Angela Lo Priore: fotografo le donne, senza alcuno stereotipo
Un appuntamento dedicato al mondo della fotografia, quello con l’intervista ad Angela Lo Priore che ci parla di donne.
Incontriamo Angela Lo Priore, fotografa italiana da sempre attenta all’universo femminile, pronta a parlarci del suo nuovo libro fotografico, “Wadadli Feminine” (Prearo Editore), un atto d’amore verso le donne, un modo per sdoganare uno stereotipo legato ai canoni della bellezza…
Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Angela Lo Priore. Nel tuo nuovo progetto fotografico “Wadadli Feminine”, ritrai in modo delicato ma potente le donne di Antigua e Barbuda: radicate, resilienti, immerse nella natura selvaggia dell’isola. Un omaggio visivo alla femminilità, alla libertà e alla bellezza. Cosa aggiungere a riguardo?
Questa opera nasce da un legame profondo e personale con l’isola, visitata per la prima volta nel 1995 e dove regolarmente torno. Un rapporto con l’isola che negli anni si è evoluto sempre più, perchè da meta di vacanza è diventata una fonte di energia creativa e trasformativa. Ho pensato di soffermarmi a fotografare le donne del luogo, la loro bellezza non stereotipata. Una bellezza che non è imposta da nessuno, differentemente da ciò che accade nella ‘nostra’ realtà. Il loro essere nude è voluto, in una location come la foresta pluviale, dove ogni minima ‘vergogna’ è svanita, dopo pochissimi istanti. Il tutto contornato da ciò che le ragazze hanno provato, emozioni impresse sul libro stesso, di fianco ad ogni foto.
Un modo per portare alla luce la vera essenza di una persona, senza pregiudizi, senza timore alcuno…
Esattamente! Vedevo queste donne camminare, danzare, semplicemente essere e in ognuna di loro riconoscevo una bellezza senza sforzo, una femminilità viva, sacra, non costruita. Una forte immagine che dovevo restituire. Viviamo in una società in cui ad una donna viene richiesto tanto, dall’essere bella, magra, giovane a tanto altro. Aspettative che spesso pesano sulla persona stessa, sulla famiglia. Richieste che stancano e, a mio avviso, poter dare ‘voce’ a chi va oltre questi canoni, ignorandoli, fa la sua differenza. La bellezza, a mio avviso, non ha una reale essenza, è semplicemente in ogni cosa o persona, qualcosa di prettamente soggettivo.
Un messaggio chiaro e forte da rivolgere ai giovani…
“Wadadli Feminine” è una lettera d’amore alla femminilità: un testamento visivo dell’armonia tra donna e natura, tra quiete e potere. Non immagini perfette o costruite, ma fotografie vere, capaci di restituire una femminilità sacra, viva, non artefatta. Lo vedo con mia figlia, cresciuta con persone sempre diverse che frequentavano la nostra casa, motivo per cui è cresciuta senza seguire alcuna moda, se non il suo stile vintage, qualcosa di particolarissimo. Questo le ha dato modo di creare una sua estetica, una sua linea di pensiero, cosa che devo anche al mio esempio. Non potrei esserne più orgogliosa!
Sei una ritrattista più che nota, apprezzatissima anche nell’ambiente internazionale, quali soddisfazioni ti ha regalato questo bellissimo mestiere e quanto sei cambiata da quando tutto ebbe inizio?
Credo sia utile, per prima cosa, ridimensionare il divo. Sono in tanti ad essere attratti dalle celebrità che, ti dirò, non sono nient’altro che degli esseri umani che, talvolta sono straordinari, ma tante altre volte non lo sono affatto. C’è chi a suo modo, grazie al suo successo, è riuscito a fare del bene, come il compianto Robert Redford, regalando, come possibile, conforto, supporto e, differentemente, c’è chi non è in grado di regalare ciò. Sono cambiata, senza alcun dubbio, dall’essere una quasi trentenne, quando tutto ebbe inizio, all’avere l’età di oggi. Viaggiare, vivere persone diverse, mi ha permesso di poter ‘comprendere’ l’essere umano. Ho ben chiaro quanto sia facile riconoscere il vero dal falso. Sento di essere una privilegiata da questo punto di vista.
Progetti futuri di cui poterci parlare?
Adesso sento la necessità di volermi godere questo momento. Presenterò il libro ad Antigua, ad ottobre, e poi chissà… i progetti nascono dalla pancia, un po’ per caso.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz
