Il rapporto Omega, di G. L. Barone
Abbiamo incontrato ed intervistato per voi G. L. Barone, che ci racconta del suo nuovo libro: Il rapporto Omega.
G. L. Barone, con le sue oltre 150.000 copie vendute in Italia, è tornato finalmente con un nuovo, esplosivo capitolo della serie thriller “I Tredici” con protagonista Lorenzo Fossati: “Il rapporto Omega”, per Indomitus Publishing.
Un attentato sconvolgente. Un’élite segreta pronta a riscrivere il destino del mondo. Una corsa contro il tempo per fermare il caos globale. Ne parliamo con lui per la nostra rubrica Libri e Scrittori.
Per prima cosa benvenuto a G. L. Barone su La Gazzetta dello Spettacolo. Dopo il successo dei precedenti volumi della serie “I Tredici”, torni con “Il rapporto Omega”. Cosa ti ha spinto a scrivere questo nuovo capitolo?
La serie dei Tredici attinge a piene mani dall’attualità. Era partita con le vicende della Troika e la crisi del debito del 2024, che aveva dato spunto a Il sigillo dei Tredici Massoni, per poi passare all’emergenza globale del Covid, che con una grande allegoria avevo utilizzato come base per Minaccia Globale. Le attuali vicende in medio oriente, purtroppo, la guerra in Palestina e l’idea della Grande Israele, mi hanno dato lo spunto per Il rapporto Omega, che attinge a piene mani a molte teorie “cospirazioniste” che potrebbero giustificare il conflitto in Medio Oriente. Se ciò che succede nel mondo fosse sempre chiaro e non aperto a diverse interpretazioni, probabilmente la serie sui Tredici non esisterebbe.
Nel romanzo si parte da un attentato a Santorini per arrivare a una crisi globale. Quanto c’è di reale dietro la finzione?
Purtroppo c’è molto di reale. Lo scusa di un attentato usata per giustificare una guerra, che magari era in programma da anni, purtroppo non è nuova. Non è necessario che faccia degli esempi, ma sono molti… e da ognuno io ho preso spunto per costruire l’attentato con una bomba sporca in Grecia. Le reazioni conseguenti, che racconto nel libro, come la creazione di una coalizione di “volenterosi” usata per esportare la democrazia con bombe arcobaleno, sono estremamente verosimili. E mi servono per dare uno sguardo da un’angolazione diversa ai molti fatti simili che il passato recente ci ha riservato e che forse ci aspettano per il futuro.
Potremmo affermare che a volte la realtà sa essere anche più inquietante della fiction?
Purtroppo sì. Nel mio libro, che comunque rimane un romanzo che ha lo scopo primario di divertire e intrattenere, un attentato è usato come “scusa” per attaccate la Palestina. Ma le vicende recenti ci hanno insegnato che per cominciare guerre ormai non servono più neppure scuse tangibili: bastano accuse generiche che il vicino possieda o stia per possedere armi atomiche come nel caso dell’Iran. Oppure, nel caso del Libano, neppure questo.
Tocchi temi delicati come la guerra in Palestina, gli attentati sotto falsa bandiera, la crisi dell’Occidente. Come riesci a trattarli mantenendo il ritmo del thriller?
Be’ questa ormai è la mia specialità, la ricetta è un mix di “piccolo e di grande”.Si parte da uno sguardo sul “piccolo”, per poi passare a un respiro più globale. Gli eventi politici attuali di fatto sono solo lo sfondo della mia storia di azione, il segreto che i miei personaggi devono inseguire per salvarsi la vita. Che si tratti di una truffa mediatica globale, come in Minaccia Globale, o di una guerra, come in rapporto Omega, ciò che accade ai miei personaggi parte sempre da qualcosa di “piccolo”: un delitto, un inseguimento, una sparizione. Per indagare su quello, poi si arriva al tema più grande.
Che reazione ti aspetti dai lettori e dalle lettrici?
Mi aspetto un’accoglienza simile a quella che hanno riservato ai due precedenti capitoli della serie, che parte dalla teoria “cospirazionista” che ci sia qualcuno che, sopra i nostri governi, tira le fila del mondo. Un deep state senza volto che gioca con gli eventi come su in una partita a scacchi. Con i miei libri, con la scusa di una storia di azione, instillo dubbi e fornisco spiegazioni alternative all’attualità: questo a molti piace, li fa pensare, li aiuta a sviluppare un senso critico che li porta a dire: “ma se fosse davvero così?”. Ad altri, per fortuna una minoranza, quello che racconto però può infastidire, soprattutto nei casi in cui la verità ipotizzata è difficile da digerire. Passare per pedoni sacrificabili, cosa che a volte è innegabile, a molti non piace e invece di ammetterlo si preferisce negarlo e continuare a vivere nell’illusione che viene preparata per noi. Da questi lettori mi aspetto critiche, non sulla storia in sé, ma sulla verità ipotizzata che ne fa da sfondo. Dagli altri lodi.
Hai in mente già il prossimo capitolo della serie?
È presto per parlarne, ma purtroppo l’attualità dà sempre nuovi spunti che si adattano bene alla serie.
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