Lisa Johnson. L’inganno, di Emili Giancarli

Emili Giancarli con in mano il volume "Lisa Johnson. L'Inganno"

Lisa Johnson. L’inganno, di Emili Giancarli

Intervista con la scrittrice e fotografa Emili Giancarli, che continua a raccontarci della sua saga dedicata a Lisa Johnson.

Emili Giancarli, fotografa paesaggista, si è affacciata sul panorama editoriale con Lisa Johnson – Quando tutto ha avuto inizio, il primo volume del suo romanzo d’esordio pubblicato con EDDA Edizioni, per poi tornare più di recente con il secondo dal titolo “Lisa Johnson. L’inganno”.

La raffinata sensibilità che ne contraddistingue i lavori fotografici riflette il suo animo romantico, ma allo stesso tempo schietto e lineare. Questo tratto distintivo del carattere lo ritroviamo nei libri, opere che desiderano affrontare l’annoso tema del processo di autodeterminazione e autorealizzazione di una donna, in un mondo ancora troppo sbilanciato sulle questioni di genere, senza cadere nella trappola del vittimismo, ma con una buona dose di ironia. Ne parliamo con lei per la nostra rubrica Libri e Scrittori.

Benvenuta Emili Giancarli su La Gazzetta dello Spettacolo. Per il primo volume di Lisa Johnson – Quando tutto ha avuto inizio, hai ottenuto una menzione d’onore al concorso “L’Agenda del Poeta” ricevuta a Milano lo scorso dicembre e un diploma d’onore con menzione d’encomio nel concorso “Michelangelo Buonarroti” di Stazzema, consegnato pochi giorni fa. Quale soddisfazione hai provato per questi riconoscimenti?
Il primo volume di Lisa Johnson – Quando tutto ha avuto inizio è il mio romanzo d’esordio, non essendo io una scrittrice di comprovata esperienza per me era importante partecipare a questi concorsi letterari per misurarmi con altri autori, per avere o meno la riprova della bontà del mio lavoro. Diciamo che ho partecipato con basse aspettative, sperandoci, ma senza farmi alcuna illusione. Quando poi mi sono vista arrivare la prima mail da Milano, è stata una grande emozione: avevo ottenuto il mio primo riconoscimento ufficiale. Una giuria competente aveva ritenuto meritevole il mio lavoro di una menzione d’onore e questo mi ha commosso. Sempre a dicembre sono poi arrivata tra i finalisti nel premio Charles Dickens per il romanzo sociale e solo pochi giorni fa ho ottenuto una menzione d’encomio, che va a confermare la validità di questo romanzo che ho sentito in particolar modo. E anche se questi sono attestati che ha preso il romanzo, sono motivo di grande soddisfazione sia per me sia, ne sono certa, per l’editrice Daniela D’Agosto che per prima ne ha riconosciuto i meriti pubblicandolo.

Negli stessi giorni di dicembre è uscito il secondo volume dal titolo “LISA JOHNSON. L’inganno”, pubblicato sempre con Edda Edizioni nella Collana Amore e psiche. Il tema dell’inganno e della manipolazione emotiva è centrale in queste nuove pagine. Cosa ti ha spinto ad approfondire tale aspetto nella storia?
Sin dall’inizio il mio intento con Lisa Johnson era quello di restituire ai lettori un’eroina moderna, dal carattere forte, capace di tracciare la propria strada e seguirla ma che sapesse anche incarnare le fragilità e le debolezze di ogni donna. Ed è inutile negarlo, ognuna di noi ha i suoi nervi scoperti, punti deboli che ci rendono vulnerabili e per Lisa è la solitudine; vuole innamorarsi di nuovo, ricominciare una nuova storia d’amore e l’aver conseguito importanti titoli accademici, arrivando addirittura al Premio Nobel, non la rende di certo immune dagli inganni di un uomo disonesto. Purtroppo l’amore tossico o manipolatorio sta diventando un male che si propaga ogni giorno sotto gli occhi di tutti e ho voluto farlo vivere alla mia protagonista, mostrare al lettore che per quanto cieco possa essere stato l’amore di Lisa nel non capire le macchinazioni di cui cadeva vittima, alla fine c’è sempre una via d’uscita. Dentro ognuna di noi risiede una forza vitale che ci fa reagire, rinsavire e a volte occorre solo avere il coraggio di ascoltarla per scardinare il rapporto malato che ci imprigiona. Alla fine del romanzo Lisa è diventata così succube di Henrik che persino i suoi amici stentano a riconoscerla, e questo è ciò che capita in un rapporto malato: si viene trasfigurati, si diventa come argilla nelle mani di chi ci sta accanto che ha la forza per plasmarci secondo la sua volontà. A volte è sufficiente il testo di una canzone o la pagina di un libro per far germogliare in noi una nuova consapevolezza, e spero che la forza sfoderata da Lisa e Giovanna possa fungere da sprone per molte donne che si sentono disarmate e sconfitte.

