Vigan Mustafà per Un Gancio al Parkinson. Foto da Ufficio Stampa
Vigan Mustafà per Un Gancio al Parkinson. Foto da Ufficio Stampa

Un gancio al Parkinson

Da pochi giorni, sono iniziati i corsi di pugilato senza contatto rivolto alle persone che soffrono di Parkinson, curato da pugili professionisti, che hanno seguito uno stage di preparazione per entrare nel team medico per curare-allenare i malati di Parkinson con questa strategia innovativa che il Dottor Bertoni ha importato dagli States.

Le dichiarazioni

Vigan Mustafà per Un Gancio al Parkinson. Foto da Ufficio Stampa
Vigan Mustafà per Un Gancio al Parkinson. Foto da Ufficio Stampa

Il medico spiega: “Come riporta il recente studio dell’Università di Indianapolis, pubblicato su Physical Therapy, un allenamento di boxe di non contatto migliora la qualità di vita di pazienti affetti dal morbo di Parkinson anche di grado medio-grave. L’attività fisica di una certa intensità aiuta a rallentare la progressione della malattia. La boxe, infatti, è uno dei più completi perché praticando questa disciplina si sviluppano la coordinazione dei movimenti, soprattutto tra braccia e gambe e l’armonia muscolare. “È una disciplina utile per il miglioramento di certe qualità che spesso si perdono sia per l’età che appunto in occasione di malattie neurodegenerative“.

Servono due sedute alla settimana di allenamento per almeno due mesi per vedere i primi risultati sul paziente. “Il rallentamento della malattia rende la vita quotidiana più agevole: le persone malate sono in grado di muoversi e camminare in modo migliore, con più equilibrio. E anche dal punto di vista psicologico si hanno dei miglioramenti” – spiega ancora Bertoni. “Il paziente si allena divertendosi: gli esercizi diventano quasi un gioco e durante la lezione il paziente quasi si dimentica la malattia, sentendosi inserito in una palestra frequentata da tanti atleti“.

Il Training Lab, fondato nel 2008, è affiliato con la Facoltà di Scienze Motorie della Università di Firenze e con le Università di Pittsburgh e dell’Ohio con le quali sta portando avanti una ricerca sulle Capacità Visio-Motorie negli sportivi e sull’uso della Realtà Virtuale in Riabilitazione.

Il Dr. Bertoni è rientrato recentemente dagli Usa dopo aver stretto una partnership con la dottoressa italiana Roberta Marongiu della Cornell University di New York che collabora con la famosa palestra Gleason di NY.

“La mia idea è quella di ampliare l’attività sportiva, da Firenze fino a Prato, per curare il Parkinson coinvolgendo anche altri campioni di pugilato, sia uomini che donne, perché questa ‘terapia’ è una seria opportunità per migliorare la qualità della vita a questi pazienti” conclude il Dr. Bertoni, nasce oggi l’Associazione Un gancio al Parkinson di cui sono presidente”.

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