Davide Minnella con il cast di Fuori la verità sul red carpet della Festa del Cinema di Roma. Foto di Gabriele Pallai
Davide Minnella con il cast di Fuori la verità sul red carpet della Festa del Cinema di Roma. Foto di Gabriele Pallai

Davide Minnella: Fuori la Verità, un film per tutti

Intervista al regista Davide Minnella, che ci racconta segreti e retroscena del film “Fuori la verità” di cui vi avevamo parlato.

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Fuori la Verità” porta una ventata di novità e tanta suspense al cinema, grazie all’idea di Davide Minnella, suo regista e ideatore, e ad un cast straordinario, che ha reso il tutto ancora più chiaro e forte…

Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo, Davide Minnella. Da alcuni giorni il tuo film, “Fuori la Verità”, è nelle sale e ci parla di un ‘gioco’ familiare che potrebbe sconvolgere le vite altrui, dei critici equilibri familiari… Cosa dire su questa idea, sul modo in cui ha preso forma?
«Un’idea che ho avuto qualche anno fa, “Fuori la Verità”, dopo aver lavorato come autore televisivo in svariati programmi. Durante quel periodo ho avuto modo di conoscere le storie di alcuni concorrenti e da lì è nata l’idea della famiglia Moretti, di portare sullo schermo le loro vite, regalando loro i volti di Claudio Amendola, Claudia Gerini, Eleonora Gaggero, Leo Gassmann e Alice Lupparelli. Uno studio televisivo li vedrà protagonisti nella speranza di poter vincere un milione di euro, sottoposti ad una modernissima macchina della verità con ‘a capo’ una conduttrice molto furba e severa interpretata da una bravissima Claudia Pandolfi. Un percorso nelle sale molto entusiasmante, quello che il film sta vivendo, che non tutti si aspettavano e che sta totalizzando un ottimo riscontro da parte del pubblico».

Al tuo ‘cospetto’ le tre C: Claudio Amendola, Claudia Gerini e Claudia Pandolfi…
«Si, è proprio così! Sul set era sempre un dire “Claudia, Claudio.. ” tanto da finire per chiamarli per cognome, perché ormai era divenuto un po’ complicato gestire il tutto…».

Claudia Pandolfi in Fuori la verità
Claudia Pandolfi in “Fuori la verità”

Siamo nell’era del ‘mettiamo la vita in piazza’, tra social e quanto altro e, a tal proposito, quali sensazioni hai raccolto a riguardo?
«Sensazioni bellissime! Il film colpisce per il forte ritmo che lo caratterizza e per il suoi colpi di scena. Una struttura dal continuo rilancio in cui per un’ora e cinquanta resti con il fiato sospeso ed era proprio ciò che volevo! Mi interessava che fosse realizzato bene, che fosse di grande intrattenimento, difatti abbiamo utilizzato otto macchine da presa, 2200 stacchi, una colonna sonora pazzesca realizzata con un’orchestra incredibile, qualcosa di molto incalzante e particolare. Un film, ripeto, per tutti! Sono felicissimo anche delle presentazioni in sala, qualcosa che viene notato dalle persone, dal regista, ed è per tutti noi fondamentale, specie il sapere che è arrivato al grande pubblico».

Come hai scelto gli attori presenti nel film?
«Il film è stato pensato per quegli attori! Avevo già deciso che Marina dovesse essere interpretata da Claudia Pandolfi, che ho fortemente corteggiato, anche perchè volevo provare a raccontarla in un modo diverso da come l’abbiamo sempre vista. Un’interpretazione perfetta, egregia, seppure difficile! Allo stesso tempo ho voluto mettere insieme due grandi simboli di Roma, Claudio Amendola e Claudia Gerini, quasi mai visti insieme, lavorativamente parlando. È salito sulla nave di Fuori la Verità anche Leo Gassmann, fortemente voluto, per poi scoprire piacevolmente le due ragazze della ‘famiglia’, la Gaggero e la Luparelli. Senza dimenticare i restanti del cast, anche loro straordinari, da Sara Drago a Lorenzo Richelmi, Massimo Wertmüller, Filippo De Carli, Edoardo Valdarnini e molti altri».

Massimo Wertmüller pazzesco, divertentissimo, nel suo ‘agire’ in solitaria…
«Si, verissimo! (ndr ride)».

Cosa sta regalandoti questo viaggio nella regia?
«Devo dirti ‘la verità’, ossia che sono felice del percorso intrapreso. Se di film si parla, ho provato a proporre tre generi diversi in cui ho sempre creduto, a partire dal tema legato alla commedia romantica, con “La cena perfetta”, con Greta Scarano e Salvatore Esposito, per poi passare a “Cattiva coscienza”, una commedia fantastica, per poi approdare a qualcosa di ‘mio’, il dietro le quinte della televisione, visto il mio essere ancora oggi autore televisivo. Vedremo cosa mi riserverà il futuro!».

Chi è Davide, quali sogni caratterizzano il tuo vissuto?
«Sono tante cose insieme, qualcosa di complicato da definire, essendo multitasking. Mi piace vivere più situazioni possibili e, a mio parere, questo rappresenta un grande punto di forza. Mi piace fare bene ciò che faccio, provando a realizzare dei corti con ciò che ho avuto modo di mettere da parte, realizzando cose belle, come un progetto con la grande Piera Degli Esposti e tanto altro, come “Ci vorrebbe un miracolo”, un’inchiesta legata al mare. Sono sempre pronto ad appassionare a ad appassionarmi, in prima battuta, per poi arrivare agli animi altrui. Non è sempre facile far combaciare fondi e consensi altrui ma sono dell’idea di non dover mai mollare!».

Da regista, secondo il tuo punto di vista, quale tematica non è stata ancora toccata?
«Domanda complicatissima! Non credo ci siano tematiche non raccontate. Tutto è bello e degno di essere raccontato con il giusto tatto e riconoscimento, dalle tematiche d’amore, al sociale e quanto altro. Bisogna focalizzarsi su una tematica e portarla avanti, seguendo il proprio fare, utilizzando una prospettiva diversa. Non è facile capire cosa raccontare».

In ultima battuta, cosa possiamo aspettarci dal tuo futuro artistico?
«Ho in ballo tre progetti, tutti diversissimi tra loro. Ho un’idea per una commedia, un remake di un film, una suggestione molto bella, legata al sociale, che mi sta prendendo tanto. Se ne avrò le forze, nonostante il suo essere dolorosa, proverò a trasformarla in una sceneggiatura…».

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