Prodotto da Oxymoro Creative Studio, Akita Film e distribuito da Lo Scrittoio un sorprendente esordio alla regia, un road-movie potente.
Il cinema indipendente italiano ritrova sul grande schermo la forza d’impatto del racconto di frontiera. A partire dal 22 ottobre 2026, le sale accoglieranno “Il Canto di Alina“, opera prima firmata a quattro mani da Ilaria Braccialini e Federica Oriente, distribuita da Lo Scrittoio dopo un articolato e prestigioso percorso festivaliero.
Il film affronta senza sconti le drammatiche dinamiche della rotta balcanica e dello sfruttamento, per poi virare verso la struttura tipica del road movie drammatico. La narrazione segue le vicende di Johana, giovane migrante interpretata da Caterina Truci, e del suo legame con Alina, impersonata da Adriana Papana. Travolte dalla violenza del racket della prostituzione una volta giunte in Italia, la tragica scomparsa di Alina spinge Johana a un gesto estremo di ribellione: il sequestro di un tassista di mezza età, interpretato da Cristiano Caldironi, costretto a guidare verso il confine. L’abitacolo del veicolo diviene così lo spazio intimo di un confronto tra differenti solitudini, trasformando la fuga in una sofferta ricerca di riscatto e dignità interiore.
La gestazione del progetto ha già riscontrato importanti conferme critiche. Dopo l’esordio alla trentaseiesima edizione del Trieste Film Festival, dove si è aggiudicato il Premio Corso Salani, l’opera ha proseguito una proficua circuitazione internazionale raccogliendo selezioni e rassegne a Barcellona, Madrid e Londra, oltre al riconoscimento come miglior opera prima all’Asti International Film Festival e la finale ai Fabrique du Cinéma Awards.
Realizzata dal collettivo indipendente Oxymoro Creative Studio insieme ad Akita Film, con il contributo delle Film Commission di Friuli-Venezia Giulia e Marche e della Fondazione Francesco Morelli, la pellicola rivendica una precisa identità autoriale. Le due registe hanno sottolineato come la scelta di una co-regia risponda all’esigenza di intrecciare sguardi complessi e non omologati su una realtà brutale, prendendo le distanze da facili etichette di genere e valorizzando la pluralità del lavoro collettivo.
Dal canto suo, la distribuzione affidata a Lo Scrittoio ribadisce il valore strategico dell’operazione. Secondo i responsabili Cinzia Masòtina e Claudio Puglisi, sostenere un’opera prima di questa natura significa confermare la fiducia verso un modello di produzione indipendente e rigoroso, capace di intercettare l’urgenza di nuovi talenti e portarli all’attenzione del pubblico generalista.
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