Lisa Johnson è un personaggio complesso e affascinante. C’è un’ispirazione reale dietro di lei o è nata esclusivamente dalla tua immaginazione?
Ogni singolo personaggio che compare nel romanzo è frutto della mia fantasia, compresa Lisa. Penso che ogni autore metta del suo nei romanzi che scrive, nei personaggi cui dà vita e se osservo Lisa da lontano, da spettatrice, in lei rivedo lo stesso stile che caratterizza le mie fotografie, soprattutto le ultime, più ricercate nei colori, nelle sfumature, ma lineari e raffinate. Lisa è così il frutto di una mia ricerca interiore, un’analisi ragionata e ponderata fin nei dettagli (la qualità di te cinese che ama bere, alcune sue espressioni del viso); non è stata concepita di getto, come invece è stato per Giovanna, l’altra protagonista femminile, personaggio centrale nel secondo volume, dove invece ho riversato il mio carattere, quindi possiamo dire, nata “di pancia”.

Lisa è una donna di successo, ma si scontra con il peso delle aspettative sociali. Quanto ritieni che questa sia una condizione comune per molte donne oggi?
Purtroppo ancora oggi dopo tutte le battaglie sociali fatte e i diritti civili conquistati, siamo ancora qui a parlare del peso delle aspettative sociali. Noi che, come società, richiediamo alla donna di essere prima di tutto madre e moglie devota poi, se vuole, anche lavoratrice, anche studiosa, anche scienziata. Ne è stata un esempio di Samantha Cristoforetti, che venne additata dal web come cattiva madre perché lasciava i figli nelle mani del padre, per andare nello spazio ed entrare nella storia. Basta questo esempio per racchiuderli tutti.
Lisa è una scienziata che vive in questa società, con due bambini piccoli da gestire e riesce a farlo ricorrendo agli amici che le danno una mano, all’ex marito con cui ne condivide la custodia. Da sola non ne sarebbe in grado se non ridimensionando il suo lavoro. E questo in una società che si definisce evoluta è inaccettabile, soprattutto se si guarda all’Italia dove le mense aziendali sono tanto comuni e capillari quanto sconosciuti e inesistenti lo sono i nidi aziendali. Viviamo in una società che scarica sulle donne le sue inefficienze e i suoi limiti, gridando a gran voce che i figli sono ancora un “problema” delle sole donne, e anche questo è un retaggio del patriarcato.

In conclusione e in attesa del terzo volume di Emili Giancarli, dacci tre motivi per cui ci potremmo profondamente affezionare a Lisa e agli altri personaggi.
La prima cosa che mi viene in mente è la modernità della storia, ambientata ai giorni nostri, dove ogni vicenda si sviluppa nel mondo reale e i protagonisti si destreggiano con problematiche comuni a tutti.
Un altro elemento che ritengo centrale sono i diversi co-protagonisti che arricchiscono la trama; in questo modo la narrazione è più complessa, poiché ognuno di loro ha una propria storia personale, un trascorso da raccontare, dei problemi irrisolti con se stesso o con la propria famiglia che deve affrontare. Aver inserito più soggetti dà modo al lettore di identificarsi in almeno uno di loro; personaggi differenti per nazionalità, cultura, carattere, modi di pensare e di agire, tutti accumunati a Lisa da un vissuto affrontato insieme a lei.
Ultimo elemento che voglio menzionare sono i diversi temi sociali che affronto nei vari capitoli. I romanzi di Lisa Johnson sono nati per raccontare una travagliata storia d’amore tra Lisa e Lukas, si è poi allargata alla profonda amicizia che lega Lisa ai suoi amici, tanto che Amore e Amicizia si equivalgono come spazio narrativo. Ma più andavo avanti con la narrazione, più emergevano altre tematiche, problemi di oggi si sono affacciati nella quotidianità dei personaggi, nelle loro vicende e allora ho iniziato a parlare di autorealizzazione femminile, di amore manipolatorio, solitudine, di quanto costa una carriera importante a una donna, di nostalgia, di fragilità, cercando di trattare questi temi in modo realistico, inserendo poi nel romanzo, come contrappeso a questi spunti di riflessione, momenti di ironia che rendono tutto molto piacevole da leggere.

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