmente il mio gruppo preferito e canto anche una loro canzone ” I never Came ” E l’ultimo ma non per questo meno importante Maynard James Keenan con una voce potente che ti entra intensamente nella testa».

In futuro hai in mente una sperimentazione? Per esempio un assolo accompagnata da un piano o da un sax, anche un violino perché no?
«Oh certo, abbiamo in mente molti assoli accompagnati dalla tastiera e da due chitarre, i miei ragazzi sono polistrumentisti e mi stupiscono sempre con le loro idee. Al momento stiamo lavorando a nuovi pezzi molto elettronici ma non sveliamo troppo».

La tua colazione tipo è? Mentre fai colazione ascolti musica?
«Quando faccio colazione ovvero sempre immancabilmente di corsa, riascolto tutti i nostri pezzi alzando il volume al massimo. Un bel caffè e via di filato, la mattina mangio poco, solo tanta musica, grazie».

La scena più bella per te di “School of Rock” è?
«Wow! Parliamo del mio film preferito, l’ho riguardato 20 volte forse perchè l’attore essendo anche lui un cantante (Jack Black) con i fiocchi può veramente far di tutto …ma la scena preferita è la battaglia finale tra le band dove al concorso si esibiscono sulle note di school of rock e dimostreranno di essere dei fenomeni».

Il ritmo nelle tue corde è intenso, coinvolgente, volendo anche mistico vorresti che fosse la colonna sonora di quale film?
«Certamente il nostro pezzo che stiamo preparando in queste settimane “Mad again” potrebbe essere perfetto per la colonna sonora di un film vampiresco con toni romantici, con una chitarra ipnotizzante. Direi comunque due film Twilight oppure Underworld con note noir, scene & musica che farebbero sognare».

Il riffs che ami di più.
«Il mio riffs preferito è quello dei Queens of the stone age Song for the dead …loro hanno da insegnare a tanti, ma Josh Homme è tanta roba».

Il tuo sogno nel cassetto è?
«Il mio sogno nel cassetto è che il nostro gruppo “Fireflies in the Dark” diventi famoso per sognare in grande !! Vorrei viaggiare e suonare per festival in giro per l’Europa e non solo… magari fare collaborazione con il Quotsa… sto volando troppo in alto?».

La faresti una contaminazione con il blues?
«Contaminazioni Blues le ho cantate per molti anni con un altro gruppo in giro per l’Europa ..facevamo del Rithem end Blues e non solo, ma ora vorrei concentrarmi su quello che adoro essendo più in linea con il mio sentire e con il mio essere… ma mai dire mai nella vita…».

Sono sicuro che ti senti musicalmente gasata, che progetti hai?
Quello a cui teniamo moltissimo é il nostro progetto nato due anni fa per caso ,ci siamo trovati in un pub con Nicola (chitarra, basso, tastiera e synth) e Fabio (chitarra, basso) i miei due polistrumentisti venivamo tutti da latri progetti a lungo termine e Nick voleva formare un gruppo dalle note new wave mescolando lo stone rock e l’elettronica (che sono le mie medicine per intenderci) ed erano le cose che volevo fare assolutamente . Poco dopo in sala prove abbiamo iniziato a lavorare sui brani da proporre e sui nuovi da creare … e siamo arrivati fino ad ora con 26 brani e 5 inediti che dovranno uscire a breve… e continueremo a lavorare ai pezzi nuovi ma non farmi svelare di più».

Sotto la doccia di solito che canzoni canti?
«Sotto la doccia canto di tutto ovviamente i nostri pezzi per esercitarmi ma anche qualche canzone di Kate Bush che adoro,in cabina poi cè un acustica pazzesca e si sente da Dio… mi esprimo al meglio… i vicini mi prenderanno per matta!!!».

Un modo ottimale per ringraziare il tuo pubblico che ti segue nei social?
«Spero di non deluderli mai e sarò sempre grata infinitamente alle persone che ci seguono , vogliamo fare sempre meglio per loro e per noi».

E così amici lettori siamo arrivati alla fine di questo interessantissimo incontro con protagonista una chitarrista e la sua arte musicale, ringraziamo Eleonora Fireflies per la sua cortese disponibilità che ritroveremo insieme alla sua band i “Fireflies in the Dark” per il Festival “Bounanot Sonadar” a Correggio (RE) il prossimo mese con uno straordinario programma tutto da vivere, tutto da ascoltare. Stay hungry, let the music play!

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