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Gianni Simioli, una vita al microfono

A tu per tu con il poliedrico Gianni Simioli

Incontriamo Gianni Simioli, uno dei più seguiti speaker partenopei, con le sue diverse conduzioni in importanti realtà del mondo radiofonico e portatore di messaggi di attualità sana.

Gianni Simioli sul lungomare di Napoli
Gianni Simioli sul lungomare di Napoli

Dalla cronaca allo spettacolo, dalla radio alla televisione (anche in veste di autore), Gianni Simioli di gavetta ne ha fatta, e la sua carriera lo porta ad essere oggi, uno dei personaggi più interessanti dal punto di vista di contenuti culturali per il territorio campano e non solo.

La sua famosa “Radiazza”, il ritorno a RTL 102.5 e tanti altri progetti, che ci racconta in questa bella intervista rilasciata tra i suoi mille impegni.

Chi è Gianni Simioli? Raccontiamo il tuo percorso formativo e professionale?

Chi sono? Chi sono, ancora non lo so. Sul piano professionale preferisco conoscermi poco, rimanere il più lontano possibile dall’idea che ho di me. Ho cominciato con la radio ma non sono mai riuscito a sentirmi uno “speaker” radiofonico e basta anzi la definizione mi inorridisce e non da oggi. Quando sul finire dei ’70 facevo filone a scuola per passare molte mattinate su una delle prime radio libere della città (Radio Studio Libero a Secondigliano), avevo già capito che la radio è il più importante dei mezzi di comunicazione per chi vuole fare la comunicazione.

Intuivo, avevo 13 anni milioni di capelli e idee chiare sul mio futuro, che partendo da quel microfono avrei potuto conquistare altri spazi, percorrere più strade. Teatro, giornali, creatività, televisione, talent-scout, produttore, autore e oggi il web e anche qualche piccola attività imprenditoriale dove sfodero, non ci crederai, molti degli insegnamenti che migliaia di ore di radio mi hanno lasciato dentro. Ma forse ho perso il filo, accidenti. Volevi sapere quando ho cominciato “seriamente”?

Senza dubbio a Radio Kiss Kiss nel 1983: che tempi! Il sogno di creare un network del Sud che rappresentasse tutto il meridione d’Italia facendosi sentire in tutta la Nazione… Per fortuna ci sono riuscito anche da solo! Oggi lavoro anche per RTL 102.5 che è la prima radiovisione in assoluto d’Italia, la più ascoltata!

Sei appassionato di musica, ma quali sono i film che preferisci vedere al cinema e ci sono degli attori italiani che apprezzi?

Sono cresciuto con i cosiddetti film “pallosi” (Fassbinder, Bergam, Alejandro Jorodowsky, per citarne solo alcuni) poi per fortuna ho imparato ad apprezzare una certa leggerezza e a “scoprire” la commedia italiana ad esempio. Attori e film preferiti non ne ho.

Come capita a molti di noi seguo l’istinto, la voglia e la curiosità. Andare al cinema non deve essere un obbligo ma un vizio, proprio come leggere un libro. Quindi, anche se so che una pellicola “non si porta” e non fa figo me ne frego.

E invece la musica che ascolti?

Preferisco quella italiana, su tutte quella cantata in lingua napoletana. Gli ultimi dieci anni della mia carriera li ho spesi quasi tutti per contribuire al suo rilancio inventando compilation, programmi televisivi locali e trasmissioni radiofoniche ad hoc. Come “La Radiazza” su Radio Marte che ho ripreso lo scorso 11 ottobre e che “osa” suonare le nostre canzoni di ieri e di oggi (dalle classiche alla Trap per intenderci) in una fascia oraria di grande importanza per una radio, quella che va dalle 10 alle 12.30. La sfida infatti non è mettere su una radio web o in FM dedicata esclusivamente alla nostra canzone e ai nostri straordinari artisti e musicanti, no.

Il coraggio e anche l’amore che nutri per le tue radici e la tua identità lo devi dimostrare anche così e se hai una radio e operi in Campania è proprio una vergogna se bandisci dalla tua programmazione tutte le produzioni antiche o moderne della gente meravigliosa che canta e suona in napoletano.

Sei un baluardo della radio. Secondo te che mercato ha la radio in Italia?

Viviamo una nuova età dell’oro. Oggi in Italia questo mezzo ha nuovamente una fondamentale importanza e nonostante gli attacchi delle video star e della web star. Siamo seguitissimi e ascoltati e molti di noi “opinion-leader” al pari di un blogger da migliaia di follower.

Gianni Simioli e le sue inseparabili cuffie
Gianni Simioli e le sue inseparabili cuffie

Come concili il lavoro di grande attività tra show e attualità, con la tua vita privata?

Benissimo, e felice di questa mia popolarità che non offre spunti da scene di panico. Non ho mai fatto il salto defintivo verso trionfi nazionali e “sanremesi” per pigrizia ma anche per scelta inconscia. Non potrei rinunciare ai miei affetti e alle mie giornate a spasso per Napoli e con il naso all’insù. Tra l’altro, un’altra conquista, la gente che segue il mio lavoro nutre nei miei riguardi un affetto di tipo familiare per cui mi chiede un selfie ma poi aggiunge: sei uno di noi. Conoscete gratificazione migliore?

Qual’è il tuo rapporto con il mondo dello Spettacolo?

Sporadico, incostante e qualche volta sofferente. Chi fa il mio lavoro deve avere un ego spropositato e in molti casi una vera e propria inclinazione compulsiva a parlare sempre di se e quindi del proprio lavoro, a me no. Metaforicamente e per essere chiari, chiusa la saracinesca voglio respirare altre forme di umanità e prendere l’autobus.

Parliamo del San Gennaro Day.

Una grande edizione che confermerà quanto io e il mio gruppo (Jesce Sole) abbiamo intenzione di fare sempre più sul serio. Cinque anni fa, quando grazie ai commercianti di Via Duomo, accettammo la sfida e la scommessa, avevamo in mente di riportare ai fasti del passato la festa di San Gennaro. Quella che trovi nell’incipit della celebre “Dove sta Zazà” con la Banda di Pignataro, proprio quella! Speriamo presto di poterla prolungare e di trasformarla in una tre giorni di tradizione, modernità, cristianità e laicità che vanno a braccetto.

Intanto ci godiamo le presenze prestigiose di questa “San Gennaro Day” 2017: Fiorella Mannoia, Alessandro Siani, Luisa Ranieri, Liberato, Terroni Uniti, Andrea Sannino e tutta la varia e magnifica gente che tutti i santi giorni fa il miracolo della concretezza e della voglia fare anzichè di lamentarsi.

Dai VIP alle persone comuni, quali sono le doti caratterizzanti di un napoletano?

Posso rispondere segnalandoti un difetto dei napoletani che spesso fagocita le doti? Non rispettare la propria città. No, non sopporto più quelli che diventano per un like in più difensori di una città che, credimi, ancora non siamo riusciti ad amare profondamente.

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