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Isabelle Adriani, donne siate libere di scegliere

A tu per tu con Isabelle Adriani

Oggi incontriamo la bella Isabelle Adriani, (al secolo Federica Federici), talentuosa attrice, oltre che giornalista professionista e autrice di otto libri di fiabe e due romanzi storici.

Isabelle Adriani. Foto di Celine Nieszawer.
Isabelle Adriani. Foto di Celine Nieszawer.

Isabelle Adriani, hai da poco finito le riprese del tuo primo film nelle vesti di regista. Ci presenti questo progetto?

Per ora posso svelare il titolo: The Nightngale. L’usignolo, ho scritto e diretto questo video musicale con Mac Zavadsky, un giovane talento polacco, abbiamo scelto una bellissima Cover e l’abbiamo trasformata in una fiaba… fra poco vedrete il prodotto finito…

Come attrice invece sono protagonista di Red Carpet una serie di Instant Movies sulla preparazione ai Festival del Cinema, da Cannes, a Venezia, da Roma a Los Angeles, in collaborazione con Stefano Blandaleone,in onda su Sky Canale 425, in prime time.

Cosa rappresenta per te il passaggio dall’essere attrice al diventare regista?

Ho sempre ammirato i registi con i quali ho lavorato da Alan White a Pupi Avati, da Herskovitz a Tara Subkoff, trovo che sia un lavoro magnifico. E’ il Director/Regista a tenere insieme il fil rouge di tutta la storia. Il regista è il deus ex machina della storia, colui che infila le perle che rappresentano tutte le scene del filo/film. Ora posso raccontare la mia visione di una storia. Dunque più che un passaggio e’ stato un arrivo molto desiderato.

Quali sono le difficoltà che incontri come donna e come attrice nella società di oggi?

In realtà speravo di poterti rispondere diversamente, ma l’immagine delle donne e’ ancora molto stereotipata. Ho combattuto per anni anche con me stessa per accettare un corpo così formoso e femminile con un’anima completamente diversa e alla ricerca di qualcosa di molto più profondo che nessuno sembrava vedere in me.

Al contrario, la mia fisicità mi ha quasi sempre fatto scegliere per interpretare personaggi bloccati all’interno di uno stereotipo piuttosto limitato. Ora come regista posso immaginare personaggi diversi anche per me stessa, ma a parte me, osservo la fatica che fanno molte colleghe per imporsi se non hanno appoggi politici, o dei produttori o dei capi struttura, o dei registi, situazioni nelle quali la bellezza è purtroppo un’arma a doppio taglio. Ti fa notare, ma devi condividerla. Non sempre con chi vuoi tu.

Sentiamo parlare ogni giorno di violenza sulle donne, ma il problema sembra sempre più grave. In che modo pensi che un personaggio come te possa dare voce alle donne che soffrono?

Raccontando le loro storie, ma anche ricordando alle donne che meritiamo la possibilità di essere soddisfatte e felici o almeno serene quando la vita lo permette, senza dover soffrire ogni giorno anche per rapporti sbagliati e ringrazio giornalisti intelligenti come te che ci permettono di parlarne.

Soffro molto quando sento raccontare storie di Cronache di morti annunciate: c’era quasi sempre già stata una denuncia, o almeno un’avvisaglia, storie delle quali forse spesso si poteva cambiare il finale.

Quale é il primo passo da compiere per arginare la violenza di genere?

Educare tutti gli esseri umani ad una affettività più sana. Se potessi essere, come per magia, ministro dell’istruzione, introdurrei in ogni scuola ad ogni età, l’educazione all’amore per se stessi e per gli altri, passando, a seconda dei vari livelli di istruzione scolastica, attraverso la biologia, la filosofia, la mitologia che molto insegna a chi sa leggere fra le righe e l’antropologia.

Voglio dire che conoscere, se stessi, il proprio corpo, le proprie pulsioni, ma anche le proprie capacità, i talenti o le debolezze potrebbe farci comprendere meglio con chi rapportarci e quali persone frequentare.

Uno degli errori più frequenti e’ il continuare a frequentare persone sbagliate, spesso violente e scostanti, che però’ non cominciano ad essere così, di punto in bianco, anzi probabilmente lo sono da sempre, dal primo giorno o forse dal primo mese, sta di fatto che tolleriamo sempre troppo! Probabilmente molte di noi sono troppo pazienti e non chiudono immediatamente una storia anche quando è palesemente sbagliata magari solo perché il lui/lei in questione, ci danno un po’ d’attenzione e non ci siamo abituati!

L’ amor proprio dovrebbe essere insegnato nelle scuole credo fermamente che oltre alla storia, alla matematica, alla scienza e alla letteratura, dovrebbe essere insegnata anche la capacità di amarsi, di volersi bene, dal come mangiare bene, al come dormire bene, al come rapportarsi con le persone e a che cosa accettare o meno, dal prossimo!! Se non ti senti niente, accetti tutto dal primo che ti considera, magari solo perché sei carina! Perché non sai riconoscere in alcun modo il vero affetto, che non e’ mai costrizione, sono perché non l’hai mai provato! Forse nemmeno in famiglia..

Isabelle Adriani, ma tu che donna pensi di essere?

Spero solo di poter condividere alcuni pensieri positivi e di portare qualcosa di buono alle persone con cui mi rapporto. Spero di poter raccontare belle storie umane, di poter narrare la parte più bella dell’uomo e della donna, i talenti, il coraggio, storie vere che fanno sperare nella capacità di miglioramento dell’essere umano e spero che tanta gente si identifichi e si commuova di fronte a storie belle e forti, possibilmente con un lieto fine, quello che spero di ascoltare e di vivere anche nella vita

Cosa rappresenta per te l’indipendenza femminile e in cosa la identifichi?

Con la Libertà di scegliere. Scegliere ogni giorno cosa fare o dove andare, scegliere chi frequentare senza sentirci costrette, scegliere cosa dire senza essere intimorite, scegliere di cambiare strada senza paura.

Quale è l’augurio che fai ad Isabelle Adriani come donna e che faresti ad un’altra donna?

Di non dover più essere giudicata dall’ignoranza o dalla superficialità, che pensa che tu sia stupida o poco seria perché la genetica ti ha regalato una quinta di seno, come nel mio caso, a parte gli scherzi, tristemente veri ahimè, auguro a tutte le donne di poter raggiungere i loro obiettivi senza paura, senza costrizioni e senza violenze, senza sentirsi in dovere di dare qualcosa perché siamo donne, senza il sentirsi in dovere di scambiare favori sessuali per lavorare, soprattutto nel mio ambiente, senza sentirsi costrette a restare chiuse dentro un rapporto che ci fa male che e’ palesemente sbagliato, ma soprattutto auguro a tutte noi, la capacita di capirlo in tempo!

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